29 Settembre 2026 08:24

Tra progresso tecnologico e fantascienza. Sarah Ciracì a Milano

Street view della video-installazione di Sarah Ciracì, courtesy Sconfina
Street view della video-installazione di Sarah Ciracì, courtesy Sconfina
System failure è la nuova opera che l’artista Sarah Ciracì ha realizzato per Sconfina, un progetto nato dal dialogo tra Rossana Ciocca ed Helga Franza

System failure è la nuova opera che l’artista Sarah Ciracì ha realizzato per Sconfina, un progetto nato dal dialogo tra Rossana Ciocca ed Helga Franza, con il supporto di Fondazione Arthur Cravan. Una video-installazione, un grande trittico e una stampa lenticolare dialogano con lo spazio urbano in via Aleardi, nel quartiere Sarpi, attraverso una vetrina che 24 ore su 24 si offre agli occhi di passanti e curiosi.

L’artista è nata a Grottaglie (Puglia) nel 1972, lo stesso anno in cui l’uomo per l’ultima volta ha messo piede sulla luna; curiosa coincidenza considerato che proprio il satellite terrestre è uno dei protagonisti della video-installazione dell’artista. L’allunaggio come simbolo di progresso tecnologico.

Sin dagli esordi della sua produzione, Ciracì indaga il rapporto tra uomo e progresso scientifico, riflettendo sulle possibili implicazioni culturali e sociali della tecnologia e immaginando l’impatto di quest’ultima sull’essere umano e, quindi, sulla società. Il terzo elemento che dialoga in continuità con evoluzione tecnologica e genere umano è la natura: desertica e sterile, come in Not Even Background Noises, 1995, o florida e rigogliosa, come nell’opera Like Waves and its Ocean, 2017.

Con un processo di elaborazione digitale, l’artista restituisce immagini di paesaggi naturali sotto forma di fotografie, video e installazioni. Nelle sue opere, lavorando per sottrazione di riferimenti spazio-temporali e per aggiunta di icone tratte da cultura pop, letteratura fantascientifica e cinematografia sci-fi, Ciracì provoca un senso di spaesamento, lo stesso generato dalla sfrenata accelerazione scientifica e dal progresso tecnologico.

Sintesi stilistica

Droni, ufo, astronavi, umanoidi e altre icone della cultura pop, tratte da letteratura fantascientifica e cinematografia sci-fi, sono presenze ricorrenti nelle opere di Ciracì, che attinge al sapere scientifico – in particolare alla fisica quantistica – ponendolo in dialogo con saperi più antichi come il Laṅkāvatāra Sūtra, testo fondamentale nel Canone cinese e tibetano. Muovendosi nell’intersezione tra metodologia scientifica occidentale e filosofia buddista, l’artista raggiunge una sintesi stilistica, stimolando una lettura critica del presente.

 

 

L’uso della tecnologia e il ruolo di controllo che i dispositivi creati dall’uomo esercitano, è il tema indagato anche nel video realizzato per Sconfina. A partire da riprese satellitari ed elaborazioni digitali, in System failure le immagini del primo allunaggio lasciano spazio alla desolazione di una città rasa al suolo dai bombardamenti, Gaza; poi di nuovo il paesaggio lunare e il deserto di macerie. Immagini della terra e del suo satellite proiettate in loop, a creare un cortocircuito visivo tra spazio extraterrestre e spazio urbano. L’impronta lasciata dal primo uomo sulla luna, simbolo del progresso scientifico, e quella della guerra che non risparmia nessuno.

Un guasto nel sistema, un system failure, appunto, che provoca un senso di smarrimento e mette in luce il fallimento vero e proprio di una società che corre verso il progresso tecnologico, annullando ogni dimensione etica e morale. L’opera Yoke è ispirata alla serie Aerei di Alighiero Boetti, dove sulla carta “con un fondo più blu del presepio” – come affermò l’artista – volteggia una flotta di aeroplani minuziosamente disegnati a creare una composizione dinamica.

Relazioni di potere

In Yoke (Giogo), Sarah Ciracì sostituisce agli aerei un microcosmo di satelliti artificiali: stesso ritmo visivo e vivacità narrativa del turbinio di Aerei rappresentati con un approccio ludico, che qui, a differenza di quello adottato da Boetti, nasconde un risvolto amaro. Non più aeroplani che svolazzano, simbolo di libertà, ma strumenti di controllo che si stagliano nel cielo stabilendo una nuova forma di potere economico, il capitalismo della sorveglianza descritto dalla sociologa e saggista statunitense Shoshana Zuboff.

 

Sarah Ciracì, Yoke, 2022, bic pen on paper laid down on canvas, three panels, 145 x 291 cm.
Sarah Ciracì, Yoke, 2022, bic pen on paper laid down on canvas, three panels, 145 x 291 cm.

Dal giógo al soggiogare, il passo è breve. Le tracce digitali lasciate, più o meno consapevolmente, ogni volta che si usa uno smartphone, un’app, un computer o un qualsiasi altro dispositivo, si imprimono nella memoria sconfinata di database; un monitoraggio strisciante e continuo che ridefinisce le relazioni di potere all’interno della società. System failure di Sarah Ciracì lascia una riflessione aperta: progresso tecnologico come possibilità generativa o irrimediabilmente distruttiva?

Come di consueto, Sconfina propone due pratiche di incontro con l’artista, occasioni di dialogo, scambio e approfondimento intorno al suo lavoro e alla realtà in cui vive e opera. Il 26 marzo alle 18.30 si terrà un incontro gratuito e aperto a tutti, con Maurizio Guerri dal titolo Guardare le guerre e (non) vederle, in dialogo con Sarah Ciracì.