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Bortoluzzi Pietro Bianco 1875 – 1937

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Bortoluzzi Pietro Bianco

Pietro Bianco Bortoluzzi  (Trieste, 28 agosto 1875 – Trieste, 7 marzo 1937) è stato un pittore italiano.

Biografia

Pietro Bianco Bortoluzzi (dal 1898 circa Pieretto Bianco, per non essere confuso col suo omonimo Millo Bortoluzzi, pure pittore).

Figlio di Ferdinando e di Francesca Podgornik, nacque a Trieste il 28 agosto 1875.

Studiò all’Accademia di Venezia, lavorò a Burano con U. Veruda ed esordì a Milano nel 1894, presentando un quadro di figura, Passaggio difficile (o Vecchio suonatore).

Da allora, con tenace operosità, completò la sua formazione artistica sia nel ritratto sia nel paesaggio: nei quadri di genere presentava con fresche armonie i sobborghi poveri e le isole della città adottiva, che lo interessava nelle sue molteplici espressioni umane e paesistiche.

In un secondo tempo, si sentì portato verso le forme ampie e retoriche della decorazione murale.

Il Bortoluzzi partecipava intanto, nei primi anni inosservato, a numerose esposizioni: Torino, 1896; Venezia, II Biennale, 1897; Torino, 1898; Venezia, V e VI Biennale, 1903-1905; Roma, 1911; Venezia, Ca’ Pesaro, 1912; Venezia, X Biennale, 1912.

È sua la decorazione pittorica del salone centrale raffigurante il Risveglio di Venezia (la descrizione, del Bortoluzzi stesso, dei 14 pannelli e la dichiarazione di collaudo artistico della commissione di cui era relatore A. Sartorio: tra l’altro è detto che egli fonda “l’effetto decorativo sull’accordo dei colori anziché sul movimento delle forme“; ma L. Coletti, in Vita d’arte, inoltre, li definisce “piccoli quadretti di genere gonfiati fino ad assumere le proporzioni di gigantesche decorazioni”.

Alla I Esposizione internazionale d’arte della Secessione (Roma, 1914), oltre che esporre Vecchio pescatore, il Bortoluzzi eseguì le decorazioni delle sale internazionali.

Nel 1914, sempre a Roma, rivestì di mosaici e affreschi la cappella nel parco della villa Doria Pamphilj; l’anno dopo decorò il salone di ricevimento del padiglione italiano (arch. M. Piacentini) all’esposizione di San Francisco, ottenendo il grand prix.

Sempre più attratto dalle arti decorative, e in particolare dalla scenografia, arte nella quale raggiunse livello professionistico internazionale, il Bortoluzzi nel 1916 si trasferì a New York dove restò sino al 1920, come scenografo del Metropolitan Opera House (si ricordano scene per Crispino e la comare, Francesca da Rimini, Gianni Schicchi, Manon di Massenet, Lodoletta, Thaïs).

Dotato di una straordinaria resistenza al lavoro, il Bortoluzzi non si limitava a dare i bozzetti, ma copriva personalmente le grandi superfici, cercando, nelle scene, di esprimere la musica attraverso zone di colore unico, e vari gradi di luminosità.

Eseguì decorazioni anche per privati, all’Avana nella villa del senatore J. M. Cortina (1921) e a New York nel ristorante Lido (1924).

Tornato in Italia, il Bortoluzzi insegnò decorazione nel regio Istituto di belle arti di Parma e si trasferì poi a Roma – dove abitava nello studio di M. Fortuny sulla via Flaminia – per insegnare all’Accademia.

Alla I Mostra d’arte marinara a Roma (1926-27) ebbe una personale dove espose il trittico l’Arsenale, oltre a vari quadri.

Nel 1927-28 eseguì la decorazione a fresco della sala del Consiglio superiore nel ministero della Marina; in quegli anni, e sino alla morte, sia per l’Opera di Roma sia per la Scala, eseguiva scenografie, tra l’altro per quasi tutte le opere dell’amico Wolf Ferrari.

Un infortunio successo al Bortoluzzi a Genova, mentre stava organizzando una grande personale, lo portò a morte a Bologna il 7 marzo 1937.

Bortoluzzi partecipò anche alla I e alla II Quadriennale d’Arte a Roma (1931, 1935).

 

Alcune opere:

Filatrice (1895)

Believers praying in a church interior (1896)

Barche a Venezia (1902)

Caduta del campanile di Venezia (1902)

Pueblo de pescadores (1903)

Aia sul lago (1903)

Venetian Backwater (1903)

Les Brodeuses (1903)

Cucitrici (1905)

Giornata di sole a Venezia (1907)

Mother holding her Baby by a Canal (1910)

Burano, Venice (1911)

Paesaggio montano (c.1912)

Pennsylvania Landscape (1919)

Natura morta (1919)

Satiro e ninfa (1920)

Lo scialle spagnolo (1922)

Sunflowers (1922)

Progetto per mosaico (1923)

Il carnevale di Venezia (1923)

Barche da pesca alla Riva degli Schiavoni (1925)

Venezia, Rio del Rimedio (1925)

Venezia (1926)

Scorcio di Venezia dalla Piazzetta (1926)

Mending the Sails (1926)

Barche in Laguna a Venezia (1926)

Vapore in Bacino Gallegiante (1927)

Venezia (1927)

Venezia, Rio dei Fuseri (1929)

New York, a square (1930)

Tripoli, mosquée de Caramanli (c.1931)

Mabrukina (1931)

Tripoli (1931)

Paesaggio campestre (1931)

Rabat, la Kasbah (c.1932)

Vasi di fiori gialli (1932)

Vaso di fiori (1932)

Vaso di dalie (1932)

Vicolo a Tunisi (1932)

Vaso con fiori rossi (1933)

Primavera (1935)

Vaso di fiori in interno con figura (1935)

I fiori rossi (1935)

Vaso di fiori (1935)

Venezia al tramonto (1936)

 

Alcune opere in collezioni pubbliche:

Magdeburgo, Museo, Chiesa di S. Marco (1897) e Fiori gialli (1934);

Udine, Museo Marangoni, Mesti ricordi (1905);

Burano, Museo, Torpediniera (1907);

Roma, Gall. Naz. d’Arte Moderna, Burano (1908);

Trieste, Museo Revoltella, La casa blu (1910);

Madrid, Museo d’Arte Moderna, Kaffee Tisch (1924);

Firenze, Galleria degli Uffizi, Autoritratto (1927);

Torino, Museo Civico, Venezia si rinnova (1934), Zinie (1934);

Milano, Galleria d’Arte Moderna, Tunisi e Costantina (1935).

Oltre che alle mostre già ricordate, il Bortoluzzi partecipò, tra le altre, alla I e alla II Quadriennale d’Arte a Roma (1931, 1935).

 

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