
Da poche ore è terminata la prima edizione di Art Basel Doha e già il Qatar Museums lancia Rubaiya Qatar, la nuova quadriennale del Paese del Golfo: la prima edizione il prossimo novembre, sotto il tema delle “Unruly Waters”, con oltre cinquanta artisti “blue-chip”
Sarà allestita al ALRIWAQ Art + Architecture, prendendo ispiratazione al libro dello storico Sunil Amrith, che esplora come le risorse idriche e i sistemi climatici abbiano plasmato società, economie e culture dal Golfo all’Asia orientale: ecco la prima edizione di Rubaiya Qatar, ovvero la prima Quadriennale del Paese del Golfo che porterà il titolo di “Unruly Waters”.
Sheikha Reem Al-Thani, Vice CEO di Qatar Museums, ha dichiarato: “Rubaiya Qatar posiziona Doha come centro vitale per l’arte globale. Questa edizione fomenterà reti creative, sosterrà artisti emergenti e promuoverà lo scambio di idee di frontiera“. La sfida a suon di kolossal culturali, insomma, è appena cominciata, rivaleggiando con i vicini Sauditi (dove in queste ore si è inaugurata la settima edizione di Tuwaiq Sculpture, di cui vi racconteremo più approfonditamente) e con gli Emirati Arabi.
Gli Artisti di “Unruly Waters”
La mostra presenterà opere di oltre 50 artisti, tra le quali vi saranno diverse nuove commissioni e i nomi, ovviamente, sono imperdibili: da Lawrence Abu Hamdan a Monira Al Qadiri, da Micol Assaël a Pedro Cabrita Reis, da Cai Guo-Qiang a Camille Henrot. E ancora: Basir Mahmood, Ibrahim Mahama, Teresa Margolles, Julie Mehretu, Otobong Nkanga, Trevor Paglen, Lydia Ourahmane, Walid Raad, Michael Rakowitz e Rirkrit Tiravanija, tra gli altri. Perché le loro opere, di legge nel comunicato, “affrontano le urgenze della trasformazione ecologica e delle realtà geopolitiche” e, aggiungiamo noi, lo fanno con la monumentalità tipica che si addice a queste latitudini.
Dialogo tra Contemporaneo e Antico
La mostra instaurerà un dialogo con reperti storici, come oggetti del relitto di Cirebon (IX-X sec.), nave mercantile della Via della Seta Marittima. Sheikha Alanood Al-Thani, Direttrice della nuova Quadriennale Qatarina, spiega: “Accostando opere contemporanee a questi reperti, proponiamo connessioni inedite. La mostra illumina come la regione sia stata plasmata dalle forze della natura e dai sistemi globali quanto dal commercio, in una storia governata da venti e maree, non da confini“.
Anche per quanto riguarda i curatori, i nomi sono “stellari”: Tom Eccles (Bard College), Ruba Katrib (MoMA PS1), Mark Rappolt (ArtReview) e Shabbir Hussain Mustafa (Singapore Art Museum). E non è finita, perché sono previste installazioni pubbliche di artisti come Wael Shawky (direttore artistico di Art Basel Qatar e Padiglione Nazionale dell’Egitto alla Biennale di Venezia 2024) e Jitish Kallat, oltre a collaborazioni con la Biennale di Sydney e il Padiglione Qatar della prossima Biennale Arte.
E mentre Riyadh si appresta alla sua Expo Universale 2030, che si promette essere la più incredibile di sempre, Rubaiya Qatar nasce come parte di “Evolution Nation”, la campagna che celebra i 20 anni di Qatar Museums e i 50 dal Museo Nazionale. Una nuova occasione per mostrare chi è più forte, per usare un eufemismo, sotto il sole del Golfo.





