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Bonolis Giuseppe 1800 – 1851

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Bonolis Giuseppe

Giuseppe Bonolis (Teramo, 1º gennaio 1800 – Napoli, 2 aprile 1851) è stato un pittore italiano, noto soprattutto come ritrattista.

Biografia

Figlio di Luigi e di Cecilia Quartaroli. Fu allievo di Muzio Muzii nella scuola privata di disegno da questi tenuta in Teramo.

Insegnante di Calligrafia nel Real Collegio di Teramo, nel 1822 fu rimosso dall’incarico come sospetto di Carboneria.

A Napoli, dove fissò la propria residenza, frequentò l’Accademia di belle arti di Napoli e fu allievo di Giuseppe Cammarano.

Si dedicò poi all’insegnamento in numerose scuole pubbliche e private: fu maestro di disegno nei collegi dei Gesuiti e dei Barnabiti e presso il Collegio delle fanciulle di San Francesco della Monache.

Fu particolarmente apprezzato, scrive il Palma, dalla regina Maria Isabella che si recò in visita al Collegio:

« espressamente per colmare di elogj il Bonolis, compositore di un quadro eseguito in margheritine, esprimente essa, ed il Re Francesco sul trono, fiancheggiato dalla Pace e dalla Giustizia, in atto di accoglier benignamente Minerva condottiera di quelle fanciulle, le quali si accostano a tributare omaggi di riconoscenza a piè del trono » (Niccola Palma, Storia di Teramo, vol. V. Teramo, Tercas, 1981, p. 359)

Sposò nel 1832 Adelaide Mazza che era stata una sua allieva.

Giuseppe Bonolis si espresse con particolare successo nel campo della ritrattistica.

Tra i suoi allievi fu Filippo Palizzi.

Nelle opere a soggetto storico, biblico, mitologico il Bonolis rivela la sua formazione accademica e un gusto neoclassico, ma nella produzione ritrattistica, in gran parte dispersa, si nota una più felice adesione agli aspetti del reale; il che gli valse nell’ambiente artistico napoletano del periodo – aperto al realismo – l’attribuzione di una certa funzione di reazione al convenzionalismo accademico.

In realtà il Bonolis, pur se condannava lo studio degli antichi modelli come remora alla formazione della personalità artistica, vagheggiava tuttavia gli ideali classici di bellezza, e pertanto non giunse mai a spogliarsi completamente di una certa impostazione accademica.

Morì nel 1851, a seguito di un’infezione di tifo all’età di 51 anni.

Fu sepolto nel cimitero di Napoli dove gli fu eretto un busto in marmo opera dello scultore Pasquale Ricca.

 

Alcune opere:

  • Ritratto del Principe di Fondi, 1833, (citato e lodato dall’Omnibus);
  • La morte di Abele, 1837, (Museo nazionale di Capodimonte a Napoli);
  • Ritratto di gentildonna, 1839, (Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli);
  • L’infanzia di Bacco, 1841, eseguito su commissione del Re di Napoli (Museo nazionale di Capodimonte a Napoli);
  • Lo sposalizio di Bacco e Arianna, 1841, eseguito su commissione della Regina di Napoli (Museo nazionale di Capodimonte a Napoli);
  • Il miracolo di San Berardo, 1847 (Sacrestia del Duomo di Teramo);
  • Autoritratto, s.d. (Pinacotecca di Teramo)
  • Autoritratto, s.d. (Pinacotecca di Macerata)
  • San Paolo in atto di predicare nell’areopago di Atene, s.d. (citata da Niccola Palma);
  • Caronte che traghetta le anime per la stigia palude, s.d. (citata da Niccola Palma);
  • L’Annunziata, s.d. (citata da Niccola Palma);
  • Coriolano al focolare dei Volsci, s.d. (citata da Niccola Palma);
  • Bacco e Arianna (Camera dei Deputati, Roma).

 

Scritti

  • D’un nuovo ordinamento intorno alle scuole di Belle Arti. Discorso, Napoli, Tip. F. Azzolino, 1849;
  • Dell’arte pittorica. Opera postuma, Napoli, Tip. Vitale, 1851.

 

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