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Belli Carlo 1903 – 1991

Inserito in I CRITICI DELL'ARTE

Carlo Belli

Carlo Belli (Rovereto, 6 dicembre 1903 – Roma, 16 marzo 1991) è stato un intellettuale italiano, che ha avuto una posizione di spicco nel dibattito artistico degli anni Trenta.

Nato a Rovereto nel 1903 e morto a Roma nel 1991, questa singolare figura di intellettuale-giornalista fu tra i principali referenti per l’Astrattismo in Europa.

Il testo “Kn” , nel quale troviamo la sua riflessione teorica, verrà definito da Kandinskji “il vangelo dell’arte astratta”.

Carlo Belli pensava, studiava, incontrava, discuteva, disegnava. Tra le sue opere pittoriche si va dal contenuto metafisico ad esercizi “di maniera” in cui gioca col tratto di un Modigliani, di De Chirico o di un Klee. Ritratti di personaggi noti (come Cocteau o Nenni) e di illustri sconosciuti: dal pastore alla signorina borghese, per non parlare delle caricature e vignette.

L’intellettuale roveretano era vivace, la sua produzione artistica variegata.

Belli ha svolto la sua principale attività di critico sostenendo le prime esperienze razionaliste in architettura e le ricerche astratte degli artisti che facevano capo alla Galleria del Milione a Milano.

Belli ebbe a scrivere che “l’arte è il segno dello spirito delle opere umane perchè coglie e trasfigura la civiltà e ce la tramanda in documenti tali da suscitare stupore e meraviglia”.

Era attratto dal passato come dal futuro. Militava nel Futurismo con Marinetti e Depero, ma restava incantato di fronte ai racconti di Paolo Orsi sulle sue campagne di scavo in Sicilia e Magna Grecia. Il Belli giornalista-scrittore, era anche musicista, pittore ed archeologo.

Il suo nome è in particolare legato a Kn (1935; ristampato nel 1972), il primo saggio in Italia sull’arte cosiddetta astratta, strutturato su un’impostazione metafisica di matrice rosminiana.

Nelle Edizioni della Cometa vengono pubblicati “I quaderni de La Sarraz” e “Il volto del Secolo. La prima cellula dell’architettura razionalista italiana”.

Al Belli arrivano i primi riconoscimenti per la sua attività di giornalista: nel 1948 riceve il Premio Cervinia (nell’occasione del quale la RAI trasmette alcuni suoi pezzi per due pianoforti) e nel 1954 il Premio Clio (per i suoi interventi sul Mezzoggiorno, durante la collaborazione al giornale radio RAI nella rubrica “Meridiano di Roma”, che si protrarrà sino al 1964).

Tra le pubblicazioni, Altare deserto del 1983, Morte di Giove del 1987, il saggio Savinio, dioscuro oscuro del 1990; postumi saranno stampati Interlògo. Cultura italiana tra le due guerre e Antipatia per Polibio del 1992, Echècrate del 1998 e 1920–1930: Gli anni della formazione del 2001.

Carlo Belli si spegne a Roma il 16 marzo del 1991, nella sua casa al Casaletto.

 

Link utili:

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Belli

http://www.cristinacampo.it/public/carlo%20belli.pdf

http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-belli/

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