
Venezia perde oggi una delle sue figure più rappresentative: l’avvocato Alfredo Bianchini, scomparso all’età di 83 anni. Per decenni protagonista della vita istituzionale e culturale veneziana, Bianchini lascia un’impronta indelebile soprattutto attraverso la sua guida della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, da lui presieduta fin dalla sua istituzione nel 1998.
La Fondazione Vedova rappresenta il compimento della visione del grande maestro veneziano Emilio Vedova e di sua moglie Annabianca, che vollero creare un’istituzione capace non solo di conservare ma di far vivere l’opera dell’artista in dialogo con il contemporaneo. Grazie all’impegno di Bianchini, la Fondazione ha sviluppato negli anni un’attività poliedrica che va ben oltre la semplice conservazione del patrimonio artistico.
Cuore pulsante di questa attività è il Magazzino del Sale, spazio espositivo progettato da Renzo Piano con la collaborazione di Maurizio Milan e Alessandro Traldi. Questo straordinario contenitore architettonico, dotato delle più avanzate tecnologie per la conservazione e la fruizione delle opere, ospita non solo la collezione permanente di Vedova ma anche mostre temporanee che mettono in dialogo la sua opera con quella di artisti contemporanei internazionali.
Particolarmente significativo è lo Spazio Vedova, ottenuto dal restauro dello studio del maestro sempre ad opera di Renzo Piano nel 2010. Questo ambiente multifunzionale è diventato sotto la guida di Bianchini un luogo di sperimentazione che accoglie performance, incontri e progetti site-specific, mantenendo vivo lo spirito di ricerca che caratterizzava Vedova.
Recentemente, Bianchini aveva annunciato con orgoglio l’istituzione della prima borsa di studio Fabrizio Gazzarri per l’Accademia di Belle Arti di Venezia, a testimonianza del suo costante impegno verso le nuove generazioni di artisti. Questo progetto si inseriva perfettamente nella filosofia della Fondazione, che sotto la sua presidenza ha sempre coniugato la tutela della memoria con l’apertura all’innovazione.
Oltre all’attività espositiva, la Fondazione ha sviluppato sotto la guida di Bianchini un importante lavoro di catalogazione e ricerca scientifica sull’opera di Vedova, con pubblicazioni e convegni che ne hanno approfondito la figura nel contesto dell’arte del Novecento. La collaborazione con musei e istituzioni internazionali ha permesso di portare l’opera del maestro veneziano in tutto il mondo.
La scomparsa di Bianchini lascia un vuoto immenso non solo nella Fondazione da lui guidata con passione per quasi trent’anni, ma nell’intero panorama culturale veneziano. Uomo di legge ma anche di cultura profonda, ha saputo coniugare rigore istituzionale e visione innovativa, mantenendo sempre viva la lezione di Vedova: che l’arte non è memoria del passato, ma strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro.
I funerali si terranno in forma privata. In omaggio alla sua lunga dedizione, la famiglia invita a sostenere i progetti della Fondazione Vedova, a cui Bianchini aveva dedicato gli ultimi decenni della sua vita con instancabile energia.





