
Dagli scavi di Campo della Fiera, a Orvieto, riemerge un frammento con il volto di Voltumna, la divinità suprema etrusca
Un’importante testimonianza della civiltà etrusca è tornata alla luce nell’area degli scavi archeologici di Campo della Fiera, nel territorio della città umbra di Orvieto. Gli archeologi impegnati nelle ricerche del Fanum Voltumnae, il leggendario santuario federale della confederazione etrusca, hanno recuperato una testa in terracotta policroma di grandezza naturale, attribuita al dio Voltumna, considerato nel mito la divinità suprema del pantheon etrusco.
La scoperta, annunciata dalla direzione scientifica degli scavi, guidata dall’archeologa Simonetta Stopponi dell’Università di Perugia, rappresenta un tassello straordinario per comprendere l’importanza religiosa e culturale di Orvieto nell’antichità. La scultura, finora il reperto più significativo emerso dagli scavi, presenta un volto incisivo e dal colore originariamente vivace. È stata rinvenuta accanto ai resti di un imponente edificio templare e a un tratto della via sacra che conduceva al cuore del santuario etrusco.
Secondo gli esperti, il ritrovamento conferma le ipotesi che identificano Orvieto con il sito del celebre Fanum Voltumnae, luogo di incontro annuale per i dignitari delle dodici principali città etrusche. Dove si rinnovavano alleanze, si celebravano riti religiosi e si svolgevano giochi sacri. Il nome stesso del dio – spesso raffigurato con attributi mutevoli e talvolta associato a poteri sia terrestri sia ultraterreni – riflette la centralità della sua culto nell’antichità.




