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Creare connessioni, tessere reti. OTTN Projects + Contemporary Italian, chi sono, cosa fanno

OTTN Credits Marco Spinelli OTTN Credits Marco Spinelli
OTTN Credits Marco Spinelli
OTTN Credits Marco Spinelli

Non ricordo se fosse esattamente gennaio o febbraio di quest’anno, non ha importanza. Era comunque almeno un mese prima dell’inizio di zone rosse e quarantena. Incontro le ragazze di OTTN Projects al Walden cafè (vedi Thoureau). C’è aria di festa, si è appena conclusa la premiazione di uno dei loro ultimi progetti sviluppato sulle loro piattaforme, una bella iniziativa legata a una open call per sostenere un paio di artisti italiani con mostra e residenza tra Italia e New York. Abbiamo appuntamento verso le 19. Come al solito sono in ritardo, ma non se ne accorgono, sono ancora festanti con il padrone di casa, Leonardo Caffo, filosofo e più gestore di caffè letterario. Ne approfitto e mi fermo a parlare con Elisa Bertaglia, bravissima pittrice in trasferta a Milano per l’occasione. Entro. Mi accoglie la più che professionale Micol, ufficio stampa del collettivo. Sprofondo su una poltroncina a rasoterra del locale (rigorosamente vegetariano e vegano) in Via Vetere, zona Porta Ticinese-Colonne, gestito da Leonardo. Mi accerchiano a semicerchio. Sono presenti tutte e sei e hanno tutte sedie molto più alte della mia. Rimango con le spalle al vetro, fuori piove. Mi raccontano chi sono, cosa sono, cosa fanno, come campano e tutti i bei progetti messi in campo nei mesi precedenti, in vista di un futuro prossimo al tempo (tra febbraio e marzo) che avrebbe dovuto essere cosparso di fiori. Quelli cascanti e cangianti del Florilegium di Rebecca Louise Law per Parma 2020, prima personale dell’artista inglese in Italia, per ora congelata (come qualsiasi mostra e manifestazione espositiva) “aspettando tempi migliori”, condensata in catalogo. Per ora, qui di seguito, il report intervista di quell’ora passata con loro. Buona lettura e buon lavoro OTTN.

Presentatevi, OTTN + ContemporaryItalian, la vostra formazione/esperienza, creazione della squadra e connessioni tra le due piattaforme.

OTTN Projects nasce a Parma due anni fa, fondata da Giorgia Ori, che si forma in America e decide di tornare in Italia per poter lavorare qui nel mondo dell’arte e fare qualcosa di utile e concreto per la propria terra e in particolare per la propria città, Parma. Qui conosce un gallerista che le affida la direzione creativa della galleria con cui iniziano a collaborare le altre ragazze del team, Francesca, Erika e Carlotta, mentre frequentavano l’Università di Parma. Circa un anno dopo, quando OTTN decide di espandersi, e sviluppare altri progetti si uniscono al gruppo Federica e Micol. Abbiamo storie, percorsi di studio e passioni differenti…ma per noi è proprio questo il valore aggiunto del nostro team: dove non arriva una c’è l’altra!

Tornando alla nostra storia, lasciamo la galleria dopo 4 mesi, capendo che la “galleria d’arte” non era la soluzione che sentivamo nostra rispetto alle esigenze del mondo contemporaneo. Da quella decisione si iniziò a delineare quella che poi è la identità di OTTN, ovvero di tenere una cultura attiva per la nostra generazione. Creare, sviluppare la cultura tradizionale rispetto a quello che è la cultura che la nostra generazione merita, non solo nelle grandi città. Vogliamo tornare a conferire serietà alla cultura, che secondo noi non si raggiunge con il citazionismo e la autoreferenzialità, ma rendendola strumento di connessione tra me stesso e l’altro, tra me stesso e il mondo, tra me stesso e l’opera d’arte ma anche con il mio io più profondo. Il nostro desiderio di creare una connessione tra arte e il pubblico viene dal desiderio di comunicare quelli che sono i nostri pensieri che poi si tramutano in progetti.

ContemporaryItalian è uno di questi progetti, un archivio digitale, una piattaforma che per la sua ragione d’essere è cresciuta molto di più come numeri rispetto a OTTN Projects. Nasce come archivio digitale ma di fatto si è trasformata in una piattaforma di scambi e interazione tra artisti italiani, emergenti e non, addetti ai lavori, appassionati e curiosi.

Siete una associazione culturale non-profit che spazia tra vari campi e professioni dell’arte. Sostenibilità economica, come si porta avanti un progetto del genere?

La sostenibilità economica è, purtroppo, ancora inesistente. Per questo proprio ieri ci siamo iscritte alla piattaforma Patreon (e forse siamo tra le poche associazioni culturali italiane che la stanno sperimentando). Attraverso Patreon chi segue e apprezza i nostri progetti e contenuti può aiutarci a produrli dando un piccolo contributo mensile (da 1€ a 5€). Qui ci saranno contenuti esclusivi per tutti coloro che ci sostengono.

Tornando al presente: fino ad oggi alcuni progetti si sono autofinanziati come ad esempio le Previste (le nostre mostre in luoghi non “culturali” e dimenticati in Italia), mentre altri vengono finanziati dai membri dell’associazione. La direzione in cui stiamo andando è quella di sostenerci, almeno in parte, accettando grandi commissioni, senza però perdere di vista quelli che sono i nostri principi culturali.

Al momento la sostenibilità economica è un miraggio al quale stiamo puntando. Per fare ciò è fondamentale avere una team ben strutturato, con una divisione del lavoro e dei compiti chiara e rigida. Anche se OTTN è una associazione culturale giovane vogliamo lavorare con le modalità delle grandi istituzioni.

Rebecca Louise Law _ Florilegium _ Parma Capitale Cultura 2020
Rebecca Louise Law _ Florilegium _ Parma Capitale Cultura 2020

Dalla vostra prospettiva, cosa rappresenta e come vi muovete nel cosiddetto sistema dell’arte? Che mondo è quello dell’arte? Cosa ne pensate del suo “mercato”?

Noi notiamo come l’arte faccia parte ancora oggi di una sfera a cui pochi hanno accesso, e i motivi sono sicuramente molteplici. L’arte viene ancora vissuta come privilegio di pochi e relegata dai nostri governi come parte non fondamentale e fondante della nostra cultura, tanto che il suo studio è stato ridotto o, in alcuni casi, eliminato dalle scuole. L’arte mantiene così il suo statuto di incomprensibilità, viene vista come qualcosa di alto e indecifrabile. E quindi cosa si è pensato di fare? Si vuole veicolare l’arte attraverso i nuovi linguaggi social, riducendola a qualche #. Ecco, secondo noi, questa è la modalità sbagliata di coinvolgere il pubblico e veicolare l’arte. Non bisogna “abbassare” l’arte, impoverendola dei suoi significati più profondi, bensì alzare il livello di cultura generale. Ed è in questa direzione che va il nostro lavoro.

Purtroppo, anche nel mondo dell’arte, c’è un accentramento di potere e di opere nelle mani di pochi. Questo è molto pericoloso perché sono quindi questi pochi a decidere, o forse più imporre, la cultura alle persone. Pensiamo ai board delle istituzioni più importanti formate da collezionisti finanziatori che impongono mostre con gli artisti presenti nelle loro collezioni private… insomma, anche nel mondo dell’arte vengono fatti gli interessi dei pochi.

Per noi giovani il sistema dell’arte, certamente con alcune eccezioni, si dimostra ad oggi un sistema deludente, incapace di rispondere alla situazione di emergenza che caratterizza il nostro oggi.

Mantra di OTTN: far diventare l’arte contemporanea accessibile. Strumenti messi in campo e modalità. Differenze, novità, peculiarità rispetto alle altre realtà del settore.

Il mantra di OTTN è creare connessioni attraverso nuovi metodi espositivi e attraverso una comunicazione tipica della nostra generazione. Ci sono molte associazioni istituzioni e fondazioni che si muovono in modo ammirevole e con le quali collaboriamo e vorremmo collaborare.

Collaboriamo sempre e vogliamo che questa sia una cifra distintiva del nostro operato, ma non cerchiamo realtà simili alla nostra perché vogliamo interfacciarci con il diverso, perché crediamo che proprio dalle unioni inaspettate e (quasi) improbabili possano nascere le idee che più ampliano i nostri sguardi e i progetti più interessanti. Non siamo ancora venute in contatto con una realtà come la nostra in Italia, o forse siamo “troppo dentro” per trovarci simili a qualcun altro. Quello che possiamo dire è che ci sono moltissime realtà che ci ispirano quotidianamente per come lavorano, guardiamo al pensiero di molti artisti, però poi quello che facciamo e come lo facciamo viene sempre da noi.

Magari altre persone dicono “non voglio fare questa cosa perché è uguale a quello che hanno già fatto gli altri”, noi invece pensiamo che ogni progetto o azione, anche se simile a qualcun’altro, sia importante a suo modo. La sua ricchezza sta proprio in quel piccolo dettaglio che la differenzia da ciò che è già stato intrapreso in passato, è proprio quel quid che apporta un elemento nuovo nella società. Se ciascuno di noi apportasse qualcosa di proprio, fatto bene, con rispetto, con professionalità, non sarebbe che un piccolo granello di sabbia… ma come dice il detto: “granello dopo granello si fa un monte”!

YouTube
YouTube

Potenza del digitale e dei social nell’arte, ora più che mai in una situazione di quarantena. Come vi muovete? Cosa proponete? Cosa ne pensate della realtà digitale culturale italiana (e della sua comunicazione) e il suo odierno proliferare di offerte?

La comunicazione per noi è una semplice conseguenza di quello che facciamo. Molto spesso veniamo notate per il nostro modo di comunicare e molti clienti ci scelgono anche per la forza con cui lo facciamo. Non ci siamo mai troppo preoccupate di studiare una comunicazione forte, è solo uno specchio di quello che facciamo. Insomma, la nostra comunicazione è forte ma solo perché le nostre idee vogliono essere forti, e quello che ne avanza diventa comunicazione. Però quello che facciamo, lo facciamo per viverlo e non per comunicarlo. Proponiamo quei progetti che crediamo siano importanti per tenere viva la cultura e per farla nostra. Questo è quello che facciamo: non prendere per vero quello che qualcun altro ci ha tramandato, chiedendoci continuamente se possiamo fare in modo migliore e diverso rispetto a come è sempre stato fatto.

Sarebbe bello essere un sistema più unito, che ci si chiamasse e ci si dicesse “facciamo qualcosa insieme!” invece che vedere tanti piccoli progetti che iniziano e finiscono velocemente. Forse, in questa epoca veloce e fugace, c’è bisogno di progetti durevoli che, per essere incisivi, vanno portati avanti con la collaborazione di tutti. Invece purtroppo c’è questa volontà di andare avanti con un individualismo esagerato da parte della maggior parte delle gallerie, spazi o qualsiasi persona che hanno in mente un bel progetto: lo portano avanti da soli e non si pensa mai a coinvolgere gli altri.

Ci sono così dei bellissimi progetti che potrebbero avere una forza molto maggiore se fatti tutti insieme. Questo avviene nel digitale ma non è che lo specchio di quello che avviene nel reale. Con ContemporaryItalian ci piacerebbe aiutare tutti con i loro progetti, ma nonostante sia la nostra una piattaforma con una rete consistente, molte realtà ancora risultano ancora restie a stringere un rapporto di collaborazione. Questo è molto deludente dal nostro punto di vista e non rispecchia il futuro e l’interdipendenza rispetto cui ci stiamo muovendo.

Come state rispondendo alla quarantena, cosa proponete sulle piattaforme?

Noi non abbiamo imbastito un vero e proprio programma di contenuti per la quarantena, anzi forse è una parola che abbiamo usato solo una volta sui nostri social proprio per dire che non volevamo fare nulla a riguardo. Stiamo però cercando di incitare le persone a non usare troppo i telefoni, a non abituarsi troppo agli schermi piccoli, e quindi forniamo contenuti da fruire su grandi schermi, che implicano una maggiore concentrazione da parte dello spettatore.

Per questo abbiamo deciso di usare YouTube come piattaforma su cui è possibile prendere visione di tanti materiali. Stiamo sviluppando tutti dei progetti che riteniamo rilevanti rispetto alle urgenze del nostro presente. Ad esempio una nostra nuova iniziativa è quella di far passare di mano in mano, utilizzando il servizio postale, un semplice quaderno su cui intellettuali, artisti e storici italiani stanno appuntando le loro riflessioni per un nuovo mondo culturale. Stiamo continuando con i nostri reportage (documentari in cui raccontiamo la vita degli artisti), il podcast… mentre le mostre e tutto ciò che prevede spostamenti è per ora in pausa. Purtroppo la prima personale in Italia di Rebecca Louise Law non ha potuto aprire a causa del virus ma è già disponibile il catalogo. Un altro progetto di cui siamo molto orgogliose è la collaborazione con una scuola in Turchia per i bambini rifugiati. Questi sono solo alcuni progetti, ne sveleremo presto altri!

Copertina podcast - L'Arte del XXI - Credits OTTN Projects
Copertina podcast – L’Arte del XXI – Credits OTTN Projects

Cosa pensate che ne sarà del mondo dell’arte contemporanea passata la pandemia? Cambierà qualcosa? Previsioni e scenari…

Diciamo che la nostra è più una speranza… Sarebbe bello che il mondo dell’arte contemporanea entrasse definitivamente nel mondo di tutti, che si smettesse di parlare appunto di mondo dell’arte contemporanea, come un universo a sé stante, e si iniziasse a parlare di arte nel mondo.

Le persone hanno più che mai bisogno di arte, di crearsi forti idee e sicure identità. Questo è possibile solo grazie a una coscienza culturale consolidata e a stimolanti rapporti sociali. Speriamo che questi mesi portino una nuova consapevolezza culturale alle persone, anche grazie ai tanti spunti offerti quotidianamente sui social e il maggior tempo a disposizione per letture e riflessioni personali. L’arte però deve essere pronta ad aprirsi a tutti, perché non ha più bisogno di vivere nella comfort zone di salotti e vernissage vip, ma siamo noi tutti ad aver bisogno di lei, nelle strade delle città, nelle campagne, ovunque.

CHI SONO

Team OTTN Projects

Giorgia Ori (1991). Fundraising Department and Project Manager

Carlotta Roma (1998). Head of Graphic Department and Youth Programme Coordinator

Federica Pilloni (1994). Head of Installation Department and VIP Relations

Francesca Rossi (1998). Social Media Manager and Outreach Programme Coordinator

Micol Teora (1995). Press Office and Outreach Programme Coordinator

Erika Gaibazzi (1990). Head of Finance and Art Registrar

Team - Credits Manfredo Pinzauti
Team – Credits Manfredo Pinzauti
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Premiazione vincitori open call

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