
La Solomon R. Guggenheim Foundation ha scelto Melissa Chiu come direttrice del Guggenheim Museum di New York. Chiu, grande nome istituzionale, lascerà l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, D.C., dove è stata direttrice dal 2014.
La neo-direttrice, che inizierà il 1° settembre, risponderà a Mariët Westermann, che d’ora in poi guiderà la “costellazione” internazionale del Guggenheim, come ha scritto la fondazione in un comunicato stampa. Il New York Times, che per primo ha riportato la notizia, ha dichiarato che Westermann si farà da parte dalla gestione quotidiana del Guggenheim di New York per amministrare gli altri istituti Guggenheim nel mondo, a Bilbao (Spagna) e Venezia (Italia). La sua competenza riguarderà anche il Guggenheim attualmente in costruzione ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.
Chiu è la seconda leader a lasciare l’Hirshhorn per il Guggenheim di recente, ha fatto notare il Times e forse non è un caso che l’ex Presidente dell’Hirshhorn, Daniel Sallick, sia entrato nel consiglio del Guggenheim nel 2024 dopo otto anni in quel ruolo. Chiu, inoltre, è la quarta direttrice di un museo Smithsonian a lasciare l’incarico negli ultimi due anni, da quando il presidente Donald J. Trump è tornato alla Casa Bianca.
L’ultima uscita, Kim Sajet, alla guida della National Portrait Gallery, si era dimessa l’anno scorso, dopo che Trump aveva criticato il suo sostegno alle iniziative per la diversità. Ora guida il Milwaukee Art Museum. In un’intervista allo stesso Times, Chiu ha però negato che l’attuale clima di Washington abbia influenzato la sua scelta di andarsene. La nuova posizione, ha detto, è “Il lavoro dei sogni e l’avrei accettata in qualsiasi circostanza“.
Sotto la sua direzione all’Hirshorn, Chiu, ha raccolto quasi 250 milioni di dollari e ha triplicato le dimensioni del consiglio di amministrazione del museo, portando per la prima volta membri internazionali. Ha anche supervisionato la riprogettazione del giardino delle sculture, la cui inaugurazione è prevista per ottobre. Vedremo come se la caverà nella Big Apple tra le curve di Frank Lloyd Wright.





