
Dai siti come Persepolis e Pasargadae a città storiche come Isfahan, Yazd e Shiraz, beni inestimabili a rischio in Iran
Il possibile aggravarsi delle proteste interne e conseguente inasprimento della repressione o di tensioni militari, metterebbe in grave pericolo il millenario patrimonio storico-artistico dell’Iran. Sarebbe in pericolo non solo la sicurezza delle persone, ma anche la conservazione fisica di monumenti, musei e aree archeologiche. L’Iran custodisce infatti uno dei patrimoni artistici e archeologici più ricchi e stratificati del pianeta, frutto di millenni di civiltà che hanno lasciato tracce decisive nella storia dell’umanità. Dall’Impero achemenide a quello sasanide, fino alla grande stagione dell’arte islamica persiana.

Siti come Persepolis e Pasargadae, con la tomba di Ciro il Grande, raccontano la nascita di un’idea imperiale fondata su architettura monumentale. Con rilievi scolpiti e un linguaggio simbolico ancora oggi fondamentale per comprendere il mondo antico. Le incisioni rupestri di Naqsh-e Rostam e Naqsh-e Rajab, le città storiche di Isfahan, Yazd e Shiraz, le moschee, i ponti, i caravanserragli e i complessi safavidi testimoniano una continuità culturale e artistica senza eguali. Riconosciuta da numerosi siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

Si tratta di testimonianze spesso già fragili per mancanza di risorse e manutenzione, esposte a danneggiamenti accidentali, incuria o strumentalizzazioni politiche. A questo si aggiunge il rischio meno visibile ma altrettanto grave della cancellazione della memoria storica. Attraverso interventi urbanistici invasivi, riscritture simboliche dei luoghi e limitazioni alla ricerca e alla tutela indipendente. Volendo vedere l’attualità in chiave più ottimistica, si potrebbe prevedere che l’auspicabile rivoluzione democratica faciliterebbe l’accesso a queste meraviglie, oggi alquanto difficoltoso…




