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Giorgio Piccaia dipinge Fibonacci. Arte e matematica in mostra a Chiasso

Giorgio Piccaia, Fibonacci fuoco, 2019, olio su tela, 100x150 Giorgio Piccaia, Fibonacci fuoco, 2019, olio su tela, 100x150
Giorgio Piccaia, Fibonacci fuoco, 2019, olio su tela, 100x150
Giorgio Piccaia, Fibonacci fuoco, 2019, olio su tela, 100×150

L’artista Giorgio Piccaia celebra il matematico Fibonacci. 40 opere ragionano sulla sequenza che a più riprese è entrata tanto nel mondo scientifico quanto in quello artistico. Dal 17 giugno al 24 luglio 2021 allo Spazio Arte – Swiss Logistics Center di Chiasso.

In questi sedici mesi ho lavorato intensamente sul matematico pisano, dipingendo grandi tele, e realizzando ceramiche e sculture” ci racconta Giorgio Piccaia. A quale studioso fa riferimento? A Leonardo Fibonacci naturalmente, a cui ci si riferisce ogni volta che si cita la celebre sequenza di numeri. Ogni numero che segue è la somma dei due che lo precedono. Questa, stretta all’osso, la progressione. 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21 e così via. Le sue applicazioni, oltre a permeare l’universo matematico, trovano riscontro anche in altri campi: dalla chimica alla musica, dalla botanica al corpo umano, dall’economia all’informatica. E, naturalmente, anche nell’arte.

Piccaia si inserisce dunque in una tradizione che vede predecessori illustri come Mario Merz. Se l’artista torinese aveva sfruttato la sequenza per le sue installazioni, Piccaia ne assorbe le cifre per trasporle sulla tela. «I numeri sfilano tra le opere di Piccaia. Ma si arrampicano liberi tra queste pareti. L’artista ne rispetta il segno e si precipita nel loro senso ma dà loro pure uno sguardo spirituale, un soffio esoterico. Sembra frantumarli sulle tante tele che in realtà compongono un unico segmento di una infinita sequenza» scrive Francesco Cevasco, giornalista a lungo responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera, per le pagine introduttive del catalogo.

Giorgio Piccaia, 2020
Giorgio Piccaia, 2020

Giorgio Piccaia. Omaggio a Fibonacci è quindi in mostra dal 17 giugno al 24 luglio 2021 allo Spazio Arte – Swiss Logistics Center di Chiasso. La mostra, inaugurata il 7 febbraio 2020, è stata poi interrotta a causa del dilagare della pandemia. 40 opere tra olii, acrilici, carte di papiro e piccole sculture dell’artista italo-svizzero compongono l’esposizione che celebra, ampliandolo, il mito di Fibonacci. «L’impossibile che resta tale finché per la prima volta si avvera, la matematica che diventa estetica, il canto dei numeri e dei ritmi cosmici che rimbalzano dall’infinito ieri all’infinito domani» continuiamo a leggere dalle pagine di Cevasco.

E ancora: «Al suo essere artista, Piccaia aggiunge – senza falsa modestia – “libero pensatore”; gli piace l’accumulo: pittore, scultore, artefice di installazioni, ceramista, architetto, allievo di Jerzy Grotowski. Dal regista polacco ha mutuato il concetto che quel che conta sono il rapporto e il dialogo con il tuo pubblico non l’orpello seduttivo che gli costruisci attorno in un teatro o negli spazi di una mostra.
Onnivoro, si impadronisce di ogni materia: cucina la ceramica, fa lievitare la tela, farcisce il plexiglas, dà forma e terza dimensione al colore. E la luce esplode»

Piccaia-Omaggio a Fibonacci, dopo Chiasso, continuerà il suo viaggio al Battistero di Velate di Varese.

Giorgio Piccaia, Fibonacci 8, 2020, olio su tela, cm 80x60
Giorgio Piccaia, Fibonacci 8, 2020, olio su tela, cm 80×60

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