
Attuale vice presidente di Powerhouse Arts, Diya Vij è stata scelta dall’amministrazione del neo-sindaco Zohran Mamdani per ricoprire uno dei ruoli più influenti nel panorama artistico statunitense. Il DCA (Dipartimento per gli Affari Culturali) è infatti il principale finanziatore municipale delle arti negli USA, con un budget che nell’ultimo anno fiscale ha raggiunto i 245 milioni di dollari a sostegno di oltre 800 organizzazioni culturali
Vij, 40 anni, è la prima persona di origini sudasiatiche a ottenere questo incarico. La sua nomina arriva in un momento turbolento per il settore: tagli ai finanziamenti federali, chiusura di gallerie e la pressione dell’amministrazione Trump contro le iniziative DEI (Diversità, Equità e Inclusione) stanno ridefinendo il panorama culturale.
“Sotto la guida di Diya, lotteremo per mantenere New York una città dove gli artisti possano permettersi di vivere e creare“, ha dichiarato il neo sindatco Zohran Mamdani in una nota
La carriera di Vij vanta esperienze di rilievo: prima a Powerhouse, è stata curatrice a Creative Time, dove ha lanciato il progetto CTHQ e la rassegna Creative Time Summit, e in precedenza aveva lavorato al Queens Museum e all’High Line. Dal 2014 al 2019 ha già maturato quattro anni di esperienza proprio all’interno del DCA, come digital communications manager, contribuendo a lanciare il programma “Public Artists in Residence”.
Il suo approccio all’arte è sempre stato politicamente impegnato. Tra i progetti seguiti, “The World’s UnFair” (2023) a Long Island City, un’installazione del collettivo indigeno New Red Order che chiedeva la restituzione delle terre ai nativi americani.
“Non vedo l’ora di applicare la mia visione politica per rafforzare i sistemi che rendono possibili attività culturali aperte e talvolta radicali“, ha commentato la curatrice.





