
In occasione dell’asta di arte moderna e contemporanea, Dreweatts propone un inedito acquerello di Man Ray del 1913
Un piccolo ma straordinario acquerello firmato da Man Ray, risalente al 1913 e rimasto nascosto per decenni in una soffitta inglese, sarà protagonista da Dreweatts il prossimo 10 luglio durante l’asta dedicata all’arte moderna e contemporanea. L’opera, intitolata Nudo che suona uno strumento musicale (Studio per “Pittura su arazzo”), rappresenta uno dei primi e più significativi momenti di svolta nella carriera del celebre artista americano: un acquerello emblematico, che anticipa la svolta modernista del futuro pioniere del Dada e del Surrealismo.
Realizzato in acquerello e gouache su carta, lo studio mostra una figura umana stilizzata e curvilinea, immersa in una composizione cromatica di rossi e blu, segno evidente della progressiva emancipazione di Man Ray dai canoni pittorici tradizionali verso una nuova grammatica formale ispirata al modernismo europeo. L’opera è l’unico frammento rimasto di un arazzo di grandi dimensioni oggi perduto, di cui si conosce l’esistenza solo grazie a una rara fotografia in bianco e nero che ritrae Man Ray accanto al lavoro finito in un luogo non identificato.
Secondo Will Porter, specialista di arte moderna e contemporanea di Dreweatts, “questa scoperta offre un’occasione eccezionale per comprendere l’evoluzione del linguaggio visivo dell’artista. È un documento raro che testimonia la fase in cui Man Ray iniziò a distaccarsi dalla pittura accademica per abbracciare le influenze di Duchamp, Picabia e del cubismo europeo“.
Lirismo plastico
L’acquerello, autenticato dal Comitato di Perizia Man Ray e destinato a entrare nel Catalogue raisonné delle opere su carta, è stimato tra 8-12 mila sterline. La provenienza? Documentata. L’opera è rimasta in una collezione privata britannica dagli anni Cinquanta e sarebbe stata un dono personale dell’artista a Elisabeth Campbell Clarke, amica e mecenate dell’artista durante i suoi soggiorni parigini.
Il contesto storico in cui nacque il lavoro è cruciale: nel 1913, lo stesso anno della sua esecuzione, Man Ray visitò l’Armory Show di New York, che segnò il primo grande ingresso dell’arte europea moderna negli Stati Uniti. Da quel momento, abbandonò definitivamente l’imitazione dei maestri dell’Ottocento per sviluppare un linguaggio più astratto, segnato da un lirismo plastico e da una ricerca sulla forma umana che avrebbe poi caratterizzato opere celebri come Le Violon d’Ingres (1924) o i celebri Rayographs fotografici.
Dal punto di vista del mercato, le opere giovanili di Man Ray riscuotono un interesse variabile, spesso influenzato dal contenuto innovativo e dalla rarità dei pezzi. Se alcuni lavori dei primi anni Dieci hanno faticato a superare le stime nelle aste recenti, altri – come Interno di Ridgefield (Donna che suona la chitarra), venduto da Christie’s nel 2024 per oltre 35 mila euro – dimostrano che esiste un mercato colto e attento per questi documenti d’atelier.




