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La Volpe Alessandro 1820 – 1887

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

La Volpe Alessandro

Alessandro La Volpe (Lucera, Foggia, 27 febbraio 1820 – Roma, 2 agosto 1887) è stato un pittore italiano.

Biografia

Nacque a Lucera il 27 febbraio 1820 dal pittore Nicola; non si conosce il nome della madre.

Allievo di G. Smargiassi e S. Fergola presso il Reale Istituto di belle arti di Napoli, fece parte della seconda generazione della scuola di Posillipo, come P. Villari chiamava quel gruppo di pittori di vedute influenzati da A.S. Pitloo e G. Gigante, che fra 1820 e il 1860 illustrarono paesaggio, costume, luoghi e monumenti di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, studiando en plein air e giovandosi “di tutti i mezzi pittorici pur di avanzare alla conquista della verità”.

Fin dall’esordio all’Esposizione Borbonica del 1848 (Templi di Paestum La grotta di Bonea), riprodusse i luoghi del territorio campano idealizzati dagli stranieri: il golfo di Napoli visto da Posillipo, la costiera amalfitana, Ischia, Capri, Nisida, Paestum, Pompei e anche porti, barche, pescatori.

La sua attività, poco indagata, è documentata da una serie di opere conservate in alcuni musei (Una roccia: Roma, Galleria nazionale d’arte moderna, acquistata dal ministero della Pubblica Istruzione, nel 1892 dalla vedova A. Molaioli; I ruderi del teatro greco di Taormina, 1864: Napoli, Museo nazionale di Capodimonte, Soprintendenza; Veduta del bosco di Persano con zattera sul fiume Sele, Palazzo reale; Marechiaro, Istituto di belle arti; Rovine a Pompei e La casa d’Atteone a Pompei: Mulhouse, Musée des beaux-arts; Porta Taormina e Paesaggio (Il castello di Ischia): Giulianova, Pinacoteca civica Vincenzo Bindi; acquerelli a Napoli, Museo nazionale di S. Martino, raccolta Ferrara Dentice) e in numerose collezioni private.

“Capace di fornire la raccolta del turista con alcuni bei ricordi di luoghi piacevoli”, nell’inverno del 1851 fu scelto per accompagnare il duca Massimiliano di Leuchtenberg in Sicilia e in Egitto.

Dalla spedizione riportò alcuni studi fatti dal vero che rivelavano la sua abilità nel cogliere gli effetti della luce “su i fabbricati e su i ruderi antichi”.

Nel 1854, incaricato di portare alcuni bozzetti di D. Morelli a Villari, strinse a Firenze un sodalizio con S. De Tivoli e L. Gelati, dipingendo vedute e soggetti tipici della scuola di Staggia.

Ormai ritenuto un “paesista valentissimo”, intorno al 1855 si avvicinò alla “maniera rosea” di G. Smargiassi e F. Palizzi, più tardi giudicata “fastidiosa”.

Partecipò alle esposizioni della Società promotrice di belle arti di Napoli, esponendo nel 1863 l’opera intitolata Bagno, un Paesaggio e un Castello di Staggia (venduti a 600 lire); nel 1864, Il tempio di Humbos nell’alto Egitto e Marina di Paestum (850 lire); nel 1866, un Panorama di Pompei (1500 lire) premiato con la medaglia d’oro e poi esposto a Parigi nel 1867.

Eletto professore onorario dell’Accademia di belle arti di Napoli il 10 luglio 1870, si trasferì a Roma, aprendo uno studio in via Margutta, nel quale Magni ammirava “una infinità di dipinti rappresentanti i più vaghi siti di Napoli, di Sicilia e di Egitto, non che alberi, piante, scogli, rovine e cose simili da lui ottimamente ritratte”, reputandolo un eccellente paesaggista.

Nel 1880 espose Napoli da Frisio alla LI mostra della Società degli amatori e cultori di Roma, in vendita a 1200 lire.

Spontaneità e felicità esecutiva consentivano al La Volpe di realizzare in poche ore una veduta “con tutti i minimi particolari”; egli “lavorava da mane a sera”; ma morì “senza lasciare gran frutto de’ suoi molti guadagni”.

Secondo altre fonti, finì povero dopo essersi “mezzo rovinato” a Napoli con un “negozio di mode e novità” e aver aperto a Roma una rivendita di generi alimentari “per poterne fornire a’ suoi amici pittori”.

La sua notorietà post mortem ha conosciuto nel XX secolo una continua ascesa sul mercato antiquario, ampliatosi dall’Italia meridionale all’Inghilterra.

Morì a Roma il 2 agosto 1887.

 

Alcune opere:

De antikke templer i Paestum i Italien (1848)

Veduta del Castello Aragonese a Ischia (1851)

Campagna romana (1854)

Abendliche Stimmung auf Ischia mit dem Castello Aragonese (1854)

Barche a riva (1863)

Pompei e il Vesuvio (1864)

Scorcio di Pompei con rovine e ara votiva (1864)

Marina nel golfo di Gaeta (1864)

Scena di pesca nel Golfo di Napoli (1866)

The Amalfi Coasts with Fishing Boats (1867)

A view of the theatre in Taormina (1868)

Tornati dalla pesca (1868)

Fischerboot in der Bucht von Sorrent (1868)

Taormina (1868)

Pêcheurs dans la baie de Naples (1870)

Coastline with Roman Ruins (1870)

In der Bucht von Neapel (1870)

Blick auf Capri (1875)

Golfo (1875)

Veduta di Capri dalla Costiera (1875)

Pescatori nel golfo di Napoli (1876)

Sorrento, La Casa del Tasso (1876)

Coastal View with Tall Pines, Italy (1877)

Paesaggio (1879)

Fishing Vessels drying their Sails off the Coast of Capri (1879)

Blick auf das antike Colosseum in Rom im Abendlicht (1879)

Morgenstimmung in der Bucht von Neapel (1880)

Veduta della Costiera Amalfitana (1883)

Taormina: Blick über die Ruinen des alten Theaters (1883)

Veduta di Napoli con il Palazzo DonnAnna (1883)

Paesaggio di Taormina (1883)

Fishermen village by Naples (1884)

Il teatro di Taormina (1884)

View of the Coast of Capri (1884)

Sorrento (1884)

Paesaggio di Taormina (1884)

Paesaggio lacustre (1884)

Bay of Naples (1885)

Palazzo Donn’Anna (1885)

Bucht von Neapel (1885)

View on Palazzo d’Anna and the Bay of Naples, the Vesuvius (1885)

Paesaggio (1886)

Pescatori a Sorrento (1886).

 

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