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Zanelli Kaehlbrandt Elisabetta 1880 – 1970

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Zanelli Kaehlbrandt Elisabetta

Elisabetta Kaehlbrandt Zanelli (Riga, Lettonia, 27 settembre 1880 – Bergamo, 13 dicembre 1970) è stata una pittrice italiana.

Biografia

Elisabetta Kaehlbrandt nasce il 27 settembre a Riga, in Lettonia.

È la seconda dei tre figli dell’avvocato Alessandro Kaehlbrandt e di Emma Schmidt.

La famiglia, benestante, appartiene alla comunità di lingua e cultura tedesca che vive nel paese baltico, allora appartenente alla Russia zarista.

Frequenta le scuole in russo, imposto dal governo come lingua ufficiale, ed ottiene il diploma magistrale.

Segue i corsi di disegno della Jung’sche Zeichenschule, diretta dal professor Friedrich Moritz (1866-1906), e consegue un diploma per l’insegnamento del disegno.

Tra il 1901 e il 1902 studia all’Accademia di Belle Arti di Pietroburgo, successivamente studia pittura presso scuole di artisti prima a Monaco poi a Parigi.

Nel 1904 espone per la prima volta a Riga, nel Kunst Salon, e nel 1906 giunge a Vienna, dove riceve molte commissioni per ritratti da famiglie nobili austriache.

Nel febbraio 1908, insieme alla sorella, visita l’Italia, passando prima per Venezia, e quindi per Roma: è qui che conosce lo scultore bresciano Angelo Zanelli  (1879-1942), autore del basamento dell’Altare della Patria, che sposerà a Riga il 25 settembre 1909.

Si trasferisce a Roma nel 1909 (risiede in via San Martino al Macao 9, via dei Villini, via Antonio Guattani 15 e via Antonio Nibby) e entra in contatto con la comunità russa della capitale, in particolare con Ol’ga Resnevič Signorelli ed Edita Broglio.

Durante le “Domeniche in casa Zanelli”, la socievole e raffinata Elisabetta si intrattiene con illustri amici italiani, tra cui il pittore Nino Bertoletti (1889-1971) e la moglie Pasqua Rosa Marcelli (1896-1973), anch’essa pittrice, il pittore Felice Carena (1879-1966), il pittore Giulio Bargellini (1875-1936), autore dei mosaici del Vittoriano, il chirurgo Raffaele Bastianelli (1863-1961), e altri.

A partire dal 1913, i coniugi Zanelli trascorrono le vacanze estive ad Anticoli Corrado, nei pressi di Roma.

L’atmosfera di quel luogo rustico e pittoresco, nonché le frequentazioni artistiche, tra cui lo scultore Attilio Selva (1888-1970) e il pittore Pietro Gaudenzi (1880-1955), stimolano l’ispirazione di Elisabetta che nell’estate del 1919 dipinge i suoi quadri migliori: La mietituraAnticoli CorradoVecchia che fila, e il più grande quadro della Trebbiatura.

Alcuni di questi quadri verranno donati al Comune di Anticoli Corrado, dove nel 2004 si è tenuta la mostra “Pittrici nella valle dell’Aniene”.

In questi anni l’artista inizia un’intensa attività espositiva, che oltrepassa ben presto i confini della capitale: nel 1920 è presente prima alla Mostra di Amatori e Cultori d’Arte a Roma, poi nel Padiglione Russo della XII Biennale di Venezia, con i quadri In giardino, Anticoli Corrado, Bambina al piano, Ritorno alle stalle, Ritratto di bambina, Vespero.

In questa occasione un critico impietoso come Francesco Sapori la definisce, insieme a Petr Bezrodnyj e a Lilija Sluckaja, l’unica artista degna di nota all’interno del Padiglione Russo.

Nel 1923 e 1925 è presente alla II e alla III Biennale Romana, mentre nel 1928 espone alcuni bozzetti creati all’Isola d’Elba per la Mostra Marinara a Roma.

Nel giugno dello stesso anno, la Galleria Micheli di Milano ordina una sua mostra personale, dove sono presentati i seguenti quadri: Vecchia che fila, Zucca gialla, Natura morta, Mietitura, Contadino, In giardino, All’aperto, Scena campestre, Bimba, La trebbiatura, Notturno, Contadini, Monti Sabini, Alla fonte.

Dopo una lunga interruzione, dovuta anche alla malattia e alla scomparsa del marito, avvenuta nel dicembre 1942, l’artista torna a Milano nel 1946 con una mostra personale a Casa d’Artisti.

È del 1956, invece, la personale alla Galleria San Marco di Roma.

Negli anni successivi, già residente a Bergamo con la figlia (via Armando Diaz, via Cucchi), espone solo in mostre collettive, tra cui si ricordano: la Mostra del Piccolo Quadro a Roma nel 1965; la Mostra del Paesaggio della Galleria Verritré a Milano nel 1966; la Mostra del Paesaggio, del Nudo e della Natura Morta alla Rotonda Besana di Milano nel 1967; infine, la Mostra “Primavera 1970” e la Mostra “Omaggio a Roma Capitale” a Roma nel 1970.

Nel 1976, alla Galleria Bistrò di Brescia, si tiene una personale retrospettiva.

Presso i Musei Civici di Arte e Storia di Brescia, invece, è conservato il quadro Veduta della campagna romana con case e figure, mentre nella ex sede della CGil di Brescia, oggi di proprietà del Comune, si trovano anche altri dipinti, lasciati in eredità dalla figlia della pittrice e di Angelo Zanelli, Magda Zanelli.

Morì a Bergamo il 13 dicembre 1970.

Viene sepolta a Salò.

Nel 1982 la salma viene traslata a Roma nel Famedio del Verano nella tomba di Angelo Zanelli.

Di lei Francesco Sapori tesse su “Emporium” un appassionato elogio:

“La signora Elisabetta Zanelli fa della pittura come se ricamasse. I suoi quadri tornano a darmi l’impressione d’arazzetti gustosi e ben composti, nei quali i toni sono scelti, le figure disegnate con garbo; ma il colore sembra filato, ed ha una manosità spessa di lana tagliata con le forbici”.

 

Alcune opere:

Autoritratto, c.1900-1910

Giardini di Versailles, 1905

L’aranceto, c.1905

Passeggiata, 1907

San Giorgio e il drago, 1907

Colazione in giardino, 1918

Vespro a San Rocco, 1920

La mietitura, 1920/21

Riposo nei campi, 1920/21

Ritorno dai campi, 1920/21

Monti Sabini, 1928

Picnic, 1936

Susanna al bagno, 1936

Colazione in giardino, 1946

Bambini alla finestra, c,1946

In giardino, 1946/50

La famiglia a tavola, 1946/50

l’Autoritratto, 1946/50

Bambino sul cavallo a dondolo, 1948

Bimba che cuce, 1948/50

Due contadine al lavoro nei campi

Paesaggio

Old Mosque in Adalia

Figura femminile

La fecondità

Pastorale

La bambina

Montmartre

Versailles

La Morte.

 

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