
Come si svolgono le attività all’interno di una casa d’aste? Qual è il “dietro le quinte” che precede una vendita? E soprattutto, chi sono i professionisti che vi lavorano? Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di intervistare gli esperti di dipartimento della casa d’aste Wannenes. Protagonisti di questo ottavo appuntamento sono Luca Melegati e Francesco Marchiaro, esperti del dipartimento Ceramiche e Vetri
Direttore della sede milanese di e responsabile del dipartimento Cramiche e Vetri della casa d’aste dal 2008, Luca Melegati è stato consulente ed esperto di ceramiche ed arti decorative per le maggiori case d’asta in Italia, in ultimo per Sotheby’s Italia dal 2000 al 2008: da trent’anni è attivo nel mondo dell’arte come docente, curatore di mostre tematiche, scrittore di saggi e giornalista. Ha al suo attivo la gestione di alcune delle più interessanti collezioni private di maioliche e porcellane passate in asta negli ultimi anni, come la collezione Pezzi o quella di Guido Tissi, oltre alla vendita di insiemi iconici come il grande servizio Minghetti realizzato per il duca di Montpensier.
Laureato in Beni Culturali all’Università degli Studi di Torino e in Storia dell’Arte alla Cattolica di Milano, con una tesi sull’ebanista lombardo Giuseppe Maggiolini, Francesco Marchiaro ha iniziato la sua attività nel mondo dell’arte collaborando alla stesura del catalogo della mostra dedicata a “Le Porcellane dei duchi di Parma”, tenutasi nella reggia di Colorno nel 2021. Da marzo 2022 ricopre il ruolo di Junior Specialist nel dipartimento di Ceramiche e Vetri di Wannenes Case d’Aste.
Quando inizia la vostra attività nel mondo delle aste e da Wannenes?
Luca Melegati: Ho iniziato la mia carriera di esperto di casa d’aste alla fine degli anni Ottanta a Milano, lavorando per aziende italiane e poi con Sotheby’s Italia, affiancando a questa attività nel mercato quella di consulente per istituzioni pubbliche, storico dell’arte e di pubblicista. Nel 2008 sono diventato responsabile del dipartimento Ceramiche e Vetri di Wannenes, oltre che di direttore della sede milanese della società.
Francesco Marchiaro: Dopo una laurea in storia dell’arte, entrato in Wannenes come stagista, ho iniziato la mia attività collaborando alla stesura del catalogo della mostra dedicata a “Le Porcellane dei duchi di Parma”, tenutasi nella reggia di Colorno nel 2021. Da quel momento ho cominciato a occuparmi in modo continuativo delle ceramiche europee e delle sue implicazioni sul mercato e a marzo 2022 sono diventato Junior del dipartimento Ceramiche e Vetri.
Quali sono le peculiarità del dipartimento da voi curato? Quale visione e quali azioni avete messo in atto per il suo sviluppo?
Il collezionismo di ceramiche, maioliche e porcellane (e vetri antichi) è per definizione un settore del mercato molto specialistico e colto, dove la clientela si caratterizza per una notevole conoscenza storica artistica unita a una grande attenzione alle qualità estetiche delle opere: ecco perché il dipartimento da una parte opera per selezionare i lotti destinati alla vendita sulla base del livello esecutivo, e dall’altra pone molta attenzione alla loro rilevanza come testimonianza del gusto.
Quali sono i risultati d’asta più rilevanti e gli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno?
Nel corso degli anni il dipartimento ha raggiunto molti risultati importanti, tra i più significativi per la maiolica ricordiamo i due albarelli a decoro di animali e figure allegoriche aggiudicati a 442.800 euro e considerati come i capolavori di Domenico da Venezia; il bellissimo piatto di Francesco Xanto Avelli, databile al 1526, aggiudicato a 210.800 euro ed ancora il piatto realizzato dal Pittore del bacile di Apollo, lustrato a Gubbio nella bottega di Mastro Giorgio Andreoli nel 1531, venduto a 125.100 euro.
Per quel che riguarda la porcellana possiamo invece citare la rara coppia di vasi di Ginori del 1745, con scene a rilievo raffiguranti il Trionfo di Bacco e Arianna e del Sileno Ebbro, venduti a 77.700 euro, la teiera in porcellana di Meissen con decoro di grottesche di battaglie aggiudicata a 43.850 euro e il busto in biscuit della manifattura Reale di Napoli, realizzato nel 1781 e rappresentante il principe di Camporeale, venduto a 44.000 euro.
All’attività primaria relativa alle vendite all’incanto si affianca poi quella di art advisory per musei, istituzioni e grandi collezioni pubbliche e private che si sostanzia nella gestione e vendita a trattativa privata di capolavori della ceramica come il gruppo in biscuit di Giacomo Boselli rappresentante l’Allegoria della città di Genova vittoriosa sugli infedeli, del 1787 circa, che abbiamo recentemente venduto allo Stato Italiano per le collezioni della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Una ulteriore conferma della capacità del dipartimento di valorizzare opere di straordinaria rilevanza storica e artistica, proiettando la sua attività verso nuove e significative prospettive.
Ci anticipate qualcosa sui progetti futuri e le prossime aste?
La nostra prossima vendita, prevista nella seconda metà di maggio, vedrà all’incanto lotti di maiolica rinascimentale e settecentesca, porcellana e un selezionato nucleo di vetri, come è prassi nella politica del dipartimento. In particolare verrà esitata una rara guarnitura da camino di “vasi all’olandese” realizzata a Sèvres intorno al 1760: si tratta di uno dei pochissimi insiemi di questo tipo sopravvissuti.
A questo link è possibile avere ulteriori informazioni sui servizi di valutazione di Ceramiche e Vetri.




