05 Ottobre 2026 12:57

MAHKU: il più grande murale del Brasile é in Minas Gerais

Cura Macro, MAKHU, ph. Bruno Figueiredo
Il mondo intero li ha scoperti alla Biennale di Venezia 2024, primi in assoluto a dipingere completamente la facciata del Padiglione Centrale: ora, in Brasile, il collettivo MAHKU trasforma circa 100 abitazioni in una tela ambientale e viva di relazioni

Nova Lima, città-satellite di Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais, è una delle più ricche del Brasile per la sua storia di polo estrattivo di oro e ferro e, allo stesso tempo – come tutte le metropoli brasiliane, non si sottrae al problema della disparità sociale, con intere aree di occupate da abitazioni popolari e comunità. Ed è in questo scenario che il collettivo MAHKU (Movimento dos Artistas Huni Kuin), formato da artisti dello stato dell’Acre, appartenenti al popolo indigeno Huni Kuin (noto anche come Kaxinawá) e formalizzatosi circa quindici anni fa, ha lavorato a CURA Macro, attualmente il più grande murale del Brasile.

Cura Macro, MAKHU, ph. Bruno Figueiredo

Un’opera monumentale che ha coinvolto più di 100 case e 9mila metri quadrati di pittura e che ridisegna il volto dei quartieri di Vila São Luís, Monte Castelo, Vila Marise, Morro das Pedrinhas, Cascalho e Montividiu, settori di Nuova Lima, appunto, in un’unica, vibrante tela visibile anche a grande distanza. “Siamo felici di questo momento in cui il CURA cessa di essere solo un festival e diventa un movimento di arte pubblica. Questo macro-murale consolida la nostra missione di generare impatto economico, sociale e turistico“, ha dichiarato Janaina Macruz, fondatrice dell’Istituto CURA e curatrice del progetto insieme a Priscila Amoni, che ha aggiunto: “Portare i MAHKU qui significa dialogare con un’arte ancestrale ma profondamente contemporanea, che dalle grandi mostre internazionali arriva ora sulle case di Nova Lima. È un incontro potentissimo“.

Il collettivo MAHKU, anche in questa occasione – dopo il successo a Venezia e al MASP di San Paolo, attualmente in scena anche a Rio de Janeiro, al MAR, nella mostra “Nossa Vida Bantu”,  traduce in immagini i huni meka, i canti di guarigione del proprio popolo: “I dipinti partono da un canto di guarigione. Le case diventano più sicure con la forza degli incanti della foresta. Non è una pittura qualsiasi, è una pittura spirituale, uno spirito vivente della foresta che protegge la salute e la pace della comunità”, ha dichiarato Ibã Sales Hunikuin, coordinatore di MAHKU.

Le pitture, realizzate in partnership con la Carmo Johnson Projects, non hanno solo un valore estetico, anzi: in questo caso il collettivo ha valorizzato il territorio e trasformato il rapporto degli abitanti con lo spazio in cui vivono. Ogni casa è stata trattata come un’opera individuale, dai muri laterali ai tetti, includendo la preparazione strutturale degli immobili, dunque un consolidamento delle case – dall’intonacatura e alla pittura, coinvolgendo direttamente oltre 500 persone tra residenti, pittori e produttori locali, ponendosi così come il maggior intervento già realizzato da CURA, che dalla sua fondazione nel 2017 già conta con un “patrimonio” di 35 facciate dipinte su larga scala.

Cura Macro, MAKHU, ph. Bruno Figueiredo