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Saccaggi Cesare 1868 – 1934

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Saccaggi Cesare

Cesare Saccaggi (Tortona, Alessandria, 1868 – Tortona, Alessandria, 1934) è stato un pittore italiano.

Biografia

Proveniente da un’umile famiglia della provincia di Alessandria, si trasferisce a Torino per frequentare l’Accademia Albertina.

Si forma sotto la guida di Andrea Gastaldi (1826-1889) e di Pier Celestino Gilardi (1837-1905), usufruendo della borsa di studio offertagli dal comune di Tortona.

Nel 1890 decide di lasciare l’Accademia, per dedicarsi esclusivamente al ritratto e a piacevoli scene di genere in costume medievale o settecentesco.

Altre opere sono più legate ad un umile realismo popolare, intriso di toni patetici e sentimentali.

Proprio rispettando questo filone, Cesare Saccaggi esordisce alla Promotrice di Torino del 1889, inaugurando una fiorente stagione espositiva tra Torino, Milano e Venezia.

Nella metà degli anni Novanta, passa dalla sua prima produzione realista di facile lettura, a tematiche strettamente legate al Simbolismo liberty.

Queste opere sono quelle che più gli hanno permesso di essere conosciuto presso il pubblico, perché cariche di valenze paniche, allegoriche e spirituali.

Nei paesaggi e nelle composizioni simboliche o di tema mitologico, si lega essenzialmente al linguaggio di Giulio Aristide Sartorio (1860-1932) e di Francesco Paolo Michetti (1851-1929) e soprattutto a quello dei preraffaelliti inglesi.

Pittore molto versatile e abile nell’uso di diversi media, dal pastello all’acquarello all’olio, Cesare Saccaggi nel 1900 si trasferisce a Parigi per rimanervi fino al 1905.

Qui la sua fortuna è soprattutto legata alla collaborazione con la Maison Goupil, per la quale ritorna ed eseguire scene di genere, ma realizza anche opere grafiche e pubblicitarie.

La sua notorietà, in ogni caso, è soprattutto legata alle tematiche simboliste, in cui riesce ad esprimersi al meglio.

Soprattutto dopo gli anni bui del primo conflitto mondiale, i suoi dipinti si fanno ancora più oscuri, molto vicini in questo caso, al simbolismo di matrice tedesca.

Per tutti gli anni Venti, ritornato a Tortona, dove si è fatto costruire una villa neogotica, torna a dedicarsi ai più svariati generi: dal paesaggio ai dipinti di genere.

Muore a Tortona dopo una grave e lunga malattia, nel 1934.

 

Alcune opere:

Studio 1889

Età felice 189o

Giardino dei Cappuccini (Tortona) 1892

Fede e Multae sunt viae Domini 1892

La domenica della nonna 1983

All’aperto 1983

Riconoscenza 1894

Contrasti 1895

VII stazione della Via Crucis 1896, (Chiesa di San Gioacchino a Torino)

Orfanelle 1896

Sogni dorati 1896

La reietta 1898

La cicala 1898

Nostalgia della steppa 1898

Alma Natura Ave 1898

Il voto 1903

Le prince charmant 1905

Rêvérie 1906

Umile ed alta 1906

Vanità 1907

All’aperto 1908

Idillio plenilunio 1908

Apollo e Dafne 1910

Ave natura 1911

Elegia-Orfeo 1912

La vetta 1912

Il demone meridiano o Semiramide 1914

Preludio 1914

l’Artiglio 1927.

 

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