
La settimana nera del Louvre si conclude con un allagamento che ha invaso due sale dell’Ala Delon e danneggiato un affresco ottocentesco e la scoperta di una colossale frode sui biglietti dal valore di 10 milioni di euro
Come vi abbiamo riportato spesso, nel corso degli ultimi mesi, dopo il clamoroso furto dello scorso 19 ottobre, per il Louvre sembra essersi aperta una voragine senza fondo. Dopo le accuse, dopo le richieste di dimissioni della Presidente Laurence des Cars, dopo un primo allagamento (lo scorso novembre, alla Biblioteca delle Antichità Egizie) e dopo gli scioperi dei dipendenti, nella notte di ieri una tubatura dell’impianto di riscaldamento si è rotta in un locale tecnico, provocando un allagamento che ha invaso due sale dell’Ala Denon, la 706 e la 707, dedicate alla pittura italiana del XV e XVI secolo. L’acqua ha impiegato circa quaranta minuti per essere fermata dai vigili del fuoco, intervenuti immediatamente, ma il danno era già fatto. Il colpo più grave è stato inferto al soffitto della sala 707, decorato con un affresco monumentale del 1819 dal pittore Charles Meynier, intitolato Il trionfo della pittura francese, apoteosi di Poussin, Le Sueur e Le Brun. L’opera è stata pesantemente danneggiata e le due sale sono state chiuse al pubblico a tempo indeterminato. Risparmiati, fortunatamente, i capolavori italiani Il calvario con San Domenico in preghiera del Beato Angelico e Il Cristo benedicente di Bernardino Luini. l’acqua fa danni al Louvre.
Un’altra notizia che ha fatto il giro del mondo, nelle ultime ore, è quella della rete criminale che per un decennio ha truffato l’istituzione sulla vendita dei biglietti, causando un danno stimato in oltre 10 milioni di euro. Tra le nove persone arrestate ci sono anche due dipendenti del museo, diverse guide turistiche e il presunto organizzatore. Insomma, ancora una volta lo scenario sembra più vicino alla serie Lupin, uscita su Netflix un paio di anni fa, che alla vita reale. Le indagini, partite nel dicembre 2024, erano state attivate dopo che il personale di sorveglianza aveva notato la presenza sospetta e costante di una coppia di guide cinesi. Queste introducevano gruppi di turisti riutilizzando più volte gli stessi biglietti, in alcuni casi fino a 20 gruppi al giorno. Le indagini hanno poi rivelato un sistema ben oliato: le guide erano in combutta con i dipendenti, che intascavano i proventi delle vendite fraudolente. I sequestri sono stati ingenti: oltre 957.000 euro in contanti, 67.000 euro in valuta estera, 486.000 euro su conti correnti, tre veicoli e diverse cassette di sicurezza. La procura di Parigi sospetta che parte del denaro sia stato investito in immobili in Francia e a Dubai.
A questo punto, e non senza ironia, aspettiamo la prossima puntata!





