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Carboni Giovanni Battista 1729 – 1790

Inserito in I CRITICI DELL'ARTE

Giovanni Battista Carboni

Giovanni Battista Carboni (Brescia, 29 marzo 1729 – Brescia, 29 dicembre 1790) è stato uno scultore e critico d’arte italiano.

Di Ricciardo e di Paola Panteghini. Fratello di Bernardino e di Domenico. Imparò lettere dalla scuola dei sacerdoti Rambaldini, maestri di grammatica fino all’età di dodici anni, poi, scrive il Fenaroli “chiamato dal padre all’esercizio della sua professione, inclinatissimo alla pittura, invaghitosi nel disegno, studiò questo con somma applicazione senza maestri, sicchè si distinse dappoi con opere sue tanto a Brescia, quanto in Bergamo e suo contado e Venezia…”.

Della sua attività nel legno come scultore rimangono poche opere certe. Di lui stuccatore rimangono gli angioletti degli altari laterali della chiesa dei SS.Cosma e Damiano, che pur ispirati ai moduli di Antonio Callegari, “non mancano – scrive il Vezzoli – d’una sapida nota personale nell’espressione più arguta, mentre nel modellato sembrano rivelare anche l’influsso del Marinale”. Lo stesso studioso gli attribuisce anche i due angeli reggicandelabro posti ai lati del presbiterio di S. Gaetano in Brescia. Buoni per “sentimento pittorico e vivo intuito dei valori della composizione e dello spazio” sono i medaglioni inseriti nei cancelli per l’altare della Scuola di S.Rocco a Venezia e fusi dal Filiberti.

Modellò pure il gruppo dell’Assunta e degli angeli del frontone del Duomo Nuovo di Brescia, eseguito dal bergamasco Possenti, ed eseguì direttamente i due medaglioni degli evangelisti S.Marco e S.Matteo posti nei pennacchi sotto la grande cupola del Duomo stesso notevoli per grandiosità e vivo senso pittorico. Il Guerrini gli attribuisce anche il modello della Madonnina in marmo della Pace, ritolto poi dal Calegari. Sono ancora suoi i cori del Duomo Nuovo e di S.Faustino, due statue raffiguranti Adamo ed Eva in bosso, di ignota collocazione, due statue di S.Domenico e di S.Caterina nella parrocchiale di Corticelle, quattro statue delle Virtù e due angeli per il tabernacolo della chiesa abbaziale di Montichiari.

Esortato dal nob. Luigi Chizzola a dare un giudizio dei pittori e scultori bresciani, giovandosi dell’opera manoscritta del Paglia, riferì le sue impressioni e deduzioni all’ab. G.P. Rodella. Queste vennero poi pubblicate col titolo: “Le Pitture e Scolture di Brescia che sono esposte al pubblico con un’appendice di alcune private Gallerie” (Brescia pel Bossini, 1760 in 8°). La spesa dell’edizione fu sostenuta dal Chizzola, per la qualcosa fu a lui attribuita. Il Mazzucchelli e il Fenaroli (“Dizionario” p. 92) sostengono che il Carboni esortato dagli amici stava lavorando intorno ad un’opera di “anatomia per uso di pittori e scultori” ma non si sa se sia stata pubblicata.

Nell’Ateneo (o Pinacoteca) si conserva un suo ritratto ad olio eseguito da Santo Cattaneo.

E autore anche nelle “Notizie istoriche delli pittori scultori ed architetti bresciani” da lui inviate al bolognese Oretti nel 1776, conservate nella Biblioteca dell’Archiginnasio (B. 97 XIV) e pubblicato da Camillo Boselli nei supplementi dell’Ateneo di Brescia nel 1962.

Da parecchi anni stava lavorando ad un’opera di anatomia per uso dei pittori e scultori a ciò esortato da alcuni suoi amici.

La sua guida è un’opera fondamentale nella letteratura artistica bresciana e la sua importanza non è solo quella di un documento assai più ampio dei precedenti, bensì quella di una guida realizzata secondo criteri ancora oggi validi, si potrebbe dire modernissimi, sia per l’impostazione sia per il dettato sia per il formato sia anche per gli scopi che si prefigge.

Lo Zamboni nelle sue Memorie… (1778, p. 165), infatti, definisce l’artista “autore delle Pitture e Sculture di Brescia, valoroso nella pittura e scultura e impareggiabile nella sua modestia”.

M0rì a Brescia il 29 dicembre 1790.

Link utili:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Carboni

http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanni-battista-carboni_(Dizionario-Biografico)/

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