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Aurini Guglielmo 1866 – 1926

Inserito in I CRITICI DELL'ARTE

Guglielmo Aurini

Guglielmo Aurini (Teramo, 10 agosto 1866 – Torino, 10 agosto 1926) è stato uno scrittore e critico d’arte italiano.

Guglielmo Aurini nacque a Teramo il 10 agosto 1866 da Francesco Saverio e Maria Grazia Ricci. Fratello del più conosciuto pittore Ernesto, Guglielmo Aurini non fu persona meno eclettica e di valore. Abile anch’egli nel tratteggiare schizzi e caricature, preferendo in questi comunque, a differenza di Ernesto, un più frequente ricorso all’uso del colore, Guglielmo è più apprezzato quale autore di saggi e pubblicazioni che non per la sua vena pittorico-caricaturista o di cultore della musica.

Guglielmo Aurini è stato un uomo dalle “grandi doti di mente e di cuore”, come molti suoi contemporanei hanno scritto. In tutti i posti nei quali ha vissuto e lavorato egli ha lasciato una traccia, con i suoi scritti, le sue conferenze, le sue escursioni guidate, la sua sagace genialità nel ritrovamento di opere misconosciute,  poco valorizzate (o mai scoperte prima !).

Conseguito il diploma nella Scuola Tecnica di Teramo nel 1885, lavorò per tre anni nel Genio Civile e nell’Ufficio Tecnico Provinciale.

I suoi primi articoli di cronista e critico d’Arte vengono pubblicati su «La Vedetta» di Teramo ed in occasione della Mostra Artistica di Teramo del 1888, alla età di soli 22 anni, Guglielmo ha già modo di dimostrare le sue possibilità, riferendo, con rara competenza, le proprie impressioni critiche per la Sezione di arte moderna.

La sua passione per l’Arte e l’Archeologia lo indusse a trasferirsi a Roma, dove iniziò una nuova carriera nell’Amministrazione delle Poste.

Ivi, a più diretto contatto col mondo accademico, oltre alle svariate Mostre d’Arte, poté seguire, in veste di giornalista, le lezioni di Adolfo Venturi sulla Storia dell’arte, insieme a quelle di T. Loevy sull’Archeologia e di Raffaele Lanciani sulla Topografia romana.

Sempre a Roma ebbe modo di far conoscere le sue capacità e poté collaborare alla stesura della «Rassegna illustrata dell’Esposizione del 1911», (Bollettino Ufficiale per gli atti del Comitato Esecutivo), scrivendo anche alcuni articoli sul Padiglione Marchigiano e sull’Architettura Marchigiana pubblicati sulla Rassegna e pubblicando inoltre saggi sul Padiglione Abruzzese e sulla Ceramica di Castelli ivi esposta.

Nel 1912 fu eletto membro del Consiglio Direttivo dell’«Associazione Abruzzese Molisana» in Roma, sorta nel 1886 e sede di riferimento ricreativo e culturale per i corregionali residenti o soggiornanti nella Capitale.

Con l’Associazione Culturale «Lazio», organizzò e guidò diverse escursioni domenicali in varie località della omonima Regione, divulgando ovunque la conoscenza della Storia dell’Arte, dell’Archeologia e dell’Architettura.

 Il suo lavoro nelle Poste e Telegrafi di Stato, portandolo a ricoprire incarichi sempre più importanti, lo indusse a trasferirsi frequentemente.

A Chieti, dove visse nel periodo dal 1915 al 1918, assistette alla scoperta degli affreschi rinvenuti nella demolizione della chiesa di San Domenico e alla scoperta di avanzi dell’antico acquedotto romano, venuti alla luce durante lo scavo delle fondazioni del palazzo provinciale.

Fu nominato “ispettore dei monumenti e scavi” e pubblicò diversi scritti su Chieti e l’arte teatina; nel 1917, venne dato alle stampe il saggio Su le opere d’arte esistenti in Chieti, con il quale diede inizio a uno studio sistematico della storia e delle opere di Chieti.

Visse a Teramo, poi a Roma, Campobasso, Chieti, Macerata, Piacenza, Sondrio, Torino. In tutte queste città tenne conferenze e studiò l’arte locale, pubblicando su questo argomento articoli su periodici, monografie o guide.

Anche a Sondrio la sua passione lo portò ad interessarsi dell’arte locale come testimoniato dai saggi L’Arte in Valtellina e La restituzione alla Valtellina dei suoi tesori d’arte.

Ivi, per il fervore dimostrato, fu eletto vice-Segretario in seno al 1° Consiglio Direttivo della nascente Società Storica Valtellinese.

A Piacenza fece parte dell’associazione culturale “Amici dell’arte”, che nel novembre 1923 diede vita alla pubblicazione del periodico Ars Nova, per il quale Guglielmo fu collaboratore e autore di diversi articoli.

A Torino, dove fu trasferito prima della sua morte, ebbe modo di praticare i suoi studi sull’arte locale, continuando però a ricercare l’arte abruzzese ove vi fosse e possibilmente a dare il suo contributo alla conoscenza e valorizzazione della stessa.

Fu nominato socio della Deputazione abruzzese di storia patria il 25 settembre del 1920 e cavaliere ufficiale dal ministro delle Poste e telegrafi nel 1922.

A lui sono state intitolate due pubbliche strade, una a Tortoreto Lido e una nella frazione Ostia Antica di Roma.

È morto a Torino il 10 agosto 1926.

Link utili:

https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Aurini

http://digilander.libero.it/aurini/auriniguglielmo/index.htm

http://www.academia.edu/4067181/_Altari_lignei_in_Valtellina_di_evidente_influenza_tedesca_._Guglielmo_Aurini_e_la_riscoperta_della_scultura_lignea_d_oltralpe_in_provincia_di_Sondrio

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