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Pelagatti Dino 1932

Inserito in ARTISTI

Dino Pelagatti (Livorno, 2 agosto 1932) è un pittore italiano contemporaneo.

Inizialmente fu influenzato dallo stile dei pittori Postmacchiaioli ma nel corso degli anni ha rinnovato la tecnica delle sue raffigurazioni creando uno stile personalizzato e contemporaneo.

Biografia

Dino Pelagatti nacque a Livorno in un ambiente familiare favorevole allo sviluppo della sua creatività. Sin da giovanissimo cominciò ad interessarsi alla pittura grazie al padre Cesare, anch’egli pittore.
Il padre ha sempre stimolato e coltivato nel figlio la vena artistica, approvando eventuali interventi di ritocco apportati dal giovane nelle sue opere.
All’età di 7 anni Dino Pelagatti vinse un concorso per giovani talenti, ma il premio non fu mai ritirato dalla famiglia.

Gli anni della guerra e il dopoguerra

Gli anni della guerra vengono percepiti dal giovane Pelagatti come una difficile esperienza umana perché con la sua famiglia non abbandonò mai Livorno.
Nel dopoguerra risultò difficile per Pelagatti rendere mestiere vero e proprio la pittura a causa del forte orientamento popolare verso pittori Macchiaioli e Postmacchiaioli già affermati. Dopo un primo tentativo di diventare pittore, Pelagatatti decise quindi di abbandonare la vocazione, convinto di non riuscire, e nel 1947 fu assunto da un’azienda come agente di commercio. Proseguì questa attività fino al 1971, anno in cui decise di abbandonare il lavoro. Con la partecipazione al Premio Rotonda nel 1970 aveva nel frattempo ripreso la strada della pittura.

La pittura come mestiere di vita

Nel 1971 Pelagatti decise di dedicarsi completamente alla pittura intraprendendo la carriera del pittore. Intorno al 1973 si trasferì nel suo attuale studio ai Granducali Casini d’Ardenza, famoso complesso livornese che ha ospitato e ospita la maggior parte dei pittori labronici.

In questo periodo il pittore, considerandosi sufficientemente maturo, intraprese una fase evolutiva caratterizzata dalla rappresentazione di nuovi soggetti e nuove atmosfere incentrandosi sullo studio della figura umana.

  • nel 1973 realizzò Calafatari opera incentrata sulla cultura del lavoro.
  • Nel 1974 dipinge Accattoni con cui evidenzia il degrado sociale.
  • Nel 1977 Pelagatti realizzò l’opera Drogato che rappresenta una denuncia sociale, chiaramente mostrata dalla solitudine in cui è collocato il soggetto: è riverso su una fredda panchina di marmo con la gamba sinistra piegata e il braccio destro steso fuori dal piano di marmo evocando una sorta di Cristo deposto.

Grazie al lavoro svolto Dino iniziò ad essere apprezzato dagli altri pittori labronici e fu avvicinato da Voltolino Fontani che lo convinse ad entrare a far parte del Gruppo Labronico dopo il 1971.

La musica

Per il pittore la musica è una grande passione, compagna durante il momento creativo e musa ispiratrice. Appassionato di musica ha sempre sognato di diventare cantante lirico. . Grazie a questa passione, il pittore divenne sostenitore e amico del tenore livornese Galliano Masini. Nel 1986, un anno dopo la scomparsa del cantante, Pelagatti gli dedicò il ritratto Omaggio al tenore Galliano Masini. La musica è ancora protagonista nel dipinto Prova d’orchestra che ha come fulcro visivo la figura del direttore di orchestra colto nel gesto direttivo. Il suono è richiamato sulla tela mediante un accenno di pentagramma con note musicali.

Influenze

Pelagatti ha avuto una formazione artistica autodidatta. Essendo cresciuto a Livorno e venendo spesso a contatto con i pittori del Gruppo Labronico fu soggetto, come prima influenza artistica, alla tecnica della macchia. Successivamente affermò che i personaggi artistici del ‘900 a cui si è maggiormente ispirato sono stati Plinio Nomellini e Renato Natali. Del primo reinterpreta l’arditezza cromatica mentre è influenzato dai soggetti raffigurati da Natali: contesti urbani livornesi e masse umane.

Svolta negli anni ’90

Il 1990 segna uno spartiacque nel percorso creativo di Pelagatti a causa di una lunga e dolorosa ripresa da una malattia che determina un cambiamento di stile teso all’esaltazione massima del colore.

Questo passaggio di stile è visibile nelle opere:

  1. Bagnanti (1994)
  2. Caffè Concerto (1994)
  3. Windsurf (1992)

Stile e soggetti ritratti

Pelagatti ha una visione del mondo particolare: è una soluzione di continuità tra il reale e l’ideale. Nel suo lavoro egli affronta un ventaglio di soggetti: ampie scene di ambienti esterni affollati, figure in posa, composizioni di oggetti, animali, scene campestri o di lavoro.
Questo repertorio si è rinnovato nel tempo ma l’artista non lo ha mai alterato con evidenza né ha mai modificato completamente il proprio stile. Soggetto principale dei suoi dipinti è la sua città natale, Livorno che ritrae numerose volte; tuttavia nel suo repertorio sono presenti anche opere che ritraggono Venezia e Milano.

Altro soggetto fondamentale per Pelagatti è la natura: dalle marine alle campagne e agli animali, ritratti con svariate gamme di colori. Il pittore utilizza colori accesi passando da sfumature di rosa, a tonalità gialle, blu, verdi e rosse.
Dagli anni ’90 ci sono variazioni tecniche: allargamento delle pennellate per costruire gli elementi strutturali del quadro e utilizzo del pennello a punta fine, necessario per definire il dipinto. La tecnica usata dall’artista è caratterizzata da una pittura agile e corsiva incline a manifestarsi nell’azione resa visibile dal gioco della luce. Inoltre esegue opere con il pastello, esaltandone sempre i colori accesi.

Opere

Anni ’70

Anni ’80

Anni ’90

Anni 2000

Esposizioni

Galleria fotografica

Note

  1. ^ Domenico Puglisi, Dino Pelagatti, Buti (Pi), La Grafica Pisana, dicembre 1994 p. 15.
  2. ^ sito del Gruppo Labronico.
  3. ^ Domenico Puglisi, Dino Pelagatti, Buti (Pi), La Grafica Pisana, dicembre 1994 p.17-18.

Bibliografia

  • Domenico Puglisi, Dino Pelagatti, Buti (Pi), La Grafica Pisana, dicembre 1994
  • Nicola Micieli, Michele Pierleoni, Dino Pelagatti, Bandecchi e Vivaldi, ottobre 2009

Voci correlate

  • Gruppo Labronico
  • Livorno
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