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Pajetta Guido Paolo 1898-1987

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Guido Pajetta (Monza, 8 febbraio 1898 – Milano, 15 febbraio 1987) è stato un pittore italiano.

Guido Pajetta nasce a Monza nel 1898. Il padre è farmacista originario di Vittorio Veneto, il nonno Paolo e gli zii Pietro e Mariano sono stati pittori, importanti esponenti della pittura naturalistica veneta.

Inizia a frequentare all’Accademia di Brera nel 1914, ma nel 1917 parte volontario fra gli Arditi. Deve però essere ricoverato in un ospedale a causa di una malattia polmonare. Alla fine della guerra, nel 1919 riprende a frequentare all’Accademia di Brera i corsi di Ambrogio Alciati. Fra i suoi compagni sono Soldati e Ghiringhelli, che aderiranno al primo astrattismo italiano ed i futuri chiaristi Del Bon, Lilloni, De Amicis.

Nel 1928 è la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia, dove conosce Fontana e Massimo Cassani, quest’ultimo gli darà il sostegno principale nella sua milanese Galleria del Lauro. Il giovane Pajetta è dapprima influenzato da Sironi e dal clima di Novecento; segue una fase surreale verso la metà degli anni ’30 e poi anche l’interesse per i Fauves francesi. La fine degli anni ’30 lo vede vicino ai chiaristi, anche se con caratteri suoi personali. Nel 1930 e 1932 partecipa ancora alla Biennale veneziana.

Nel 1938 sposa la propria modella, Maria Panizzutti, da cui avrà tre figli, e con la famiglia trascorre il periodo bellico, fra il 1942 e il 1945, a Tremezzo.

Alla fine degli anni ’40 la sua arte incontra un nuovo mutamento stilistico avvicinandosi alle influenze di Picasso, del postcubismo, all’espressionismo con un ripiegamento verso una maggiore sofferta interiorità. L’artista è arrivato così a rivendicare per sé la più piena istintività e libertà stilistica. Motivo unificante nella sua opera del secondo dopoguerra, è quello della maschera con l’ambiguità fra l’essere e l’apparire, fra il serio e il grottesco. La forte rivendicazione della propria libertà espressiva lo aveva via via portato a un progressivo isolamento. Muore nel 1987 nella sua casa-studio di via Delia Tessa 1, a Milano.

Nello stesso anno il critico De Grada gli ha dedicato una mostra postuma a Venazia e a Milano. Una seconda retrospettiva è stata nel 1988 alla Permanente di Milano. Nel 2004 la sua Monza lo ha ricordato con un’importante antologica al Serrone della Villa Reale di Monza.

Dal dicembre 2008 la Pinacoteca ambrosiana dedica un’importante mostra a Guido Pajetta e accetta la donazione di quattro opere tra le più significative del pittore.

Collegamenti esterni

  • I Pajetta, l’eredità della pittura
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