
Pardington è una fotografa di origini Māori e scozzesi che esplora temi come colonialismo, memoria culturale e identità
Sarà l’artista Fiona Pardington la protagonista del Padiglione della Nuova Zelanda alla 61ª Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio. Nata ad Auckland nel 1961, Pardington è una fotografa di origini Māori e scozzesi con una carriera di quasi cinquant’anni, durante i quali ha esplorato temi come colonialismo, memoria culturale e identità attraverso nature morte e oggetti cerimoniali detti taonga. Tra i suoi riconoscimenti figura la prestigiosa nomina a Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres conferitale dal governo francese, un’onorificenza raramente assegnata ad artisti neozelandesi.
Il progetto veneziano, intitolato Taharaki Skyside, sviluppa ulteriormente l’indagine avviata dalla mostra Te taha o te rangi / The edge of the heavens presentata nel 2024 alla galleria Starkwhite di Auckland. L’opera riflette sulla relazione tra l’essere umano, l’ambiente naturale e le specie aviarie endemiche della Nuova Zelanda. Molte delle quali minacciate dall’intensificarsi della crisi climatica. Attraverso immagini potenti e cariche di empatia, Pardington si propone di offrire al pubblico una visione profondamente radicata nelle culture indigene e nelle storie locali, pur con un forte richiamo universale.




