05 Ottobre 2026 00:10

Focus on Wannenes. Intervista ad Antonio Gesino e Margherita Calabrò, esperti del dipartimento Dipinti Antichi

Antonio Gesino e Margherita Calabrò, esperti del dipartimento Dipinti Antichi di Wannenes
Antonio Gesino e Margherita Calabrò, esperti del dipartimento Dipinti Antichi di Wannenes
Come si svolgono le attività all’interno di una casa d’aste? Qual è il “dietro le quinte” che precede una vendita? E soprattutto, chi sono i professionisti che vi lavorano? Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di intervistare gli esperti di dipartimento della casa d’aste Wannenes. Protagonisti di questo sesto appuntamento sono Antonio Gesino e Margherita Calabrò, esperti del dipartimento Dipinti Antichi

Laureato in Storia dell’Arte presso la facoltà di Lettere Moderne dell’Università degli Studi di Genova, Antonio Gesino è storico dell’arte e consulente di istituzioni e fondazioni private. Dirige il dipartimento Dipinti Antichi di Wannenes dal 2008.

Laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico e Culturale presso l’Università Roma Tre, con Erasmus presso l’Università La Sorbonné Universitè di Parigi, Margherita Calabrò arricchisce la sua formazione con importanti gallerie italiane ed internazionali. Dal 2021 è Junior Expert del dipartimento Dipinti Antichi.

Quando inizia la vostra attività nel mondo delle aste e da Wannenes?

Antonio Gesino: Iniziai la collaborazione con Guido Wannenes nel 2008, e già nel novembre di quell’anno organizzammo un’asta che includeva un capitolo dedicato ai Dipinti Antichi. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2009, si tenne la prima vendita interamente dedicata al settore. È stato l’avvio di un progetto costruito nel tempo con coerenza e visione.

Margherita Calabrò: Entrai in Wannenes nel 2018, dopo significative esperienze in primarie gallerie italiane e internazionali e dal 2021 sono parte integrante del Dipartimento di Dipinti Antichi.

Quali sono le peculiarità del dipartimento da voi curato? Quale visione e quali azioni avete messo in atto per il suo sviluppo?

La cifra distintiva del nostro dipartimento risiede in un approccio fondato sulla connoisseurship, intesa non come esercizio formale ma come metodo rigoroso e quotidiano. Ogni opera viene analizzata attraverso uno studio approfondito delle fonti, delle provenienze, della bibliografia e delle vicende conservative. Metodo applicato a ogni opera, anche a quelle considerate “minori”. Ogni dipinto ha una sua storia da ricostruire, un passato meritevole da raccontare e una qualità da riconoscere. È una forma di rispetto verso l’opera e verso chi decide di affidarci il proprio patrimonio. La nostra azione si fonda dunque su studio, ricerca e valorizzazione critica. L’attribuzione, lo stato di conservazione, i passaggi collezionistici e il dibattito storiografico sono rappresentativi di un metodo che ha le sue radici nell’esercizio della connoisseurship e che trova un suo successivo sviluppo nella storia dell’arte. Non sono quindi solo semplici elementi accessori, ma strumenti concreti di crescita del valore culturale e, conseguentemente, di quello economico.

Quali sono i risultati d’asta più rilevanti e gli obiettivi raggiunti negli ultimi anni?

La storia del dipartimento Dipinti Antichi di Wannenes è ricca di risultati di rilievo e spesso di veri e propri record price: dalla grande pala di Lodovico Brea venduta a 1.200.000 euro fino ai dipinti caravaggeschi protagonisti di importanti risultati nel 2025. In questi anni abbiamo avuto il privilegio di poter valorizzare opere di grandi maestri quali Jusepe de Ribera (San Girolamo, aggiudicato a 300.100 euro), Neri di Bicci (Tobia e San Raffaele Arcangelo, aggiudicato a 806.000 euro), Gaetano Gandolfi (Il sacrificio di Ifigenia, aggiudicato a 295.000 euro), Luca Giordano (La vocazione dei Santi Pietro e Andrea, aggiudicato a 272.600 euro) e molti altri.

Ma l’attenzione del dipartimento è la stessa anche per opere di artisti meno noti. Un esempio emblematico è rappresentato dai due modelletti di Mauro Picenardi. Il lavoro di ricerca ha permesso di correggere l’antica attribuzione a Sebastiano Ricci formulata nel 1934 dal Fiocco che, pur errata, era un chiaro indizio della riconosciuta qualità delle tele, permettendo di ricostruire il corretto contesto storico e di individuare le relative “opere finite”, una delle quali conservata al Museo Civico di Crema. Quello che emerge con forza – sia che si tratti di grandi maestri sia che si tratti di opere ancora da scoprire – è il valore del metodo: lo studio approfondito, il confronto stilistico e la contestualizzazione storica non sono passaggi accessori, ma strumenti concreti che permettono di riportare alla luce opere di alto profilo e di consolidarne il riconoscimento nel panorama collezionistico internazionale, con risultati economici eccezionali.

Tavola di Michele Giambono. Wannenes
Tavola di Michele Giambono. Wannenes

Ci anticipate qualcosa sui progetti futuri e le prossime aste?

I progetti futuri si riassumono nel lavoro di cui parliamo all’inizio e nella ricerca delle opere destinate alle prossime aste, che offrono sempre più occasioni di studio, di approfondimento e di scoperta, punti cardinali del nostro mestiere.
In questa direzione possiamo anticipare la presenza nella nostra prossima vendita di maggio di una significativa tavola, da noi recentemente ritrovata, di Michele Giambono, figura di primo piano della pittura veneziana del Quattrocento. L’opera, ritenuta anonima dagli attuali proprietari, si è rivelata, dopo un’attenta indagine bibliografica, parte di un polittico la cui ricostruzione filologica era stata delineata nel 1947 da Evelyn Sandberg-Vavalàe risultava dispersa da allora. Ancora più affascinante è la sua vicenda attributiva: in passato assegnata a Cimabue e poi riconsiderata dagli studiosi del Novecento, tra cui Testi, Fiocco e Berenson. È proprio questo il senso del nostro lavoro: lo studio non è un esercizio accademico fine a sé stesso, ma lo strumento che permette di restituire identità alle opere e di costruire valore nel tempo. Perché nel nostro settore, la ricerca è sempre il miglior investimento.

A questo link è possibile avere ulteriori informazioni sui servizi di valutazione di Dipinti Antichi.