09 Ottobre 2026 15:11

Addio a Björn Roth, figlio della famiglia più stravagante dell’arte contemporanea

Björn Roth
L’artista islandese Björn Roth, che lavorò con il padre Dieter Roth e con i propri figli per creare installazioni provocatorie, non convenzionali e di grandi dimensioni, è morto all’età di 64 anni. L’annuncio dato dal New York Times

I “diversamente giovani” forse ricorderanno gli spazi del Pirelli Hangar Bicocca, a Milano, invasi da una delle più spettacolari mostre mai viste alla Fondazione. Era il 2013, e il titolo era “Islands”, la prima grande antologica italiana di Dieter Roth, concepita in stretta collaborazione con il figlio dell’artista, Björn, che presentava installazioni totali dove pittura, scultura e materiali effimeri – tra cui il cioccolato – si mischiavano. Le opere Selbstturm (Self Tower) e Coquille Gnomes (entrambe 1994-2013) erano state infatti forgiate in situ sciogliendo e modellando una fornitura speciale di fondente extra dell’azienda italiana Novi, che era stata partner dell’esposizione. Un gesto che incarnava la poetica della famiglia Roth: la bellezza effimera, il processo che supera l’oggetto, la vita che traspare anche attraverso la decomposizione.

Scomparso nel 1998, Dieter aveva lasciato al figlio l’eredità di un processo tanto magico quanto fuori da ogni schema: la pratica artistica familiare condivisa ruotava attorno al tema dell’inarrestabile scorrere del tempo, manifestato appunto nel decadimento carnale e materiale. Björn, così, negli ultimi quasi trent’anni, aveva continuato ad ampliare le opere esistenti e a crearne di nuove. In un’intervista del 2013 sul processo creativo condiviso con il padre, dichiarò: «Penso che fosse un po’ speciale il modo in cui fossimo vicini e quanto strettamente collaborassimo. Alla fine eravamo come un’unica cosa in ciò che facevamo».

E ora che Björn ha raggiunto Dieter siamo sicuri che, da qualche parte, staranno di nuovo, insieme, lavorando a qualche spettacolare installazione senza confini e senza limitazioni di materiali.