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Zona Antonio 1814 – 1892

Inserito in ARTISTI, LE FIRME DEI PITTORI ITALIANI DELL'OTTOCENTO

Zona Antonio

Antonio Zona (Gambellara, Vicenza, 1814 – Roma, 1892) è stato un pittore italiano.

Biografia

Antonio Zona rappresentante della scuola veneziana, si forma all’Accademia di Venezia.

È allievo di Odorico Politi (1785-1846) e di Michelangelo Grigoletti (1801-1870).

I due maestri lo introducono allo studio e all’approfondimento del 500 veneto.

Questa iniziale propensione verso i maestri del Rinascimento lo porta a lavorare sugli accordi tonali e su intense ricerche cromatiche.

Tale predilezione tecnica si accompagna quasi sin da subito alla selezione di una serie di tematiche storiche legate alle vicende biografiche dei maestri del Cinquecento.

La pittura di storia viene affiancata ben presto anche dal ritratto, dalla pittura di genere e da alcune vedute delle città in cui vive o soggiorna.

Sebbene rimanga prevalentemente legato alla scuola veneta e ne sia un perfetto interprete, Antonio Zona passa un lungo periodo a Milano.

Qui la pittura e la ricerca in seno al Romanticismo si avvicinano alle espressioni di Francesco Hayez (1791-1882).

Negli anni Settanta si trasferisce a Roma, dove partecipa a diverse esposizioni della Società degli Amatori e Cultori.

In questi ultimi anni, soprattutto nel genere del ritratto, si nota una sua evoluzione verso il verismo, anche se il gusto romantico rimane come un sostrato indelebile.

Zona è stato nominato cavaliere e ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Muore a Roma nel 1892.

Antonio Zona è un grande interprete del ritorno della tradizione rinascimentale veneziana e veneta in generale.

I suoi maestri Politi e Grigoletti lo introducono allo studio di Bellini, Veronese, Giorgione e soprattutto di Tiziano.

La cultura cinquecentesca è linfa vitale per Zona, tanto che è intenso e fondamentale il suo studio dei fattori cromatici e luministici del maestro.

I fasti del Rinascimento veneto ritornano in auge in alcuni dipinti che narrano vicende personali dei pittori.

Si tratta di sontuose e studiatissime rappresentazioni quali Giambellino travestito da senatore nell’atto di farsi ritrarre da Antonello da Messina, esposto a Venezia nel 1847.

Dieci anni dopo l’imperatore Francesco Giuseppe I commissiona ad Antonio Zona l’Incontro di Tiziano col giovinetto Veronese sul Ponte della Paglia.

Il dipinto viene esposto a Venezia nel 1861 e oggi è nella collezione della Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.

È un vero e proprio omaggio alla pittura del primo Tiziano, con tutte le sue caratteristiche cromatiche e una sensibile imitazione dell’antico.

Solo l’anno successivo Antonio Zona espone a Torino La contemplazione, costume del secolo XV, insieme al famoso Canto funebre.

Quest’ultimo contiene ancora una volta un forte richiamo al maestro veneto, non solo per la tecnica, ma anche per il tema.

Sullo sfondo infatti procede il corteo funebre veneziano organizzato per onorare Tiziano dopo la sua morte.

Accanto ai temi che richiamano i fasti cinquecenteschi, Antonio Zona tratta anche i classici soggetti Romantici di matrice storica, ad esempio nel dipinto I Lambertazzi e I Geremei del 1838.

La Lombardia abbraccia Venezia esposto nel 1861 a Firenze, ottiene un grande successo, soprattutto per il significato patriottico.

Altri importanti dipinti di storia sono L’offerta delle veneziane per la guerra di Chioggia del 1869 e Nicolò de’ Lapi e Francesco Foscari sente lo squillo della campana che annuncia l’elezione di Pietro Malipiero a doge di Venezia.

Accanto ai temi storici, si occupa anche di quelli religiosi.

Ne sono esempi Jetro e Mosè, del 1847, Partenza di Tobia dalla casa di Rachele e San Gottardo risana una cieca.

Durante il soggiorno milanese, ma anche in precedenza, Antonio Zona si dedica ad una serie di scene di genere dall’impianto classico.

Si tratta di piccoli dipinti aneddotici o con protagoniste donne di varie epoche ed estrazione sociale.

Basta far riferimento al giocoso tema de La lettura interrotta esposto a Torino nel 1861, ma anche alla curiosa rappresentazione femminile di Una fioraia greca inviata tre anni dopo sempre a Torino.

Simili scenette si possono ritrovare in La capricciosa (mezza figura) del 1871, in Maria la simpatica (figura intera di contadina) del 1881 e in Filomena la figlia del brigante di due anni dopo.

Quando negli anni Settanta Antonio Zona si stabilisce a Roma, espone alle mostre della Società Amatori e Cultori.

Nel 1886 presenta ad esempio Sul prato, Castellana, Ofelia.

Il periodo romano è caratterizzato soprattutto da una spiccata predilezione nei confronti del genere del ritratto.

Sono questi gli anni in cui mette da parte il celebrativo carattere romantico della sua prima produzione per aggiornarsi alla istanze realiste.

Del 1880 è il famoso Ritratto di re Umberto conservato a Montecitorio.

Altri ritratti eseguiti tra gli anni Settanta e Ottanta sono Violinista, conservato nella Galleria Nazionale di Roma e L’autoritratto, degli Uffizi.

Dipinti che evidenziano la sua finale inclinazione verso il verismo sono Ritratto di signora e Ritratto della nobildonna Teresa Mozzoni, della Galleria d’arte moderna di Milano, ma anche il Ritratto della famiglia di Michele Cipollato in collezione privata.

 

Alcune opere:

I Lambertazzi e i Geremei (1838)

Jetro e Mosè (1847)

Giambellino travestito da senatore nell’atto di farsi ritrarre da Antonello da Messina (1847)

Self Portrait (1850)

Borgo con personaggi (1854)

Filippo Lippi seduce la monaca Lucrezia Buti (1856)

L’ingresso degli austriaci a Venezia (1859)

Venezia che desolata abbraccia la liberata Milano (1860)

Incontro di Tiziano col giovinetto Veronese sul Ponte della Paglia (1861)

Scena in laguna con figure (c.1862/65)

Una traviata (1864)

Un canto funebre (1862)

Zwei junge Italienerinnen in Tracht der gegend um Rom (1871)

Neapolitan beauty (1875)

Ritratto del re Umberto (1880)

Maria la simpatica (1881)

Ritratto dell’onorevole Giovanni Battista Vare e nel (c.1882)

ritratto di una giovane donna (c.1883)

Il tramonto dalla Villa Medici a Roma (c.1883)

Ofelia (c.1883)

Sul prato (c.1886)

Castellana (c.1886)

Ritratto della famiglia di Michele Cipollato (c.1886).

 

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