29 Settembre 2026 07:00

MIA Photo Fair. Il Circuito Off e la fotografia come pratica diffusa

MIA Photo Fair BNP Paribas. Ph. Zima Studio
MIA Photo Fair BNP Paribas. Ph. Zima Studio
Il Circuito Off della fiera dedicata alla fotografia si espande nella città, attraversata da immagini, incontri e possibilità di dialogo

Negli spazi di Superstudio Più a Milano MIA Photo Fair BNP Paribas presenta fino al 22 marzo la quindicesima edizione. La fiera italiana dedicata alla fotografia è organizzata da Fiere di Parma con il patrocinio del Comune di Milano e diretta da Francesca Malgara.

Durante MIA Photo Fair Milano, la fotografia non resta confinata agli spazi espositivi prestabiliti, ma si espande nella città, trasformandola in un territorio attraversato da immagini, incontri e possibilità di dialogo. Se il fulcro della fiera rimane Superstudio Più, è nel Circuito Off che emerge una tensione contemporanea: quella di superare i limiti fisici e simbolici della fiera.

Il circuito si configura come un’estensione della manifestazione, con l’intento di attivare una rete di mostre ed eventi correlati, in tutta la città. Il Circuito Off non si limita a coinvolgere la tradizionale area di Zona Tortona, ma amplia il proprio raggio d’azione includendo quartieri come Porta Volta, Porta Garibaldi, Porta Romana, De Amicis e Porta Ticinese. Questa espansione geografica non è soltanto un dato logistico, ma una scelta culturale precisa: portare la fotografia a dialogare con il tessuto urbano e con un pubblico più ampio, rispetto a quello degli “addetti ai lavori”.

 

Aneta Grzeszykowska, Self-Portrait with Untitled (Skin Doll), 2016, Stampa a pigmenti su carta cotone Courtesy Collezione Ettore Molinario, Milano © Aneta Grzeszykowska
Aneta Grzeszykowska, Self-Portrait with Untitled (Skin Doll), 2016, Stampa a pigmenti su carta cotone Courtesy Collezione Ettore Molinario, Milano © Aneta Grzeszykowska
Spazi eterogenei

Così l’arte si sottrae alla dimensione esclusiva della fiera per inserirsi in spazi eterogenei – gallerie indipendenti, studi, luoghi ibridi – dando vita a un ecosistema espositivo aperto e dinamico. Il Circuito Off diventa un dispositivo capace di attivare relazioni e stimolare un dialogo, favorendo una fruizione più libera e accessibile a tutti. La fotografia esce dai confini istituzionali ed entra nella quotidianità urbana, offrendosi come strumento di confronto e partecipazione.

A rafforzare questa dimensione dialogica contribuisce il programma di talk e workshop, che amplia la portata culturale di MIA Photo Fair. Le iniziative, circa dodici appuntamenti tra incontri e laboratori, affrontano temi centrali nel dibattito contemporaneo sulla fotografia, offrendo occasioni di apprendimento e confronto diretto, creando spazi partecipativi in cui il pubblico può entrare in relazione con artisti e professionisti.

Queste iniziative contribuiscono a costruire un ambiente aperto di discussione, in cui la fotografia non è soltanto oggetto di esposizione, opera davanti alla quale soffermarsi, a volte guardandola con perplessità, ma diventa pratica viva e condivisa. Il Circuito Off, insieme al programma di talk e workshop, attiva così un tessuto culturale diffuso, capace di mettere in relazione esperienze diverse e di stimolare nuove forme di collaborazione.

 

Fabian Albertini, Vermelho Maranhão, 2026, Fotografia Digitale + linea in Latex Naturale, 46 x 68 x 4 cm. Galleria LINK STUDIO ARTE
Fabian Albertini, Vermelho Maranhão, 2026, Fotografia Digitale + linea in Latex Naturale, 46 x 68 x 4 cm. Galleria LINK STUDIO ARTE
Nuovi pubblici, nuovi linguaggi

In questo senso, MIA Photo Fair si configura non solo come una fiera, ma come una piattaforma articolata che riflette sulle trasformazioni del sistema artistico contemporaneo. L’uscita dai confini fisici del Superstudio Più diventa metafora di un’apertura più ampia: verso nuovi pubblici, nuovi linguaggi e nuove modalità di fruizione.

Milano si conferma così un laboratorio culturale in continua evoluzione, capace di accogliere e rilanciare pratiche che ridefiniscono il rapporto tra arte e spazio pubblico. Del resto il titolo di questa edizione è Metamorfosi e la capacità di trasformarsi è un aspetto identitario proprio di questa città.

 

Nicoletta Deva Tortone, Metamorfosi Uno (dittico), 2025-2026, Tecnica Mista, 48 x 58 cm. Courtesy alberto damian gallery
Nicoletta Deva Tortone, Metamorfosi Uno (dittico), 2025-2026, Tecnica Mista, 48 x 58 cm. Courtesy alberto damian gallery