09 Ottobre 2026 13:42

Alexandre Estrela: “RedSkyFalls” per il Portogallo

Alexandre Estrela
Il Portogallo alla Biennale di Venezia torna al Fondaco Marcello e con Alexandre Estrela trasformerà l’ambiente in un vero e proprio sistema per “nuovi esseri digitali”

Sarà l’artista Alexandre Estrela a rappresentare il Portogallo alla prossima Biennale di Venezia, presentando una nuova installazione che espande la logica di un’omonima opera del 2019, trasformandola in un vero e proprio sistema operativo in grado di integrare nuovi esseri digitali, condividendo con “In Minor Keys”, l’attenzione per i registri più silenziosi e sotterranei dell’esperienza.

Si legge nel comunicato che accompagna il Padiglione: “Quando il cielo rosso cade, i paradigmi si spostano. Tra provvidenza divina, scienza come credo, dati come oracolo e nuovi miti oscurantisti, i sismografi registrano movimenti laterali mentre l’umanità incide linee di frattura ambientali e sociali nella crosta terrestre. Le manifestazioni tettoniche aprono fessure non solo nel suolo, ma anche nel pensiero. “RedSkyFalls” propone un altro modo di leggere – e rispondere – a queste rotture, fondato sull’osservazione di un ecosistema artificiale che reagisce in tempo reale a eventi vicini e lontani di scala geofisica“.

Ma cosa, realmente, accadrà al Fondaco Marcello, nuova (e antica) sede del Paese a Venezia, dopo gli anni passati al piano nobile di Palazzo Franchetti, all’Accademia? Al centro del sistema pensato da Estrela, una colonia di piccoli organismi luminosi, annidati nei solchi di lastre di alluminio, abita il paesaggio di uno screensaver computerizzato. Queste unità sensoriali preveggenti, chiamate Repliche, si avvicinano al concetto di disturbo attraverso un’intuizione animale, forse digitale, certamente arcaica. Come i pesci gatto in Giappone che sussultano prima di un terremoto, le Repliche reagiscono a segni infrasuoni sotterranei e a vibrazioni di soglia con tale sincronicità da far collassare, in uno scivolamento percettivo, causa ed effetto.

Costruite da un mix calibrato di parti animali tratte da un oscuro calderone digitale, ogni Replica mutua il suo impulso vitale dal battito cardiaco nella zampa di una mosca, dall’onda della coda di una larva di pesce o dal fremito del baffo di un topo. Un patchwork di movimento animale digitale incide il metallo in un fossile lineare. Lungo questo percorso, la luce genera figure che compiono incessantemente il loro destino olografico e vuoto. RedSkyFalls propone un modello artistico per una scienza dei particolari. L’attenzione si sposta dalle grandi narrazioni all’osservazione di un quieto gioco della vita, giocato da esseri – naturali e artificiali – che sopravvivono in condizioni estreme grazie alle leggi dell’interdipendenza e della cooperazione, connettendosi a una rete di mostre che ospiteranno repliche delle Repliche, seguendo lo stesso principio di reazione sismica. Venezia, così, sarà connessa a Città del Messico, Lisbona, San Francisco, Lima e Los Angeles, dove eventi tettonici e risposte dell’opera si sincronizzeranno in uno stato di latenza.

Decisamente poco raccontabile, quel che si promette è che osservando i movimenti più profondi della terra, il Padiglione ci restituirà una nuova consapevolezza del nostro stare al mondo, tra natura e tecnologia, tra catastrofe e possibilità di resilienza.