09 Ottobre 2026 13:01

Addio Pedro Friedeberg, surrealista messicano fuggito dal fascismo italiano

La Hand-Chair disegnata da Pedro Friedeberg
Artista legato al surrealismo messicano e noto per i suoi design assurdi, come l’iconica “Hand-Chair”, Pedro Friedeberg è morto giovedì a San Miguel de Allende all’età di 90 anni

Nato a Firenze nel 1936 da genitori ebrei, la sua famiglia fuggì in Messico nel 1940 a causa del regime fascista. Questo shock culturale influenzò il suo gusto per l’assurdo: “Sono nato in Italia con Mussolini, che faceva arrivare i treni in orario. Poi mi sono trasferito in Messico, dove non sono mai in orario, ma quando partono, passano accanto alle piramidi“, raccontava Friedberg. La sua opera spaziava tra dipinti onirici e oggetti di design ispirati a parti del corpo e animali. Sebbene spesso etichettato come surrealista, lui rifiutava questa associazione, definendo “artista” una “parola orribile”. Diceva che, in un’altra vita, sarebbe diventato “un sensitivo o un gigolò”.

È ricordato soprattutto per la Hand-Chair, una sedia a forma di mano gigante disegnata nei primi anni ’60. L’idea nacque per scherzo: incaricò un falegname di scolpire una mano e l’oggetto divenne presto popolare in Messico. Oltre ai suoi celebri oggetti di design, Friedeberg realizzò anche dipinti caratterizzati da uccelli e spazi architettonici labirintici con motivi a zigzag. Studiò architettura a Città del Messico e lavorò con l’artista sperimentale Mathias Goeritz, anche lui esule europeo. Grazie a lui, conobbe surrealisti come Leonora Carrington e Alice Rahon. Friedeberg aveva continuato a lavorare intensamente fino a tarda età, affermando: “Non mi rilasso mai. La mia arte è la mia terapia, la mia medicina.“

Pedro Friedeberg