29 Settembre 2026 08:23

New Directions. È la settimana di Miart

MIART 2025 ph. Nicola Gnesi studio
MIART 2025 ph. Nicola Gnesi studio
160 gallerie provenienti da 24 paesi animeranno dal 16 al 19 aprile la trentesima edizione di miart

Fiera Milano, dal 16 al 19 aprile, presenta la trentesima edizione di miart, fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi. Miart2026 raggiunge questo traguardo attraverso un’evoluzione consapevole e, valorizzando la propria storia, si apre a nuovi orizzonti.

Il titolo New Directions: miart, but different è un omaggio all’album di John Coltrane (1926-1967) – uno tra i più grandi sassofonisti jazz – e una dichiarazione di intenti che si traduce in un cambio di paradigma, dimostrando la capacità della fiera di rinnovarsi, senza dimenticare le proprie radici.
Nuove direzioni ispirate alla cultura e alla musica jazz, a cui miart2026 guarda come modello creativo, trasformando la propria struttura in uno spazio di improvvisazione e dialogo tra linguaggi e prospettive artistiche differenti.

Molte sono le novità introdotte a partire dalla nuova sede che ospiterà l’evento, la South Wing di Allianz MiCo nel quartiere CityLife. Questa non è solo una scelta logistica isolata ma si inserisce in un sistema di scelte più ampio, volto a migliorare la fruizione della fiera stessa. Ecco che si trasforma anche il layout fieristico, concepito come un percorso articolato su tre piani che non impone un tracciato da seguire, ma suggerisce al visitatore un attraversamento più libero dello spazio.

Da Emergent ed Established

Ad accogliere il pubblico è la sezione Emergent, vero e proprio laboratorio sperimentale, che in questa edizione coinvolge 29 gallerie internazionali. Lo spazio dedicato agli emergenti è l’unico segmento in crescita e rispecchia la volontà della fiera di percorrere le nuove direzioni evocate nel suo titolo, offrendo la possibilità di affacciarsi sui nuovi orizzonti dell’arte contemporanea.

Al livello inferiore (Level 0) il ritmo espositivo della storica sezione Established, è dettato dal dialogo tra maestri del Novecento e tendenze contemporanee: pittura, scultura, installazione, ceramica e fotografia diventano strumenti per indagare le trasformazioni del presente.

Tra le novità di questa edizione trova spazio Established Anthology, sezione calata in una dimensione più museale, dove 20 gallerie internazionali propongono esposizioni tematiche, focus monografici e accostamenti tra generazioni di artisti solo in apparenza lontane.

 

miart 2026
miart 2026

Al pentagramma fieristico si aggiungono le note di Movements, progetto speciale dedicato all’immagine in movimento, nato dalla collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival.
Il programma coinvolge 15 gallerie che presentano 20 film d’artista, con il desiderio di esplorare, per la prima volta a miart, il linguaggio poetico e sperimentale del video e del film d’artista.

“Movimenti” tematici

Il tema di Movements: If Music si articola in cinque “movimenti” tematici che indagano il rapporto tra musica e cinema, mostrando come il suono possa trasformare percezione, spazio, corpo e generare nuove forme di esperienza. Non solo un’aggiunta di linguaggi dunque, ma una vera e propria estensione del formato fiera che abbraccia la dimensione dell’immagine in movimento, facendo propria la capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione.

Con le novità di questa edizione, risuonano le collaborazioni di lunga data che la fiera ha consolidato negli anni, con istituzioni, aziende e realtà culturali che contribuiscono a sostenere la produzione artistica e il posizionamento internazionale della fiera.

Main partner della manifestazione è il Gruppo Intesa San Paolo, che presenta il progetto Standard/Variations curato da Nicola Ricciardi: un’indagine sul dialogo tra pittura e jazz negli anni Sessanta, in relazione alle ricerche di Robert Ryman e Mario Schifano.

Accanto ai progetti espositivi, si conferma il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano e un ampio sistema di premi, come il Premio Herno e il Premio LCA Studio Legale dedicati alla sezione Emergent.

Oltre la fiera

Durante la settimana della fiera, Milano si trasforma in un paesaggio attraversato da risonanze sonore e visive: mostre, performance e progetti speciali sviluppano un fil rouge musicale che interpreta suono, ritmo e improvvisazione come strumenti critici per leggere lo spazio e la dimensione collettiva dell’esperienza. Il progetto Standard/Variations si estende anche alle Gallerie d’Italia, dove il Caveau accoglie una selezione di opere di Ryman e Schifano, trasformando la pittura in una sorta di “camera d’ascolto”.

 

Maurizio Cattelan, Breath Ghosts Blind, Hangar Bicocca, Milano
Hangar Bicocca, Milano

Alla Triennale Milano, la mostra Il ritmo dell’occhio introduce in Europa il lavoro del fotografo Don Bronstein, restituendo attraverso le immagini della scena jazz americana un’esperienza visiva densa e sensibile, mentre il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea dedica a Marco Fusinato la sua prima monografica europea, costruita su un impianto sonoro e percettivo radicale.

Al Pirelli HangarBicocca, Rirkrit Tiravanija propone un progetto che intreccia spazio, partecipazione e performance, mentre gli interventi di Giotto Orsini e Benni Bosetto attivano il corpo e il suono come dispositivi esperienziali. La Fondazione Prada, con il Cinema Godard, contribuisce al programma con una selezione cinematografica dedicata ai linguaggi contemporanei, rafforzando il dialogo tra immagini e musica.

Completa il palinsesto la Milano Art Week, che dal 13 al 19 aprile anima la città con un calendario diffuso di mostre, eventi e incontri, confermando il ruolo di Milano nel panorama artistico internazionale, capace di intrecciare produzione culturale, ricerca e sperimentazione in una dimensione sempre più interdisciplinare.