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Sabatelli Giuseppe 1813 -1843

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Sabatelli Giuseppe

Giuseppe Sabatelli (Milano, 24 giugno 1813 – Firenze, 27 febbraio 1843) è stato un pittore e docente italiano.

Biografia

Giuseppe nacque a Firenze il 24 giugno 1813, ottavo figlio di Luigi e di Luisa Brazzini.

Dotato di un talento pari a quello del fratello Francesco, ne condivise l’analoga formazione, con una spiccata predilezione per la pratica disegnativa.

La prima apparizione pubblica si data al 1832, quando il Cristo libera l’indemoniato, un quadro da cavalletto, fu presentato dal padre al granduca Leopoldo II, il quale ricompensò il giovane con centoventicinque zecchini.

Nello stesso anno Giuseppe fu coinvolto nella decorazione della cappella di S. Antonio in S. Croce.

Partendo dal bozzetto paterno, dipinse per una delle due pareti Il miracolo della mula; la scena riscosse notevole successo tra Milano e Firenze, tanto da essere scambiata per opera del padre. L’affermazione valse all’autore la protezione e un vitalizio – trenta scudi al mese – da parte del granduca, aprendogli la strada a numerose commissioni.

Tra le molte opere di carattere religioso, Giuseppe portò a compimento il ciclo per la cappella in S. Croce, eseguendo su tela il S. Antonio che resuscita un morto (1836) partendo dal cartone del fratello Francesco.

Lavorò anche a Valmadrera, vicino a Lecco, nella chiesa di S. Gaetano, per lo stesso Giuseppe Gavazzi che aveva commissionato al padre la decorazione della calotta e dei pennacchi della parrocchiale del piccolo paese.

Sempre nel quarto decennio dipinse un S. Antonio Abate per la chiesa milanese di S. Tomaso ed eseguì i Miracoli di s. Filomena, tela offerta dal granduca e collocata sull’omonimo altare della chiesa di S. Francesco a Pisa (1838).

Contestualmente, si dedicò anche a soggetti profani. Nel 1838 dipinse un Torquato Tasso acquistato dall’americano Meredith Cholune e la cui ideazione è testimoniata da una serie di disegni (Firenze, Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi).

Fu nominato professore presso l’Accademia di Firenze il 15 settembre 1839, anno in cui ricevette il medesimo riconoscimento presso l’Accademia di Brera, ed eseguì il suo Autoritratto nel 1840 (Firenze, Galleria d’arte moderna).

Nel 1841, insieme al padre e al fratello minore Luigi junior fu impegnato nella decorazione della tribuna di Galileo nel palazzo della Specola a Firenze, dove si occupò – in collaborazione con il fratello – dell’esecuzione delle allegorie (NaturaEsperienzaVerità e Perseveranza) nei peducci della volta.

Intervenne, sempre con il padre e i fratelli Luigi junior e Gaetano, nella cappella del Sacramento nella chiesa fiorentina di S. Firenze, dove attese all’esecuzione di alcune figure di santi all’interno della vasta composizione raffigurante la Gloria della Vergine e, forse, impostò nei peducci le quattro allegorie – Carità, Fortezza, Prudenza Purezza –, verosimilmente completate dai fratelli.

L’ultima tela, il Farinata degli Uberti alla battaglia del Serchio (Firenze, Galleria d’arte moderna), commissionata da Niccolò Puccini nel 1840 ed esposta nel suo studio nel 1842, gli procurò fama internazionale: da Vienna fu domandata una replica dell’opera e dalla Russia gli pervenne la richiesta di eseguire un Buondelmonte che non poté portare a termine.

A causa della tubercolosi, Giuseppe morì infatti prematuramente, non ancora trentenne, il 27 febbraio 1843.

 

Alcune opere:

Autoritratto (c.1825)

Gruppo di cavalieri (1835/40)

Studio di figure (c.1840)

Contest» (1843)

Studio di testa virile barbuta

Profilo di uomo con barba

Senza titolo

Homme effrayé

Resa di un condotiero

L’espulsione dal Paradiso/Studio

Guerrieri

Sansone e Dalila

La carrozza

Studies of a young Boy and a Man in Profile to the left

Studio di profilo maschile e di mani

Postiglione a cavallo con diligenza

Studies of battling horsemen

L’espulsione dal Paradiso Terrestre/Studio

Lesender junger Mann

Farinata degli Uberti tenta di salvare Cece de’ Buondelmonti.

 

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