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De Tivoli Serafino 1825 – 1892

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

De Tivoli Serafino

Serafino De Tivoli (Livorno, 22 febbraio 1825 – Firenze, 1º novembre 1892) è stato un pittore e militare italiano.

Biografia

Nacque da Abramo Samuel, negoziante, e Fortunata Moro, a Livorno nel 1825.

Nel 1836 la famiglia si trasferì a Firenze, ove frequentò la scuola degli scolopi, che abbandonò attorno al 1838 per dedicarsi alla pittura, divenendo allievo, assieme con il fratello Felice, del paesista austroungherese C. Markò il Vecchio.

Allievo dei fratelli Markò, inizialmente eseguì soprattutto studi di paesaggi.

Nel 1848 partì volontario con Giuseppe Garibaldi e partecipò alla Battaglia di Curtatone e Montanara.

Nel 1855, insieme a Saverio Altamura si recò a Parigi, per seguire da vicino le discussioni che erano sorte intorno a Gustave Courbet ed ai pittori della Scuola di Barbizon.

Nello stesso anno si recò a Londra, in occasione della Esposizione Universale. Contemporaneamente accolse i nuovi concetti propagati dal naturalismo romantico di Alexandre-Gabriel Decamps, di Constant Troyon e di Théodore Rousseau, oltre allo spirito paesaggistico di Jean-Baptiste Camille Corot.

Tornò a Firenze entusiasta della nuova pittura realista e ne riferì gli echi.

Fu uno dei primi esponenti del movimento pittorico dei macchiaioli e partecipò attivamente alle discussioni che si tenevano al caffè Michelangiolo di Firenze, tanto da essere soprannominato “il papà della macchia”.

Lavorò nella campagna senese, assieme a Lorenzo Gelati e al pittore leccese Saverio Altamura, prendendo parte alla cosiddetta Scuola di Staggia.

Dipinse la realtà così come appariva, usando la tecnica della macchia, ma rimanendo, più di altri pittori macchiaioli, alquanto legato alle fusioni tonali dei pittori di Barbizon.

Nel 1864 ritornò a Londra, dove si trattenne per alcuni anni.

Nel 1873 si recò a Parigi, per studiare il movimento degli Impressionisti; a questo periodo risale il suo capolavoro, L’antica pescaia a Bougival.

Al Salon del 1880 furono premiate le Lavandaie sulla Senna, oggi nella collezione Florio, a Milano.

Nel 1881 partecipò all’Esposizione nazionale di belle arti di Milano con due dipinti.

Nel 1884 espose Marly all’Esposizione generale italiana di Torino.

Fu presente all’Esposizione universale di Parigi del 1889, dove ottenne una medaglia di bronzo.

Per il resto dei suoi giorni visse in povertà, facendo saltuariamente ritorno a Firenze, come si legge da una lettera di F. Zandomeneghi al Martelli del novembre 1883, che cita il De Tivoli presente “un mese o due fa” al caffè Michelangelo.

Nel 1890 l’assoluta carenza di mezzi e la progressiva cecità lo spinsero a ritornare definitivamente a Firenze, ove l’anno successivo espose alla mostra della Società di belle arti, distinguendosi tra “i campioni del rinnovamento … che rimangono ancora sulla breccia”, come si legge in un articolo del 5 marzo 1891 apparso sul Corriere italiano.

Sempre nel 1891 partecipò alla prima Esposizione triennale della R. Accademia di Brera.

Colpito da malore il 5 febbraio 1892, fu ricoverato all’ospizio israelitico di Firenze, dove morì la mattina del 1º novembre successivo.

 

Alcune opere:

Paysage à la cascade (1856)

Veduta nel pian di Pisa (1857)

Paesaggio con gregge (1857-1859)

Mucche al pascolo (1858)

Al pascolo (1859)

Firenze, Viale delle Cascine (c.1860)

L’Arno (c.1860)

Astrolabio (1873/75)

Campagna francese (1875)

Paesaggio con pastorelli

Shepherd and his flock

The promenade

Il guado

A Bougival

Badende an maremma-Küste bei Castiglione della Pescaia

Pascolo

Al Guado (Strolling by the river)

Scène animé en Italie

Riposo nel bosco

Barche sulla riva.

 

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