
Paris Internationale, la fiera indipendente nata a Parigi nel 2015, si prepara a varcare i confini francesi per la prima volta. Dal 18 al 21 aprile 2026, gli spazi di Palazzo Galbani in via Fabio Filzi a Milano ospiteranno la prima edizione di Paris Internationale Milano, organizzata in concomitanza con la Milano Art Week e i primi giorni della Milano Design Week
L’iniziativa riunisce una selezione di 34 gallerie internazionali, scelte per la coerenza e l’ambizione dei rispettivi programmi. L’identità curatoriale della fiera punta a creare una piattaforma indipendente capace di mettere in dialogo pratiche artistiche emergenti e ricerche consolidate, favorendo l’incontro tra generazioni, geografie e sensibilità diverse della scena contemporanea.
Accanto a realtà già da tempo parte della comunità di Paris Internationale – tra cui Ciaccia Levi (Parigi/Milano), Crèvecœur (Parigi), Deborah Schamoni (Monaco), Gregor Staiger (Zurigo/Milano), Stereo (Varsavia) e Veda (Milano) – figurano gallerie che partecipano alla manifestazione per la prima volta, come Emanuela Campoli (Parigi/Milano), Jocelyn Wolff (Parigi), Kaufmann Repetto (Milano/New York), Luisa Delle Piane (Milano) e Sylvia Kouvali (Londra/Pireo).
Fedele al proprio approccio curatoriale, Paris Internationale privilegia presentazioni ambiziose, spesso dedicate a uno o due artisti e concepite come veri e propri progetti espositivi. Un formato che incoraggia uno sguardo più lento e attento, consentendo alle gallerie di articolare proposte coerenti in cui le opere entrano in relazione tra loro e con lo spazio. Tra i progetti monografici e i dialoghi a due spiccano Leonora Carrington con Galerie 1900–2000 (Parigi), Prinz Gholam con Jocelyn Wolff (Parigi), Caroline Bachmann e Walter Pfeiffer con Gregor Staiger (Zurigo/Milano) e Lou Masduraud con Mezzanin (Ginevra). Emanuela Campoli (Parigi/Milano) presenta inoltre un’opera di grande formato di Nick Mauss in dialogo con Benni Bosetto, a conferma dell’attenzione della fiera per progetti di respiro museale.

Il panorama degli artisti presentati riflette la varietà di ricerche e generazioni che attraversano la scena internazionale. Crèvecœur (Parigi) mette in primo piano Martine Bedin, architetta e designer tra i fondatori del gruppo Memphis, mentre Deborah Schamoni (Monaco) presenta Maria VMier e Nicole Wermers. Ibuki Inoue è proposto da Ciaccia Levi (Parigi/Milano) e Tomasz Kręcicki da Stereo (Varsavia). Il percorso include un dialogo tra Gaetano Pesce e Giovanni De Francesco da Luisa Delle Piane (Milano) e la presentazione di Renato Spagnoli, proposta congiuntamente da Laveronica (Modica) e Gian Marco Casini (Livorno). Si segnalano inoltre Alek O. e Santo Tolone con Martina Simeti (Milano), David Medalla con Mountains (Berlino) e un dialogo tra l’artista storica Anna Zemánková e Samuel Haitz, presentato da Sophie Tappeiner (Vienna) e Triangolo (Cremona).
A impreziosire il percorso espositivo, gli Special Projects costellano i vari piani di Palazzo Galbani come interventi site-responsive pensati per dialogare con lo spazio. Tra questi, i progetti di Anthea Hamilton presentato da Kaufmann Repetto (Milano/New York), Ambra Castagnetti da Francesca Minini (Milano), Anna Franceschini da Vistamare (Milano/Pescara), Lee Scratch Perry da suns.works (Zurigo) e Robert Mapplethorpe da Franco Noero (Torino). Keteleer (Anversa) e Lia Rumma (Milano/Napoli) propongono un progetto congiunto di Luca Monterastelli, mentre Ordet (Milano) dedica uno spazio a Cosima von Bonin.
La sede prescelta, Palazzo Galbani, è un edificio modernista progettato tra il 1956 e il 1959 dai fratelli Eugenio ed Ermenegildo Soncini, con ingegneria strutturale di Pier Luigi Nervi, oggi oggetto di un intervento di recupero conservativo curato dallo studio milanese Park. L’allestimento della fiera è sviluppato in collaborazione con lo studio svizzero Christ & Gantenbein, che dal 2022 accompagna Paris Internationale nella definizione della sua identità spaziale, insieme ai designer milanesi NM3, autori di un sistema modulare di pareti autoportanti pensato per essere riutilizzato nelle future edizioni. Banca Ifis è Associate Partner dell’iniziativa con il brand Ifis art, nato nel 2024 per volontà del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio. Come di consueto, Paris Internationale sarà affiancata da un ricco public program con talk, panel, workshop e le Daily Derives, un percorso di visite guidate condotte da ospiti d’eccezione, confermando il ruolo della fiera come piattaforma di incontro e confronto sull’arte contemporanea.





