06 Ottobre 2026 10:02

Cytrus Biancamaria. A Milano un nuovo spazio temporaneo fra arte e design

Cytrus Biancamaria, l'intervento di Edoardo Cialfi
Cytrus Biancamaria, l’intervento di Edoardo Cialfi
Tra Miart 2026 e Salone del Mobile il nuovo esperimento espositivo che mette in relazione arte e progetto

Nel panorama milanese che tra Miart 2026 e Salone del Mobile si popola di centinaia di nuovi spazi per la creatività, si inserisce quest’anno Cytrus Biancamaria. Un esperimento espositivo capace di mettere in relazione pratiche differenti, offrendo una lettura contemporanea della convivenza tra arte e progetto. Attivo fino al 26 aprile in Viale Bianca Maria 21, nasce da un’idea curatoriale firmata da Chiara Guidi insieme all’intervento progettuale di Studio Garibaldi Architects.

Più che una mostra tradizionale, il progetto si configura come un ambiente temporaneo in cui arte e design si intrecciano senza gerarchie. Un contesto immersivo dominato da una forte identità cromatica e sensoriale. Il riferimento agli agrumi suggerito dal nome diventa infatti esperienza spaziale: una tonalità aranciata intensa, quasi tattile, avvolge il visitatore e contribuisce a ridefinire la percezione delle opere.

 

Cytrus Biancamaria, Diwan, di Marta Gay
Cytrus Biancamaria, Diwan, di Marta Gay

All’interno delle sale, il percorso espositivo vede come una sorta di fulcro Diwan, un sistema di seduta modulare firmato da Marta Gay che rilegge suggestioni orientali in chiave contemporanea. Mettendo al centro flessibilità e trasformazione dello spazio domestico.

Pittura e progetto

La ricerca pittorica di Diango Hernández si manifesta attraverso l’ormai iconica serie dedicata al tema delle piscine, dove la fluidità diventa principio visivo. Edoardo Cialfi interviene direttamente sull’architettura con un’azione pittorica che altera la superficie muraria, introducendo una dimensione percettiva inattesa. Un intervento site-specific arricchito da una costellazione di evocativi dipinti.

Il percorso prosegue con le tavole monocrome di Leonardo Dalla Torre, in cui la riduzione del colore amplifica la tensione simbolica dell’immagine, e con il lavoro di Mattia Turco, che sviluppa una grammatica visiva essenziale attraverso sottrazioni e codici cromatici. Il progetto di SoloMostry introduce invece una dimensione installativa complessa, tra scultura e arredo, mentre Bruno Laurenzano propone composizioni grafiche che evocano una narrazione intima e simbolica.

 

Cytrus Biancamaria, Django Hernandez
Cytrus Biancamaria, Django Hernandez

Accanto a queste ricerche, spicca la presenza di Kris Ruhs, noto per la sua pratica trasversale e per l’uso sperimentale dei materiali, e di Mattia Sugamiele, che introduce elementi digitali e superfici riflettenti in dialogo con lo spazio.

Il versante progettuale è rappresentato da Alex Ravenoldi con Pharo, una lampada-scultura realizzata tramite stampa 3D. E da Danuca Tomas, che propone un oggetto luminoso sviluppato a partire da materiali riciclati. Chiude il percorso Giovanni Toselli, con una serie di elementi d’arredo che richiamano un’estetica rigorosa e strutturata, sospesa tra design e architettura.