
Come si svolgono le attività all’interno di una casa d’aste? Qual è il “dietro le quinte” che precede una vendita? E soprattutto, chi sono i professionisti che vi lavorano? Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di intervistare gli esperti di dipartimento della casa d’aste Wannenes. Protagonista di questo quinto appuntamento è Riccardo Crippa, esperto del dipartimento Libri e Manoscritti
Laureato in Economia per l’Arte presso l’Università Bocconi e in Strategic Management presso l’Erasmus University di Rotterdam, Riccardo Crippa fin da giovanissimo ha lavorato per importanti realtà in qualità di specialista del settore in Europa e in Italia. Dal gennaio 2023 è responsabile del Dipartimento Libri e Manoscritti di Wannenes.
Quando inizia la sua attività nel mondo delle aste e da Wannenes?
Con la passione per il libro si può dire che ci sia nato, ma professionalmente ho iniziato molto presto: già durante gli anni universitari in Bocconi collaboravo part-time con una casa d’aste milanese. Da lì sono seguite diverse esperienze tra Italia ed estero fino all’approdo in Wannenes, all’inizio del 2023. In questi anni siamo riusciti a ritagliarci una nicchia di eccellenza in un settore competitivo come quello del libro antico, detenendo per tre anni consecutivi, 2023, 2024 e 2025, il record del top lot di settore in Italia: la Map of the British and French Dominions in North America di Mitchell aggiudicata a €137.500, le quattro mappe parietali dei continenti di Blaeu incise da Longhi vendute a €100.000 e, più recentemente, un portolano del XVI secolo aggiudicato a €112.500.
Quali sono le peculiarità del dipartimento da lei curato? Quale visione e quali azioni ha messo in atto per il suo sviluppo?
La peculiarità principale è la straordinaria varietà del materiale trattato, che riflette la vastità dello scibile umano fissato sulla carta nei secoli. Negli ultimi anni abbiamo presentato opere prodotte praticamente in ogni continente, dal Medioevo fino a pubblicazioni contemporanee, spaziando dalle edizioni scientifiche alla grafica pubblicitaria settecentesca. La bibliofilia ha questo fascino unico: consente un contatto diretto, quasi materiale, con uomini e idee di epoche e luoghi diversissimi. La mia visione è stata puntare sul rigore scientifico delle catalogazioni, consolidare una rete internazionale di collezionisti e proporre cataloghi sempre più selettivi e narrativi, capaci di valorizzare i libri non solo come oggetti di mercato ma come testimonianze culturali vive.
Quali sono i risultati d’asta più rilevanti e gli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno?
L’ultimo anno è stato particolarmente significativo sia sul piano commerciale sia su quello culturale. Abbiamo curato la vendita di un importante portolano portoghese del XVI secolo, insieme a due manoscritti persiani e a un rilevante manoscritto miniato indiano, confermando una forte domanda internazionale per materiali di alta qualità. Parallelamente abbiamo seguito la vendita privata di un importante fondo di italianistica, opere dal XV al XVIII secolo, a una prestigiosa istituzione universitaria straniera con sede in Italia, progetto che sarà presto oggetto di un annuncio congiunto. Oltre agli ottimi risultati economici, considero particolarmente significativo il posizionamento raggiunto dal dipartimento in termini di credibilità scientifica, relazioni internazionali e qualità complessiva delle operazioni.
Ci anticipa qualcosa sui progetti futuri e le prossime aste?
Stiamo lavorando a cataloghi sempre più selettivi e alla ricerca di collezioni di alto profilo, con particolare attenzione a manoscritti, cartografia storica e nuclei collezionistici organici. L’obiettivo è attrarre raccolte significative e presentarle con un impianto scientifico solido ma accessibile anche a nuovi collezionisti. È importante evitare la logica del “vendere per vendere”: talvolta è preferibile rinunciare a un’asta o a una collezione non pienamente all’altezza per concentrarsi sulla ricerca, valorizzazione e promozione di materiali che meritino una presentazione adeguata. Parallelamente sto sviluppando iniziative di advisory rivolte a collezionisti privati e professionisti del wealth management, con l’obiettivo di consolidare il libro raro come asset culturale e patrimoniale. Le prossime aste rifletteranno questa linea: meno quantità, più qualità e una crescente internazionalizzazione del pubblico.
A questo link è possibile avere ulteriori informazioni sui servizi di valutazione di Libri e Manoscritti.




