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Domenico Gentile – Indagando le sottili trame

Mappa non disponibile

Data
Data - 25 Ott 2020

Luogo
Museo Civico Goffredo Bellini

Categoria/e
contemporanea

Artista
Domenico Gentile

Curatore
Carlo Micheli e Beatrice Pastorio

Web:-www.facebook.com/events/2633084333668925


Domenico Gentile – Indagando le sottili trame


Artista: Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017)
Titolo: “Indagando le sottili trame”
Tipologia: mostra retrospettiva di pittura
Inaugurazione: domenica 25 ottobre 2020 ore 16.30
Durata: dal 25 ottobre al 20 Dicembre 2020
Luogo: Museo Civico “Goffredo Bellini”
Indirizzo: ASOLA – via Garibaldi 7
Curatori: Carlo Micheli / Beatrice Pastorio
Ente promotore: Comune di Asola
Info: museo@comune.asola.mn.it – tel. 0376.733075

Mediapartner: Frattura Scomposta – contemporary art magazine


 

A tre anni dalla sua scomparsa il Comune di Asola dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata “Indagando le sottili trame” che si terrà al Museo Civico “Goffredo Bellini” con inaugurazione domenica 25 ottobre alle ore 16.30.
L’esposizione, curata da Beatrice Pastorio e Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito.
La personale di Domenico Gentile consterà di una ventina di grandi oli scelti tra i più vivaci e significativi della sua ricca produzione. Il catalogo intende sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.

 


Per accedere alla mostra nel rispetto delle normative anti-covid è opportuno prenotarsi alla segreteria del Museo “Goffredo Bellini” di Asola. Info: museo@comune.asola.mn.it – tel. 0376.733075

 


credit Elena Bugada

Domenico Gentile

nasce a Salerno nel 1933. Della sua terra manterrà l’accento, l’amore per la luce e il colore, la vocazione a sdrammatizzare gli accadimenti e il fatalismo…

Per il resto sceglierà Asola per viverci, per lavorarci come medico, per radicarsi come uomo e come artista.

 

 

1960 | 1970

Negli Anni ’60 a Mantova si creò una temperie culturale di spicco, animata da personalità eccellenti quali Francesco Bartoli, Gino Baratta, Mario e Umberto Artioli, Renzo Margonari, presenze stimolanti che si aggiungevano alle frequentazioni giovanili di Alfonso Gatto e Filiberto Menna, a completare una formazione culturale di ampio respiro, ad acuire una sensibilità ormai votata alla ricerca pittorica.

Così, dai paesaggi materici e coloratissimi degli Anni ‘60, Gentile approderà ad una sorta di disgregazione della rappresentazione, a favore di geometrie pressoché astratte, aventi come tema fabbriche, cantieri, depositi di gusto palesemente sironiano.

Domenico Gentile – Febbre del weekend -1988 – cm 140×200 – olio su tela (credit Luca Morandini)

1980 | 1990

Una poetica in costante equilibrio tra realismo e astrazione, che si protrarrà sino agli Anni ‘80, quando l’artista inizierà un nuovo ciclo più giocoso, ironico, concettuale, basato sull’iterazione di oggetti d’uso comune (bulloni, libri, scatole, monete, sigarette, coni gelati, funghi, rottami) a rappresentare un genere umano variopinto, formato da individui solo apparentemente uguali, in realtà diversificati da accostamenti cromatici mai ripetitivi.

Negli Anni ‘90 poi, la componente ludica si fa manifesta e gli oggetti/soggetti dei dipinti appaiono stregati e irrequieti, come nella “danza delle cose” di Fortunato Depero, ma sono gli stessi fumaioli delle fabbriche, i libri, le lattine, i fogli arrotolati, le stelle comete, le girandole, le spirali, i bottoni… gli stessi elementi degli esordi, accarezzati però da una diversa consapevolezza rappresentativa, in ossequio a Picasso, Severini, Braque ma anche, perché no, alla geniale verve di Jacovitti.

2000 | 2017

Negli ultimi anni poi, entrando (non senza rimpianti) nel terzo Millennio, gli oggetti/personaggi di Gentile si liberano dall’abbraccio della massa multiforme, a cercare uno spazio più autonomo, un linguaggio più intimo, una vibrazione interiore. Le tessere del suo gigantesco puzzle paiono ribellarsi alla costrizione dell’incastro, rivendicando una propria autonomia espressiva. Ne deriva un’atmosfera a forte connotazione onirica, popolata da figure che agiscono in teatrini di carta della memoria. Nulla sembra essere mutato rispetto agli esordi, eppure tutto è diverso in questa rivoluzione misurata e senza strappi, condotta con coerenza ed equilibrio, profonda e leggera, seria come serio è il gioco… al pari di un lavoro.

Evento Facebook

Domenico Gentile

Museo Civico “Goffredo Bellini”

Comune di Asola

Domenico Gentile – In piena estate -1984 – cm 80×80 – olio su tela (credit Luca Morandini)

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