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Autoriello Francesco 1824 – 1894

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Autoriello Francesco

Francesco Autoriello (Napoli, gennaio 1824 – Napoli, 28 agosto 1894) fu un pittore italiano, raffigurante principalmente tele storiche.

Biografia

È nato a Napoli. All’età di 16 anni si trasferì a Salerno e fu inizialmente autodidatta come pittore.

Ha insegnato design al Seminario di Salerno e una scuola gestita da benedettini.

Dipingeva da Cava de ‘Tirreni fino al 1855, quando poi andò a studiare all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto Filippo Palizzi.

Ha partecipato per la prima volta alla Promotrice di Napoli nel 1862, con un Children of Jefte; nel 1864, La virtù e il lavoro.

Iniziò quindi a produrre opere di genere e storia.

Nell’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 espone una grande tela raffigurante L’assassinio dell’ammiraglio ugonotto Coligny nella Notte di San Bartolomeo (acquistata dal Comune di Napoli ed esposta nel Museo di Castel Nuovo).

Alla mostra di Torino del 1884 espone Socrate in visita ad Aspasia.

Altri lavori includono Vendemmiatori precoci (esposto nel 1886 a Napoli); L’operaio e la sua famiglia, (esposto nel 1893 a Milano); e Consulto in Convento (1887).

Dipinse anche le tele sui soffitti della chiesa di San Francesco a Cava dei Tirreni; affreschi per le pareti e le cappelle della cappella dell’Orfanotrofio (Asilo Infantile) di Cava; e una grande copia ad acquerello della pittura del Giudizio Universale, una volta nella Sala Storica della Chiesa di Santa Donna Regina Nuova (diploma di merito conferito alla mostra di Napoli del 1876.

Nel 1881, divenne professore di design, figura e prospettiva presso il Royal Institute of Fine Arts di Napoli, e successivamente professore di prospettiva presso l’Accademia di Salerno.

Ha pubblicato un testo in prospettiva: Corso Completo di Prospettiva Ragionata 2a edizione. a Napoli 1880.

Il testo fu usato nell’Istituto di Napoli.

Ha dipinto la Danza delle Ore nella Sala Rossa del Casino dei Nobili di Salerno, dove ha lavorato al fianco di Giulio Minervini, Carlo Tito Dalbono, Demetrio Salazaro e Federico Travaglini.

Morì a Napoli nel 1894.

 

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