01 Ottobre 2026 00:39

Un’opera a settimana. “La Conversione di San Paolo” di Marcello Maloberti

Marcello MalobertiLa Conversione di San Paolo, 2025 Inkjet print, 122 x 82 cm Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano - Albisola
Marcello Maloberti
La Conversione di San Paolo, 2025
Inkjet print, 122 x 82 cm
Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano – Albisola
Se chiedessimo agli artisti di scegliere un’opera della loro produzione e raccontarcela, cosa accadrebbe? Con “Un’opera a settimana” vi proponiamo un format di iconografia e iconologia incentrata sulle più interessanti espressioni del contemporaneo. Protagonista di questo primo appuntamento è Marcello Maloberti

Una rubrica di iconografia e iconologia che mette al centro la creazione artistica contemporanea. È questo il focus di “Un’opera a settimana”, format di ArtsLife che invita gli artisti a scegliere un’opera della propria produzione, e a raccontarla ai lettori svelandone ispirazione, processo creativo, significati reconditi, aneddoti che solitamente non vengono rivelati. Una riflessione sull’arte attraverso l’arte, per un’indagine che aspira a carpire l’universale per mezzo del particolare. E, forse, a conoscere più da vicino gli artisti, spingendosi oltre l’“usuale” contesto delle mostre.

Marcello MalobertiRitratto, 2024 Fotografia di Andrea Garuti
Marcello Maloberti
Ritratto, 2024
Fotografia di Andrea Garuti

In questo appuntamento, Marcello Maloberti ci racconta La Conversione di San Paolo.

Ho scelto di raccontarvi l’opera dal titolo La Conversione di San Paolo, 2025, presentata per la prima volta all’interno dello spazio espositivo della Galleria Raffaella Cortese ad Albisola in Liguria.

Il progetto affonda le sue radici in uno degli episodi fondanti della tradizione cristiana: la caduta di Saulo sulla via di Damasco, colpito dalla luce divina che lo acceca e lo trasforma nell’apostolo Paolo. Caduta e inizio coincidono in questo momento di trauma e rivelazione: la folgore luminosa non illustra un racconto, ma mette in scena la forza destabilizzante della grazia.

Mi sono relazionato con il prezioso spazio ligure attraverso un piccolo gesto: volgendo un crocifisso del XIX secolo verso la luce del mondo. Sospesa alla parete, l’opera guarda verso l’esterno attraverso la piccola finestra che caratterizza lo spazio espositivo.

Il crocifisso, tenuto in tensione da supporti industriali, ricalca la forma stessa della croce lignea creata naturalmente dalle assi della finestra. L’opera dialoga con l’atmosfera intima della galleria, che ricorda una delle celebri celle affrescate dal Beato Angelico nel convento di San Marco a Firenze; mentre la finestra incornicia il volto di Cristo, rivolto verso di essa, quasi come fosse una sorta di aureola.

La tematica del sacro viene affrontata attraverso un gesto che prende forma nel silenzio e nella sospensione. L’idea era quella affrontare il riferimento iconografico al celebre soggetto caravaggesco, restituendone la struttura drammatica: il rovesciamento, il vuoto improvviso, lo spazio che si apre all’inatteso.

Il volto di Cristo, che osserva fuori dalla finestra mentre ci volge le spalle, guarda il mondo che ha davanti a sé. In questo momento storico mi sembra un messaggio importante, guardare il mondo che abbiamo davanti e pensarne a uno migliore.