Print Friendly and PDF

La forma della musica: le sculture melodiche di Martina Corà in mostra a Milano

Martina Corà, In Crescendo Martina Corà, In Crescendo
Martina Corà, In Crescendo
Martina Corà, In Crescendo

In Crescendo di Martina Corà prova a tradurre in forme scultoree una melodia di Claude Debussy. Alla Galleria Viasaterna di Milano, da martedì 1 Ottobre a venerdì 15 Novembre 2019, musica e sostanza si cercano fino a toccarsi.

Il rapporto tra la musica e le altre arti ha probabilmente una storia millenaria. Forse è l’irrisolvibile astrattismo di ogni componimento che ci porta a riflettere sul perché una determinata melodia ci colpisca così tanto e invece un’altra no. Non c’è legame con la realtà, se non il momento in cui l’abbiamo ascoltata, o con chi, che ci porta a giustificare l’apprezzamento più o meno entusiasta per una canzone. Possiamo certamente basarci sulla storia della musica, sugli strumenti utilizzati e un’altra lunga serie di aspetti tecnici, ma la potenza segreta di ogni suono ci rimane, nel profondo, precluso.

Così molti artisti hanno provato a tradurre la musica in pittura (Kandinsky) o la musica in scultura (Fausto Melotti), altri invece hanno tentato il processo inverso: Claude Debussy (1891 – 1894), musicista che diede nuovo respiro alla musica attraverso diverse intuizioni ritmiche, in continua trasformazione, con la sua Prèlude e L’Après Midi D’un Faune si disse in grado di prolungare l’emozione dell’omonimo poema di Mallarmé.

Proprio da qui nasce In Crescendo, la mostra personale Martina Corà alla Galleria Viasaterna di Milano. Il progetto indaga la musica come origine e forma delle sue sculture, realizzate con la stampa 3D. Questa trasposizione passa attraverso un processo digitale, grazie all’invenzione di un software capace di rilevare i movimenti del direttore d’orchestra durante l’esecuzione di un brano musicale.

Come detto In Crescendo si concentra sul componimento di Debussy eseguito da un’orchestra e, dopo aver registrato un vasto repertorio di gesti e movimenti distinti, ha selezionato tre sezioni principali di cui la forma viene presentata nelle sculture in mostra. La prima, corrispondente alle battute 21-25 della partitura, disegna gesti puntuali e linee nette e chiare; nella seconda, alle battute 55 – 78, vi è il cuore del poema, ricco di pathos ed espressività, che evidenzia una climax del brano, mentre l’ultima, 106 – 110, è un diafano commiato di addio dalle linee intime e morbide.

Con questo procedimento Martina Corà intende formare un collegamento ideale, ma non solo, tra l’universo musicale e quello delle forme. L’armonia ascendente che caratterizza il componimento si riflette nelle sculture che ne derivano, dando vita così a uno spazio condiviso dove i due mondi riescono a sfiorarsi.

Commenta con Facebook

leave a reply

*