09 Ottobre 2026 12:07

Alessandria sul Tigri: confermata l’antica, e scomparsa, città di Alessandro Magno

Alessandria sul Tigri
Un team internazionale di ricercatori ha confermato l’ubicazione dell’antica metropoli fondata da Alessandro Magno e scomparsa per secoli in Iraq

Un team internazionale di ricercatori ha confermato la riscoperta della città perduta di Alessandria sul Tigri, in Iraq. Fondata da Alessandro Magno (356-323 a.C.), la città fu per secoli un vitale centro commerciale, fino al suo progressivo abbandono nel III secolo d.C.

La notizia del ritrovamento è stata diffusa a gennaio dall’Università di Costanza, in Germania. A guidare il progetto archeologico di documentazione del sito è il professor Stefan Hauser, titolare della cattedra di Archeologia del Mediterraneo e del Vicino Oriente.

Alessandria sul Tigri, in seguito rinominata Charax Spasinou, fu una delle numerose città fondate dal condottiero macedone. La più celebre rimane Alessandria d’Egitto, oggi la seconda metropoli del paese. A differenza della sua omonima egiziana, però, Alessandria sul Tigri era stata inghiottita dal tempo. Intorno al III secolo d.C., il corso del Tigri, che la collegava ai traffici marittimi, si spostò verso ovest, portando al progressivo abbandono dell’insediamento.

A metà del XX secolo, il ricercatore John Hansman, analizzando fotografie aeree, aveva ipotizzato per primo un collegamento tra alcune strutture residue nell’area nota come Jebel Khayyaber e la descrizione di Alessandria sul Tigri fornita nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio. Tuttavia, decenni di guerre e instabilità politica, inclusa la guerra Iran-Iraq negli anni ’80, resero impossibili ulteriori ricerche.

Bisogna attendere il 2014 per vedere un team di ricercatori britannici ottenere, sotto stretta sorveglianza e a bordo di veicoli blindati, l’accesso per esaminare il sito. Dal 2016, il professor Hauser si è unito al gruppo, dando vita formalmente al Charax Spasinou Project.

Le condizioni di lavoro sono rimaste pericolose e complesse. Fino a poco tempo fa, il team ha condotto solo ricerche non invasive, come rilievi di superficie e fotografie con droni. È stata proprio la fotografia aerea a rivelare per prima i contorni di una metropoli pianificata e di vaste dimensioni. A questa è seguita un’analisi magnetometrica che ha permesso di identificare quattro grandi settori della città: un’ampia area residenziale, un porto fluviale con laboratori, un palazzo monumentale e, nella periferia, un sistema di irrigazione destinato all’agricoltura.

“A quel punto abbiamo capito che ciò che avevamo davanti era l’equivalente di Alessandria sul Nilo“, ha dichiarato il professor Hauser. Il team prevede ora future campagne di scavo per riportare alla luce i resti della città perduta di Alessandro.