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NEOCLASSICISMO

Il Neoclassicismo è un movimento sviluppatosi dalla seconda metà del 1700 come logica conseguenza della cultura illuminista e di un’epoca di grandi rivoluzioni, si propone come antitesi agli eccessi del barocco e del Rococò. E’ infatti caratteristico del Neoclassicismo il desiderio di un ritorno all’antico e di dar vita ad un nuovo classicismo; tutto ciò favorito dagli scavi di Ercolano e Pompei, che offrivano agli sguardi dei contemporanei architetture, affreschi e oggetti di uso quotidiano delle due cittadine sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Il termine, coniato alla fine dell’800, venne attribuito in senso dispregiativo a un’arte non originale, fredda e accademica. Questa riscoperta del mondo classico, come afferma Wincklellman, massimo teorico neoclassico, ne voleva sottolineare i canoni di armonia, nobile semplicità e quieta grandezza. Johann Joachin Winckelmann iniziò un attento studio delle antichità classiche componendo una grandiosa opera: la Storia dell’arte dell’antichità che fu pubblicata nel dicembre del 1763, e che studiava l’antichità sia dal punto di vista cronologico che dal punto di vista estetico. Per Winckelmann la vera arte era quella greca per cui “l’unica via per divenire grandi e, se possibile, inimitabili, è l’imitazione degli antichi”. Imitazione dell’antico voleva dire, per l’artista neoclassico, una fonte a cui attingere, nella forma e nel contenuto, in quanto modello estetico per la rappresentazione degli ideali e delle scene contemporanee, e non era quindi come per gli artisti rinascimentali, che pure si ispiravano all’antichità, un rapporto di sintonia spirituale con esso.

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Andrea Appiani, Allegoria della pace di Pressburgo 1808, Museo Puškin, Mosca

Il neoclassicismo nasce soprattutto come contrapposizione agli sfarzi del barocco, che era rifiutato dalla nuova visione del mondo, e della religione proposta dal pensiero illuminista; in particolare la religione aveva perso il ruolo centrale che giocava da secoli nella società e questo inevitabilmente si ripercosse nell’arte che assume un significato sociale diverso, acquistando un carattere pubblico. Inoltre gli artisti si liberarono dai canoni tematici imposti dai committenti e scelsero liberamente i soggetti da rappresentare.

In pittura scompaiono quasi del tutto i motivi religiosi, mentre la mitologia fu sostituita dalla rappresentazione storica e dalle vicende borghesi. I dipinti sono caratterizzati da un realismo quasi fotografico, rappresentato con colori freddi, contorni duri, scarso interesse per gli effetti di luce, tutto questo da un’aspetto sobrio ai dipinti mantenendo l’osservatore a distanza e non più partecipe.

La pittura neoclassica è legata alla produzione scultorea di questo periodo non solo per l’adozione degli stessi modelli cui si ispirava la scultura e cioè le statue e i rilievi greci e romani, ma anche per il riferimento che aveva con il disegno.
La pittura neoclassica inoltre assunse come modelli pittori dei secolo precedenti come Raffaello e Poussin.
Per quanto riguarda i temi rappresentati, scompaiono quasi del tutto i soggetti a carattere religioso, grande importanza si dette invece alla rappresentazione storica.

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La morte di Socrate, 1787, Jacques-Louis David, Metropolitan Museum of Art

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Jean Auguste Dominique Ingres, La Grande Odalisque 1814, Louvre Museum

L’apice della pittura neoclassica è rappresentato da Jacques-Louis David e Jean Auguste Dominique Ingres; Joseph-Marie Vien, maestro di Jacques-Louis David, è considerato dai suoi contemporanei come il «padre del neoclassicismo francese», ancora quello del Vien è un neoclassicismo timido;

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The Toilette of a Bride in Ancient Dress, Joseph-Marie Vien, 1777, private collection.

nell’ambito della scultura si ricordano invece Antonio Canova, Luigi Acquisti e Bertel Thorvaldsen e per la poesia Ugo Foscolo.

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Antonio Canova, Amore e Psiche(1793), museo del Louvre, Parigi

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Ganymede and the Eagle, 1817–29, Bertel Thorvaldsen, Accademia Nazionale di San Luca

Anche nelle sue forme più decorative il Neoclassicismo ebbe un marcato significato politico: esso, come già precedentemente accennato, raggiunse l’apice durante l’età napoleonica soprattutto al tempo dell’Impero. Le memorie romane, il consolato, i simboli gloriosi delle aquile imperiali sui labari delle legioni, il titolo di Re di Roma attribuito da Napoleone al figlio, gli archi di trionfo innalzati in onore di Bonaparte, rappresentarono agli occhi della borghesia francese, ormai padrona dell’Europa, e lanciata in un’inarrestabile politica imperialistica, il segno della potenza e della gloria raggiunta dopo secoli di sottomissione. Tutto il repertorio mitologico classico fu ripreso da letterati ed artisti; i primi fecero rivivere personaggi ed episodi della vita contemporanea in chiave mitologica, mentre i secondi dipingevano e scolpivano Napoleone nelle vesti di Giove olimpico o di un celebre ed invitto eroe della Grecia classica.

Le caratteristiche tipiche del gusto neoclassico sono particolarmente evidenti nell’architettura, il repertorio classicista venne applicato non solo a palazzi e chiese, costruiti come templi classici, ma anche a teatri, caserme, ospedali e numerosi altri edifici aventi funzione pubblica. La città, luogo della vita civile, divenne il tema principale, gli architetti agirono sul tessuto urbano, creando strade, piazze, giardini, nacque infatti in questo periodo il concetto di urbanistica in senso moderno.
Emblematico fu l’esempio di Parigi alla quale in questo periodo gli si diede l’aspetto di capitale europea.
In Italia si può paragonare all’esempio di Parigi il caso di Milano, che a quel tempo era la capitale del Regno Italico dal 1805 al 1815. In questo periodo infatti la città conobbe un’intensa attività edilizia culminante con la stesura del primo piano regolatore della città nel 1807, che però non fu attuato.
Altri esempi di città che subirono un cambiamento considerevole in questo periodo furono Torino, Roma e Napoli con gli interventi del Valadier culminanti con la sistemazione di Piazza del Popolo e del Pincio.

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Casina Valadier, Roma, progettata e costruita da Giuseppe Valadier tra il 1816 e il 1837.

 

Link utili:

https://it.wikipedia.org/wiki/Neoclassicismo

http://www.treccani.it/enciclopedia/neoclassicismo/

http://www.ovo.com/neoclassicismo/

http://www.sapere.it/enciclopedia/neoclassicismo.html

 

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