05 Ottobre 2026 00:09

Focus on Wannenes. Intervista ad Alessandra Pieroni, esperta del dipartimento Asian Art

Alessandra Pieroni, esperta del dipartimento Asian Art di Wannenes
Alessandra Pieroni, esperta del dipartimento Asian Art di Wannenes
Come si svolgono le attività all’interno di una casa d’aste? Qual è il “dietro le quinte” che precede una vendita? E soprattutto, chi sono i professionisti che vi lavorano? Per rispondere a queste domande, abbiamo deciso di intervistare gli esperti di dipartimento della casa d’aste Wannenes. Protagonista di questo decimo appuntamento è Alessandra Pieroni, esperta del dipartimento Asian Art

Alessandra Pieroni dirige il dipartimento di Arte Orientale di Wannenes dal 2011. Appassionata e studiosa di arte orientale, ha raccolto da subito importanti risultati, portando il dipartimento ai vertici del settore per il mercato italiano. In un segmento in costante evoluzione, la qualità dell’offerta, delle provenienze e dello stato di conservazione degli oggetti proposti hanno reso le aste di questo dipartimento un appuntamento fisso del calendario internazionale.

Intervista ad Alessandra Pieroni, esperta del dipartimento Asian Art di Wannenes

Quando inizia la sua attività nel mondo delle aste e da Wannenes?

Il mondo delle aste ha sempre fatto parte della mia vita, mi ricordo domeniche passate con i miei genitori, appassionati di antiquariato, nelle ville dove si tenevano aste delle opere contenute nelle stesse. Successivamente ho sempre frequentato l’ambiente ed imparato a poco a poco l’arte orientale, grazie anche ad un mentore, e 15 anni fa ho deciso di trasformarlo in un’opportunità professionale approdando in Wannenes che ha deciso per prima in Italia di aprire il dipartimento di Arte Orientale nel 2011 con la prima asta monotematica.

Quali sono le peculiarità del dipartimento da lei curato?

L’atout più importante è che in asta vadano oggetti provenienti da collezioni private italiane e talvolta europee, in modo da offrire all’acquirente opere inedite e di provenienza certa, cercando di creare un catalogo di gusto ed eleganza. Vede il settore dell’arte orientale, soprattutto cinese, ha subito un forte incremento a partire dal 2008, con l’entrata massiccia nel mercato di acquirenti cinesi, visto il loro forte potere di acquisto di quegli anni dovuto al forte sviluppo economico. Quindi si è presentata una nuova opportunità anche per l’antiquariato di fare business, in un settore nuovo, dai più ignorato fino ad allora, creando così una grande competizione e tanti diversi modus operandi. Noi, in tutti questi anni, abbiamo mantenuto il nostro atout.

Quale visione e quali azioni ha messo in atto per il suo sviluppo?

La fiducia è alla base del rapporto instaurato con il venditore, in modo da comunicargli che la casa d’aste è suo partner nella vendita e quindi il miglior risultato è lo scopo di entrambe, oltre alla serietà nelle valutazioni e la scelta di oggetti che veramente possano riscuotere interesse sul mercato. La casa d’aste ovviamente si adopera nello sviluppare una serie di contatti grazie ad una costante opera di comunicazione su tutti i mezzi disponibili ed eventi atti a far conoscere il mondo delle aste.

Quali sono i risultati d’asta più rilevanti e gli obiettivi raggiunti nell’ultimo anno?

In questi anni molteplici sono stati gli oggetti venduti a cinque zeri, spaziando dalla porcellana, al tessuto, bronzo, giada, legno e smalti. Ultimamente è più difficile reperire oggetti rari da risultati strabilianti perché ormai sono molti anni che l’arte cinese furoreggia e gli oggetti ad oggi venduti sono volati in oriente, a casa. A differenza però di taluni mercati che vivono momenti faticosi, la Cina è sempre di interesse quindi vale tuttora la pena venderla in asta perché il pubblico è globale e quindi vince sempre il miglior offerente che non è mai uno solo, per gli oggetti di valore medio alto. Inoltre, per chi volesse affrontare questo settore per investimento, comprare opere cinesi imperiali merita perché saranno sempre ricercate dal mercato. Nell’ultima asta di dicembre scorso, il risultato più eclatante lo ha registrato una magnifica ed imponente coppia di grandi vasi in porcellana cinese con decoro di fenici in rosso di ferro ed oro, dell’epoca Qianlong (1736-1795), che sono stati venduti a 100.150 euro. 

Ci anticipa qualcosa sui progetti futuri e le prossime aste?

Anticipare è sempre difficile, l’asta nel mio settore si costruisce quando si trovano collezioni, quindi il progetto costante è la ricerca per poter costruire un catalogo di appeal, qualità e curiosità.

A questo link è possibile avere ulteriori informazioni sui servizi di valutazione di Asian Art.