05 Ottobre 2026 12:59

Destino: Dr. Fourquet, la nuova “calle” del contemporaneo di Madrid

Julio Blancas, Lo que sucede mientras vives, da Galeria Artizar
C’erano una volta le gallerie…e adesso ci tornano! Una passeggiata tra gli spazi e le mostre di Calle Dr. Fourquet, il nuovo “place to be” dell’arte madrilena

A pochi passi dal Museo Reina Sofia e dal centro culturale La Casa Encendida, prima di imboccare Calle de Argumosa – che porta dritti al multietnico bairro di Lavapiés, si incrocia la Calle Dr. Fourquet, che fu sede della storica galleria Helga de Alvear e che da qualche anno ospita anche la sede madrilena della galleria messicana Hilario Galguera.
Ma che cosa é successo, nella calle Dr. Fourquet, da qualche mese a questa parte? Un movimento spontaneo ha trascinato nella via un gruppo di giovani o più consolidate gallerie, creando un vero e proprio sciame d’arte contemporanea.
Partiamo da The Goma, che espone le ricerche scultoree e oggettuali dell’artista portoghese Ana Santos (1982): forme antropomorfe o meccaniche, certamente richiamanti alla produzione industriale sono presentate asetticamente nello spazio.
Più caldo, invece, il lavoro pittorico e dettagliatissimo dell’artista canario Julio Blancas (1967), esposto dalla galleria di Tenerife Artizar, che ha scelto di aprire questo avamposto nella capitale spagnola e che ci racconta, in prima persona, di quanto non vi sia stato assolutamente nulla di premeditato nelle intenzioni dei galleristi e che questo piccolo esodo è iniziato soltanto lo scorso settembre.

Julio Blancas, Lo que sucede mientras vives, da Galeria Artizar

Area sottoposta a tutela ambientale, le gallerie hanno infatti tutte dimensioni più “domestiche” (in fatto di metri quadrati) che da “magazzino” e sono tutte con affaccio su strada, ricavate in quelli che erano spazi commerciali e nei loro seminterrati.
A pochi metri dalle “vivenze come rifugio”, negli “sguardi di concentrazione” e nella riflessione sul tempo di Blancas (da non perdere, se siete in zona), ci sono anche le altre: Galéria Silvestre, MPA Room, T20, Xavier Fiol, 1Mira Madrid, Mainsterra Valbuena, F2 Galeria, Juan Sílio con la personale “Love That Bird” di Carlos Irijalba – una perfetta connessione tra scultura e pittura scultorica – e la stessa Hilario Galguera con “Deus Ex Machina” dell’artista messicano Javier Marín, mischiando sculture, pitture-tappeti e impressioni su carta e digitali che raccontano un po’ della traiettoria di uno dei più importanti nomi del contemporaneo del Centro America.

Javier Marín, Tejido VIII (Pintura III), 2025 da Hilario Galguera

Dulcis in fundo, da Espacio Mínimo, la curiosa ricerca di Martí Cormand (1970) nella personale “Fuera de Lugar”: e infatti sono piccole tele, fuori-scala, fuori posto, spiazzamenti, “ombre” di oggetti, schiacciature, impressioni, “migrazioni” sottili dallo spazio abitato a quello abbandonato, dall’uso al consumato…
Un “recorrido” non indifferente alla vigilia di ARCO Madrid, che ha portato su questo lato della città buona parte dell’attenzione. Vedremo, futuramente, se la Calle Dr. Fourquet si consoliderà come ritrovato distretto e “destino” dell’arte della Capitale di Spagna.

Martí Cormand da Espácio Mínimo