
L’ex ministro della Cultura francese Jack Lang ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza dell’Institut du Monde Arabe (IMA) di Parigi, in seguito all’emersione del suo nome nei documenti su Jeffrey Epstein resi pubblici di recente dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Lo riporta il Guardian.
Mentre le testate del mondo colpevolmente tacciono di fronte alla valanga di pagine dei File Epstein, rilasciate dal Dipartimento di Giustizia Statunitense, sono molte le dimissioni che in queste ore si stanno succedendo, da una parte all’altra del globo, e in tutte le sfere del potere. Per quanto riguarda il mondo dell’arte e della cultura, stavolta è Jack Lang a tentare di uscire di scena. Figura di primo piano nella politica culturale francese sotto la presidenza di François Mitterrand e Presidente dell’IMA (Institute du Monde Arabe) dal 2013, si è dimesso sabato scorso dopo l’apertura di un’inchiesta preliminare per “riciclaggio di denaro aggravato da frode fiscale” a carico suo e della figlia Caroline. L’indagine, avviata dalla procura francese, segue la pubblicazione dei file in cui compaiono i loro nomi nell’ambito della vasta rete di contatti dell’imprenditore statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019.
La loro inclusione negli elenchi non indica di per sé alcuna conoscenza o coinvolgimento nei crimini di Epstein, ma in Francia le reazioni sono state immediate. Fonti riportano che Lang sarebbe stato convocato al Ministero degli Esteri su richiesta del presidente Emmanuel Macron e del primo ministro Sébastien Lecornu. Prevenendo l’incontro, Lang ha scelto di dimettersi.
In una lettera che spiega la decisione, l’ex ministro ha definito l’atmosfera attuale “tossica” e ha dichiarato di voler proteggere l’istituzione da ulteriori danni. Intervistato dall’Agence France-Presse, ha bollato le accuse come “infondate” e affermato di accogliere con favore le indagini, che a suo dire confermeranno la sua estraneità a qualsiasi illecito.
L’attenzione si è concentrata in parte anche sui rapporti d’affari della figlia Caroline con Epstein. Dai documenti risulta che nel 2016 abbia collaborato con lui in una società chiamata Pyrtanée LLC, registrata nelle Isole Vergini Americane e descritta come focalizzata sull’acquisizione di opere di artisti francesi emergenti. Caroline Lang ha dichiarato di essere stata presentata a Epstein nel 2012 da Woody Allen e Soon-Yi Previn e di aver vissuto quell’esperienza in modo “ingenuo”. Ha precisato di non aver investito né ricevuto fondi dalla società, i cui aspetti legali e finanziari erano gestiti dagli avvocati di Epstein. A seguito delle polemiche, si è dimessa dalla carica di direttrice generale del Sindacato dei Produttori Indipendenti francesi e dal consiglio del festival televisivo Series Mania.
La statura pubblica di Jack Lang rende l’episodio particolarmente significativo. Due volte ministro della Cultura tra gli anni ’80 e ’90, è stato artefice di politiche di democratizzazione dell’accesso alle arti e ideatore della Fête de la Musique, oggi celebrata in tutto il mondo. La sua presidenza all’IMA era considerata parte integrante di questo lascito, confermandolo come ponte tra la Francia e il mondo arabo. Le dimissioni chiudono un capitolo che risale agli inizi dell’era Mitterrand.
Lang ha confermato alla stampa francese di aver incontrato Epstein anni fa, definendosi “scioccato” quando i crimini del finanziere sono venuti alla luce. Ha descritto i loro rapporti come occasionali e ha insistito sul fatto di non aver mai ricevuto fondi legati alle attività di Epstein. E così, ancora una volta, la vicenda conferma l’ampia infiltrazione di Epstein nella sfera culturale e nell’ambiente dell’arte e del collezionismo globale.





