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Boldini Giovanni 1842 – 1931

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Boldini Giovanni

Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore italiano.

Biografia

Nasce ottavo di tredici figli, da Antonio, nativo di Spoleto, e Benvenuta Caleffi. Antonio Boldini (1799 – 1872) era pittore di matrice purista, allievo di Tommaso Minardi (1787 – 1871), e restauratore.

Si dice che, dotato di notevole tecnica, eseguisse buone copie di opere di Raffaello e di vedutisti veneziani.

Dal padre, Zanin riceve, giovanissimo, i primi insegnamenti di disegno.

A Ferrara frequenta dal 1858 i corsi di pittura di Girolamo Domenichini (1813 – 1891), che col padre Gaetano fu autore degli affreschi accademici nel locale Teatro, e di Giovanni Pagliarini (1809 – 1878), tenuti nel Palazzo dei Diamanti.

Qui ha modo di conoscere bene i grandi quattrocentisti ferraresi, oltre a Dosso Dossi e al Parmigianino.

La sua prima opera nota è Il cortile della casa paterna, un olio datato al 1855; seguono, datati alla fine degli anni cinquanta, il suo Autoritratto a sedici anni e i ritratti del fratello Francesco, di Maria Angelini e di Vittore Carletti.

Firenze

Nel 1862 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo di Stefano Ussi (1822 – 1901) e del cavalier Enrico Pollastrini (1817 – 1876).

Frequenta il noto ritrovo di artisti fiorentini, il Caffè Michelangelo, dove conosce Giovanni Fattori, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, il critico d’arte e mecenate del nascente movimento dei Macchiaioli Diego Martelli.

Diviene amico inseparabile dei pittori Michele Gordigiani e Cristiano Banti del quale è ospite nelle sue ville di Montorsoli e di Montemurlo.

Già manifesta il proprio interesse, che non abbandonerà mai, per i salotti eleganti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia: spesso ospite degli inglesi Falconer, decora con tempera stesa a secco, dal 1867 al 1870, le pareti di una saletta della loro villa pistoiese “La Falconiera”: la villa sarà acquistata nel 1938 dalla vedova del pittore e custodisce tuttora un centinaio di sue opere e di suoi cimeli.

Gli affreschi che riproducono soggetti a carattere agreste ambientati in paesaggi toscani, dopo lo stacco avvenuto tra il 1974 e il 1975, sono ora esposti presso i musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia.

Nel 1866 va a Napoli col Banti, che ritrae più volte. Nel 1867 compie un viaggio in Francia con i Falconer: a Montecarlo dipinge il Generale spagnolo – “una delle cose migliori della mia gioventù” -, dirà.

A Parigi visita l’Esposizione Universale e conosce Edgar Degas, Alfred Sisley e Édouard Manet.

Si stabilisce a Londra nel 1870, invitato da William Cornwallis – West, conosciuto a Firenze, che gli mette a disposizione uno studio nel centro della città, frequentato dall’alta società ma alla fine dell’anno è nuovamente a Firenze.

A Parigi

Nell’ottobre del 1871 si stabilisce a Parigi aprendo uno studio nell’avenue Frochol e poi a place Pigalle dove risiede con la modella Berthe.

Lavora per il più importante mercante d’arte parigino, Goupil, per il quale operano già pittori di grande successo come Mariano Fortuny ed Ernest Meissonier, oltre agli italiani Giuseppe Palizzi e Giuseppe De Nittis.

Dipinge una serie di quadri di genere, d’ambiente settecentesco, allora molto in voga.

Nel 1874 espone con successo al Salon di Parigi Le Lavandaie. Termina la relazione con Berthe e inizia quella con la contessa Gabrielle de Rasty della quale espone un ritratto al Salon nel 1875; a maggio torna brevemente a Ferrara a causa della morte della madre.

Nel 1876 viaggia in Germania, dove conosce e ritrae il grande pittore Adolph von Menzel mentre nei Paesi Bassi ha modo di apprezzare le opere di Frans Hals.

Ormai è affermato e richiestissimo dal cosiddetto bel mondo: nel 1886 ritrae una prima volta Giuseppe Verdi su tela – gli donerà il ritratto sette anni dopo a Milano – ma, non soddisfatto dell’esito, lo ritrae nuovamente il 9 aprile 1886, utilizzando il pastello su carta, in sole cinque ore.

Il pittore lo tenne per sé, presentandolo all’Esposizione di Parigi del 1889 e nel 1895 alla I Biennale di Venezia, donandolo infine alla Galleria d’Arte Moderna di Roma nel 1918.

Il 5 febbraio 1887 assiste nel Teatro alla Scala di Milano alla prima dell’Otello di Verdi, ricevendone in dono lo spartito.

Nel 1889 è nominato commissario della sezione italiana all’Esposizione Universale di Parigi, esponendovi tre suoi ritratti, tra i quali il noto Ritratto di Emiliana Concha de Ossa, nipote dell’ambasciatore cileno presso il Vaticano Luis Subercaseaux.

Alla conoscenza dell’opera dello svedese Anders Zorn si vuole far risalire la scelta del Boldini di aumentare il formato delle sue tele a partire dagli anni novanta.

Nel 1892 torna in Italia, a Montorsoli, ospite del Banti, per soddisfare la richiesta del Museo degli Uffizi di un suo Autoritratto, che esegue in cambio di una copia del busto berniniano del Cardinale de’ Medici.

Torna a Parigi dove per un anno dà lezioni di pittura alla giovane e ricca americana Ruth Sterling.

Nella primavera del 1900 è ospite a Palermo della famiglia Florio, per eseguire il ritratto di donna Franca, il cui esito non soddisfa il marito Ignazio a causa dell’ampia scollatura e delle gambe scoperte poco sotto il ginocchio.

Modificato, il ritratto, dopo il dissesto finanziario dei Florio, fu acquistato nel 1928 dal barone Rothschild per l’enorme somma di un milione di lire. Rubato dagli occupanti nazisti a Parigi, il dipinto subì in Germania gravi danni tanto che fu necessario tagliarlo nella parte inferiore.

Nello stesso anno è di nuovo presente all’Esposizione di Parigi con il ritratto di Whistler del Brooklyn Museum di New York e quello dell’Infanta Eulalia di Spagna ora conservato presso il Museo Boldini di Ferrara.

Nel 1904 chiede in sposa Alaide Banti, figlia dell’amico pittore Cristiano, ma il matrimonio sfuma e a Parigi Boldini avvia una relazione con la signora de Joss de Couchy.

Con l’inizio della guerra, nel 1914 si trasferisce a Nizza con la nuova modella Lina fino al 1918; l’anno dopo è insignito dal governo francese della Legione d’onore.

Ormai malato, la vista indebolita, nel 1926 conosce la giovane giornalista Emilia Cardona, che sposa il 29 ottobre 1929.

Muore a Parigi l’11 gennaio 1931; la sua salma è tumulata accanto ai genitori nel cimitero della Certosa di Ferrara.

 

Alcune opere:

An Elegant Lady, 1871

Signora seduta con gatto, 1871

Due signore sedute in un interno, 1873–1875

Scorcio di Place Pigalle, 1874

In the garden, 1874

Lady in a White Dress, 1874–1877

Le rencontre, 1875

Suonatrice di lira e ascoltatrice (Woman Playing a Lyre and a Listener), 1875

Two woman, ca.1878

Gallinelle ruspanti, 1878

Portrait de femme au bouquet de roses, 1878

Still Life with Cap, Sword, Dice and Note, 1880

By the fireside, 1883

Farmyard, 1884

An Afternoon Stroll Along a Pasture and City , 1884

Connoisseurs in an Artist’s studio, 1884–1885

Ritratto della Signorina Concha de Ossa, 1888

Palazzo a Parigi, 1890

Ritratto di giovane donna, 1890–1895

Notturno sulla Senna, 1891

L’insegnante di inglese Mrs. Grafton, 1895

The son of the artist Ernst-Ange Duez, 1895

Le due amiche, 1896

Whistler Asleep Upon a Sofa, 1897

Portrait of a lady, 1897

Anita de la Feria, 1900

Signora seduta di profilo, 1901

Portrait of Betty Wertheimer, 1902

A Young Lady in Profile, ca. 1905

Figura di donna distesa, 1905

Rose au bord d’une table, 1905

Horse and carriage, 1905

Female Hands Sewing, 1906

Eugénie legrip, “La Divina”, 1909

Portrait of Diaz Albertini, 1909

Portrait de la princesse Cécile Murat Ney d’Elchingen , 1910

Portrait of Madame Eugene Doyen, 1910

Profilo femminile, 1911

Señora Matías de Errázuriz Ortúzar, née Josefina Virginia de Alvear Fernández Coronel, 1912

Portrait of the Marchesa Vettori , 1913

Élégante assise en robe de promenade, vers 1915-20 , ca. 1915–1920

Donna Franca Florio, 1924

Ritratto Di Donna, 1929

Portrait of a Lady, 1931

Donna che si specchia, 1931

Autoportrait au chapeau, en buste, 1937.

 

Mostre

A Giovanni Boldini è dedicata la mostra 2015 dei Musei di San Domenico di Forlì.

 

Cataloghi di mostre
  • E. Cardona Boldini, G. Gelli, E. Piceni (a cura di), Mostra di Giovanni Boldini, (catalogo mostra Ferrara Casa Romei), Milano, 1963
  • P. Dini, Giovanni Boldini, (catalogo mostra Pistoia Convento di San Domenico), Pistoia 1984
  • E. Savoia (a cura di), presentazione: E. Riccomini Giovanni Boldini. Il dinamismo straordinario delle linee, (catalogo mostra Bottegantica), Bologna 1999
  • E. Savoia (a cura di),Omaggio a Giovanni Boldini, (catalogo mostra galleria Bottegantica), Bologna 2001
  • G. Belli (a cura di), Boldini, De Nittis, Zandomeneghi. Mondanità e costume nella Parigi fin de siècle, (catalogo mostra Trento, Museo di Arte Moderna e Contemporanea e Rovereto Palazzo delle Albere), Milano 2001.
  • E. Savoia (a cura di),G. Boldini. Dalla macchia alla sperimentazione dinamica, (catalogo mostra galleria Bottegantica), Bologna 2003
  • F. Dini, F. Mazzocca, C. Sisi (a cura di), Boldini, (catalogo mostra Padova, Palazzo Zabarella e Roma GNAM), Venezia 2005.
  • F. Dini (a cura di), Boldini, Helleu, Sem. Protagonisti e miti della Belle Epoque, (catalogo mostra Castiglioncello, Centro per l’arte Diego Martelli – Castello Pasquini), Milano 2006.
  • T. Panconi (a cura di), Boldini Mon Amour, (catalogo mostra Montecatini Terme Terme Tamerici), con presentazione del ministro per i beni e le attività culturali sen. Sandro Bondi, Pisa 2008.
  • F. Dini (a cura di), Boldini e gli italiani a Parigi. Tra realtà e impressione, (catalogo mostra Roma Chiostro del Bramante), Milano 2009.
  • S. Lees (a cura di), Giovanni Boldini nella Parigi degli Impressionisti, (catalogo mostra Ferrara Palazzo Diamanti), Ferrara 2009.
  • T. Panconi, S. Gaddi (a cura di), Boldini e la Belle Epoque (catalogo mostra Como Villa Olmo), Milano 2011.
  • S. Bosi, E. Savoia (a cura di), Giovanni Boldini. Capolavori e opere inedite dall’atelier dell’artista, (catalogo mostra Milano Galleria Bottegantica), Milano 2011.
  • M. L. Pacelli, B. Guidi, C. Vorrasi (a cura di), Da Boldini a De Pisis. Firenze accoglie i capolavori di Ferrara, (catalogo mostra Firenze Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti e Villa Bardini), Ferrara 2013.

 

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