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Postiglione Luca 1876 – 1936

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Postiglione Luca

Luca Postiglione (Napoli, 18 ottobre 1876 – Napoli, 27 agosto 1936) è stato un pittore italiano.

Biografia

Nacque a Napoli il 18 ottobre del 1876.

La sua era una famiglia di pittori; tali furono il padre Luigi, lo zio Raffaele e il fratello maggiore Salvatore.

Il padre e il fratello riuscirono ad affermarsi, l’ uno divenendo pittore della Casa Reale Borbonica, e l’ altro facendosi apprezzare in città e fuori.

Respirata fin da piccolo l’ aria degli ambienti artistici, Luca Postiglione nella sua prima giovinezza, per una sorta di saturazione di quel clima operatasi in lui, ebbe un vero rigetto della pittura.

Fermare sulla tela le immagini non l’ emozionava né vi si sentiva portato.

L’ arte di famiglia la considerava una routine noiosa quanto tutte le altre alle quali bisogna piegarsi per procacciarsi il necessario, e anche il superfluo se le inclinazioni personali lo richiedono.

Inclinazioni che sentiva pressanti.

Amava vestire bene, frequentava i teatri e i caffè, l’ affascinavano le donne; per non privarsene perciò un lavoro qualsiasi bisognava cercarlo, e scelse di fare il pittore, ma senza proporsi alcun volo di fantasia.

Per sua fortuna a quell’ epoca i pittori potevano fare a meno dei galleristi: il loro prodotto si collocava con facilità.

Dalla media borghesia in su tra ‘800 e ‘900, non si concepivano le pareti nude; i dipinti apparivano necessari quanto qualsiasi suppellettile della casa.

Sicché i primi guadagni vennero e grazie ai pennelli e ai colori il giovane poté ben fornire il suo guardaroba, possedere il calessino tirato da un cavallo veloce e frequentare da signore teatri e caffè.

Coerentemente con l’ iniziale progetto, Postiglione aveva ben fissato i limiti della sua attività: bisognava insistere con una pittura vicina all’ arte commerciale di Vincenzo Irolli.

E seppe così bene rispettarli da diventare concorrente della bottega di costui.

Le sue ore di lavoro se le faceva scrupolosamente, poi, lavati i pennelli e lasciato lo studio, non mancava mai di passare dal Gambrinus, attirato più dai poeti e dai giornalisti che dai pittori, e più tardi si faceva vedere al Corfinio, frequentato dagli attori e dalle attrici del vicino Teatro Nuovo.

I palcoscenici avevano per lui molte attrattive; oltre alle belle donne che vi recitavano, una viva e mobile fantasia sembrava animarli.

Volle allora per esservi più intrinseco collaborare con Chiurazzi alla stesura di due commedie.

Buttava giù anche qualche verso, suggestionato dalle poesie di Salvatore Di Giacomo e di Ferdinando Russo, ma per il momento erano tentativi senza impegno.

Dopo la morte della madre, perdita che lo sconvolse essendovi molto legato, sposò una donna paziente e sottomessa che gli diede una figlia: Angelica. Pure, il matrimonio non frenò il suo bisogno di libertà e di piaceri.

Difatti non cambiò di molto le sue abitudini menando vita pressoché da scapolo.

Vita ovviamente allietata da molte amicizie femminili.

Al fratello Salvatore, temperamento serio, questo modo di vivere non piaceva.

Salvatore capiva che Luca non mancava di talento, ma lo sciupava col suo edonismo egoistico e la sua superficialità.

A consolarlo però accadde qualcosa di nuovo. Grazie soprattutto all’ influenza di un artista severo come Celentano, in Luca cominciò a formarsi un coscienza artistica.

La pittura commerciale non gli bastò più, si accostò alle tele con ideazioni e esecuzioni sorvegliate.

Infine si offerse al giudizio critico esponendo alla promotrice Salvator Rosa. I suoi quadri furono apprezzati e ciò gli diede un rinnovato impulso a non ridursi semplice mestierante.

Anche come autore di versi migliorò, restando tuttavia lontano dai maestri della poesia dialettale napoletana.

Di lui Tilgher scrisse: “Povero di vita intima, di affetti profondi, di sentimenti intensi, la poesia di Postiglione trova gli accenti più felici quando si fa decisamente pittura in versi”.

Un giudizio preciso che mette distanza tra il pittore e il poeta; il secondo dipende dal primo, ne è una derivazione, mentre il pittore riuscì ad avere un’ apprezzabile cifra stilistica coi suoi quadri migliori, dove si avverte un respiro intimista eppure bisognoso di allargarsi in spazi aperti.

Caratteristiche sono alcune sue tele nelle quali, sulla parete di una camera soffocata da cianfrusaglie, si apre una finestra mostrando profili di morbide colline, il verde degli alberi o cupole di chiese segnalanti altri mondi e altri tempi.

Tele, giudicò Siviero, dalla vivezza luministica che richiama a Mancini.

Fin qui la vita di Luca Postiglione ebbe uno sviluppo positivo e tranquillo ignaro del dramma che passati pochi anni l’ avrebbe investito.

Fu al ritorno del fratello da Urbino, dove era andato a insegnare, che di colpo gli si rivelò un mutamento esiziale: Salvatore presentava tutti i segni della paralisi progressiva, a cui presto seguì il disfacimento mentale e la morte.

Quel lutto gettò Luca nel dolore e in una terribile angoscia.

La morte del fratello gli apparve – ed era – un pauroso segnale: anche su di lui incombeva la stessa fine.

Più che un presagio un pensiero fisso che non l’ abbandonò più.

Ed è questo il trauma che ignorano o nascondono i troppi scritti sul personaggio.

Sparito l’ edonista era nato il buon pittore, in un tempo non lungo però aggredito dall’ angoscia e poi anche lui dal male incurabile, questa volta di più blando decorso ma con gli stessi esiti finali, ché man mano la mente gli si oscurò.

Nella disgrazia, lasciata Villa Maio, la famiglia si divise e lui fu accolto dal nipote Giovanni Panza, nella cui casa a Napoli morì il 27 agosto del 1936, dopo essere stato curato e accudito fino all’ ultimo con ammirevole, cristiana pietà.

 

Alcune opere:

Antiono’s Dream (1904)

A Villa Maio, casa dell’artista (1913)

Abbraccio al passato (1917)

Pulcinella e la sciantosa (1919)

Maschere sotto la pergola (1919)

The Duet (1929)

Il Notaio (1931)

Cabeza de mujer

Corteggiamento

Conversazione all’ora del tè

La figlia Rosa

Dama parigina

Donna seduta tra i fiori

Profilo di donna

L’amore per la mamma

Fauno

Ritratto di giovane donna

Contadina con ciliegie

Portrait de jeune élégante

Fiocchetti rossi

La Zingara

Lady Seated beside a Garden Fountain

Gentleman Standing in a Formal Garden

Ragazza al matrimonio

Scena galante settecentesca

La lettura

La zia monaca

Primavera

Recumbent nude.

 

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