09 Ottobre 2026 14:23

Ai Weiwei, la dittatura occidentale e le pressioni subite alla Royal Academy

Ai Weiwei
In un’intervista al Guardian, l’artista Ai Weiwei – che a breve vedrà pubblicato il suo ” On Censorship” ha raccontato di aver subito pressioni dalla Royal Academy di Londra dopo un suo tweet controverso pubblicato nel novembre 2023, in cui collegava il “senso di colpa per la persecuzione degli ebrei” a un trattamento ingiusto del mondo arabo

“Lo stesso tipo di sorveglianza, lo stesso tipo di censura, è uguale tanto in Cina quanto in Occidente“: così Ai Weiwei, forse il più famoso artista cinese vivente, al giornalista Lanre Bakare del Guardian. Lo sfogo, in realtà, è per fatti non troppo recenti. Nel novembre 2023, infatti, una mostra di nuove opere che doveva tenersi alla Lisson Gallery fu cancellata dopo che l’artista aveva pubblicato un tweet che iniziava così: ‘Il senso di colpa per la persecuzione del popolo ebraico è stato, a volte, trasferito per compensare il mondo arabo (‘The sense of guilt around the persecution of the Jewish people has been, at times, transferred to offset the Arab world). Il tweet fu cancellato, con l’artista che disse ai giornalisti che anche la sua mostra lo era stata.

A seguito dell’accusa, la Royal Academy, di cui Weiwei è membro onorario dal 2011, avviò una votazione tra gli Accademici per decidere la possibile revoca della membership, a seguito di accuse di antisemitismo. Così, l’artista, a distanza di anni, ha definito l’episodio un esempio della censura “subdola e corrosiva” che esiste anche in Occidente. L’artista però aveva vinto il voto e afferma oggi di essere stato poi invitato a scrivere un articolo sulla libertà di espressione per la rivista dell’istituzione, ma il pezzo non fu mai pubblicato con la motivazione ufficiale della “mancanza di spazio“.

La Royal Academy ha respinto questa versione, sostenendo che la decisione di non pubblicare fosse stata presa prima della consegna del testo e ribadendo il proprio impegno per “il pluralismo delle voci, la tolleranza e il libero pensiero“. Per Ai Weiwei, che presenterà a breve il libro On Censorship, si tratta invece di un caso emblematico di come la soppressione delle idee operi in modo più sottile nelle democrazie. Una reazione a catena di quello che si sta scatenando nel mondo anglosassone e americano con i File Epstein?