09 Ottobre 2026 10:35

Grecia: per i falsari d’arte una nuova legge e fino a 10 anni di carcere

Museo dell’Acropoli, Atene

Il Parlamento greco ha approvato una legge che introduce per la prima volta un quadro normativo organico contro i crimini che colpiscono l’arte e gli oggetti da collezione. La Grecia, paese con un patrimonio archeologico e culturale tra i più ricchi del mondo, cerca così di mettere un freno a un mercato illegale che da decenni alimenta falsificazioni e scavi clandestini.

La nuova normativa prevede pene severe, calibrate sulla gravità del reato. Le condanne vanno da un minimo di sei mesi a un massimo di dieci anni di reclusione, con multe che nei casi più gravi possono raggiungere i 300mila euro. Le opere riconosciute come false saranno distrutte.

La legge allarga anche la definizione di frode in ambito artistico: non solo la contraffazione in sé, ma anche tutto ciò che riguarda la provenienza, lo stato di conservazione e l’attribuzione delle opere. Viene inoltre chiarito cosa si intende per “bene culturale protetto”: rientrano nella categoria, per la prima volta, anche i cinematografi storici, ovvero le sale cinematografiche di rilevante valore architettonico o identitario.

Un elemento innovativo è l’istituzione, presso il ministero della Cultura, di un albo indipendente di esperti in falsi d’arte. Saranno loro a valutare e archiviare i casi sospetti, con l’obiettivo di rendere il mercato più trasparente e affidabile. Gli esperti lavoreranno a fianco di università, imprese e studi legali per impedire che i falsi tornino in circolazione, garantire la correttezza delle transazioni e l’integrità delle provenienze.