
Presentata oggi un occasione di Pesaro capitale italiana della cultura 2024, la prima italiana di «The Life», opera immersiva ideata da Marina Abramović (Belgrado, 1946) e prodotta dallo studio specializzato in mixed reality Tin Drum con la regia del fondatore Todd Eckert, propone per la prima volta nella storia dell’arte una performance bidimensionale, ovvero al contempo fisica e digitale. Si tratta del primo evento immersivo di arte performativa in realtà mista mai concepito. «The Life» costituisce un’esperienza cinematografica tridimensionale unica, aperta al pubblico dal 5 al 18 giugno 2024, al Centro Arti Visive Pescheria, nel cuore di Pesaro, e parte del palinsesto di Pesaro 2024 – Capitale italiana della cultura «La natura della cultura».
Presentata alla Serpentine Gallery di Londra nel 2019, l’opera ha assunto una veste itinerante, attraversando il mondo e rivitalizzandosi in diverse città. Nel 2020 ha raggiunto persino il traguardo della vendita all’asta record in occasione dell’appuntamento autunnale londinese di Christie’s.
Ancora prima che il mondo sperimentasse l’isolamento forzato causato dalla pandemia covid-19, elaborando strategie per mantenere la propria connessione sociale, l’artista si poneva la questione della smaterializzazione del corpo e la sua trasposizione in una dimensione slegata dall’hic et nunc.
Il debutto a Pesaro è adornato da costumi originali ed elementi acustici pensati per invitare a una riflessione dedicata alla natura della memoria, dimensione in cui l’artista transita per attraversare lo spazio e il tempo.
Marina Abramović «presente» con un videomessaggio all’illustrazione del progetto ha dichiarato:
«Presenterò con Tin Drum il mio nuovo lavoro in realtà mista intitolato ‘The Life’. So che Pesaro Capitale è incentrata sul rapporto tra scienza, natura e tecnologia; il mio lavoro si basa sulle arti performative e questo è il mio primo esperimento, il mio primo tentativo di utilizzare le nuove tecnologie e di ampliare l’idea di come le arti performative possano essere viste in futuro, se l’artista non è più fisicamente presente».
L’evento immersivo è aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 23.00, negli spazi del Centro Arti Visive Pescheria. Ciascun partecipante è invitato a abbandonare ogni dispositivo elettronico e a indossare un visore per l’augmented reality (AR), attraverso cui visualizzare i confini di una stanza vuota. Al centro dell’ambiente virtuale si muove l’ologramma dell’artista Marina Abramović, la cui performance può essere osservata liberamente dal pubblico, da qualsiasi angolazione senza un punto di vista privilegiato. L’assenza di barriere e imposizioni fornisce l’opportunità di cogliere nuove visioni, vivendo un’esperienza unica e collettiva. L’opera riflette sul potere dell’arte come forza non tangibile, analogamente al tempo, e scaturita dall’incontro tra l’artista e l’energia dello spettatore coinvolto nell’opera.
L’immagine digitale di Marina Abramović permette all’artista di realizzare una performance senza essere fisicamente presente, creando uno spazio ibrido e transmediale che oscilla tra reale e virtuale.
«Tra cento anni, quando chiunque abbia conosciuto Marina Abramović sarà morto – spiega il regista Todd Eckert -, ci saranno persone che guarderanno ‘The Life’ e, si spera, sentiranno quel senso di connessione – di esperienza umana. Questo è davvero il punto dell’opera: cercare di creare una connessione umana autentica tra artista e pubblico oltre la semplice osservazione che domina i nostri media attuali».
«The Life» invita a confrontarsi con le idee di assenza e di durata, affrontate attraverso il posizionamento dell’artista in una dimensione oltre il tempo.
L’opera, che prende vita in un orizzonte di eterno presente, reso possibile dalla recente tecnologia, riflette sulla possibilità dialogica dell’arte e del digitale.
Agostino Riitano, direttore artistico di Pesaro 2024 – Capitale Italiana della cultura – ha spiegato che attraverso coinvolgimento della provocatoria ed esistenzialista Marina Abramović, si vuole promuovere pratiche visionarie riguardanti tematiche attuali come la centralità del corpo, le barriere di genere e di categoria.
Così Marina Abramović attraverso l’atemporalità delle sue performance rende immanente la sua presenza ed eterni i suoi messaggi.





